In Australia un cucciolo di balena è rimasto impigliato nelle reti a protezione degli squali, sono intervenute 13 persone che sono riuscite a liberarlo solo dopo tre ore di lavoro.

La popolazione degli squali si fa facendo sempre meno numerosa e dato che sono predatori ai vertici della catena alimentare la loro presenza è d'importanza vitale al fine di mantenere il giusto equilibrio.
Proprio per questo motivo a Washington si sono riunite persone che hanno avuto la sventura di essere vittime di attacchi di squali per chiedere che questi fantastici animali sia salvati dal rischio estinzione
Proprio per questo motivo a Washington si sono riunite persone che hanno avuto la sventura di essere vittime di attacchi di squali per chiedere che questi fantastici animali sia salvati dal rischio estinzione
ansa
Un gruppo di vittime di attacchi di squali - molti hanno perso un braccio o una gamba nei drammatici incidenti - si è riunito oggi a Washington al Congresso americano per chiedere misure protettive a favore degli animali con i quali hanno avuto terrificanti incontri ravvicinati. "Se persino noi chiediamo di salvare gli squali dalla estinzione, allora proprio tutti possono farlo", sottolinea Chuck Anderson, aggredito nel giugno del 2000 da uno squalo gigantesco nel Golfo del Messico.
L'animale gli ha prima dilaniato quattro dita di una mano e quindi strappato il braccio destro (fino al gomito). Altri otto superstiti hanno avuto esperienze simili. Quasi tutti, dopo il trauma iniziale, hanno vissuto un periodo di risentimento nei confronti degli squali. Ma col passare del tempo è giunta anche la consapevolezza che i predatori si sono limitati a seguire il loro istinto. "Gli squali sono feroci, sono implacabili - afferma Anderson - Ma non è colpa loro: sono nati in questo modo".
Il biologo marino Mike deGruy ha vissuto una esperienza altrettanto spaventosa. Mentre nuotava nell'Oceano Pacifico è stato attaccato da uno squalo grigio che gli ha provocato gravi ferite. "Ho nuotato per 25 minuti in acque infestate di squali mentre continuavo a spargere sangue nell'acqua - ricorda il biologo - Ero un'esca vivente: non riesco ancora oggi a capire perché gli altri squali non mi abbiano attaccato".
A favorire la riunione delle vittime è stata Debbie Salamone, una convinta ambientalista che lavora per il Pew Environment Group (uno squalo le ha strappato il tendine di Achille di un piede) che ha fatto un giro di telefonate tra persone attaccate in passato dai predatori. Solo due vittime hanno respinto la sua offerta.
Un terzo degli squali che vivono negli oceani sono già in pericolo di estinzione. Sono minacciati soprattutto dall'uomo: la zuppa ricavata dalle loro pinne è considerata una prelibatezza in diversi paesi. Il gruppo chiede al Congresso sa di approvare nuove restrizioni alla pesca degli squali. Gli scienziati affermano che la sparizione degli squali provocherebbe conseguenze disastrose nell'eco-sistema oceanico.
Ancora una visita da acque tropicali nei nostri mari, si tratta di un squalo mako, che è stato accidentalmente pescato durante una battuta al pesce spada.
Lo squalo mako è un temibile predatore di dimensioni notevoli è lo stesso si cui scrisse Ernest Hemingway nel romanzo Il vecchio e il mare.

Lo squalo mako è un temibile predatore di dimensioni notevoli è lo stesso si cui scrisse Ernest Hemingway nel romanzo Il vecchio e il mare.
Il nome "mako" deriva da un vocabolo maori e significa "squalo". Isurus oxyrhynchus è una specie lunga fino a 3 m del peso di 500 kg, descritta per la prima volta nel 1810 e distribuita nella fascia pelagica delle acque tropicali e temperate di tutto il mondo. Rispetto ad altri squali, i mako sono in grado di conservare il calore corporeo e di non disperderlo rapidamente, il che permette loro la permanenza in acque di temperatura bassa (5-11 °C) e di profondità fino a 700 m. Tra gli squali è anche il più veloce, potendo raggiungere i 32 km/h; compie inoltre salti spettacolari fuori dall'acqua. La sua bellezza, l'elevata aggressività e la mole lo hanno però reso uno dei più ambiti "trofei"; la IUCN lo ha incluso nella lista delle specie "quasi minacciate" di estinzione.
encarta
CATANIA - Uno squalo mako (Isurus oxyrhinchus) è stato catturato nella notte tra il 10 e l'11 luglio al largo della costa catanese. Lo squalo, di sesso maschile, misurava circa tre metri ed è stato pescato accidentalmente da una barca impegnata nella pesca al pesce spada. Al momento dello sbarco dell'animale, giunto morto nel porto di Acitrezza (Ct), sono intervenuti due ricercatori della Necton Marine Research Society.
I ricercatori hanno raccolto i campioni biologici, di alcuni parassiti presenti sullo squalo e dei dati morfometrici che saranno inseriti all'interno della banca dati della società di ricerca siciliana con sede a Catania, che da dieci anni si occupa di ricerca nell'ambito della biologia marina ed in modo particolare dello studio di grandi animali marini come delfini, balene, capodogli, squali. "La presenza di animali come il mako nelle nostre acque - spiegano gli esperti della Necton - è importante al fine di mantenere in equilibrio l'ecosistema. Appare dunque di fondamentale importanza lo studio e la salvaguardia degli squali allo scopo di prevenirne la scomparsa".
ansa
SYDNEY
La popolarità della zuppa di pinne di pescecane in molti paesi asiatici sta ormai minacciando di estinzione diverse specie di squali. L’avvertimento viene da una ricerca condotta dal gruppo di monitoraggio del commercio di fauna selvatica Traffic, con il sostegno del ministero australiano dell’ambiente, che denuncia la pesca illegale in mari australiani, e la mancanza di controlli governativi sulla pesca in eccesso delle quote prescritte.
Secondo il rapporto, pubblicato in occasione di una riunione tecnica della Fao sul monitoraggio della pesca degli squali tenutasi nei giorni scorsi a Roma, più di un quinto delle specie sono già minacciate di estinzione, mentre l’estensione della pesca illegale e non riportata rende impossibile determinare il numero totale di animali uccisi ogni anno per la carne e per le pinne. Il rapporto, sulla situazione in Australia, nota «l’enorme numero di imbarcazioni illegali che pescano in acque australiane, e le grandi quantità di pinne commerciate».
«Il problema è che le attività illegali sono sempre difficili da stimare, e a meno che i responsabili non vengano arrestati è impossibile sapere cosa accada», afferma il coautore della ricerca, responsabile del programma marino di Traffic, Glenn Sant. «Man mano che le nostre conoscenze sullo stato degli squali migliorano, la situazione si rivela sempre più preoccupante», aggiunge. Essi sono particolarmente vulnerabili alla pesca eccessiva, osserva, perchè producono poca prole e maturano lentamente.
La pratica più crudele, spiega ancora Sant, è quella di catturare gli squali, tagliare via le pinne e gettarli vivi di nuovo in acqua. Gli animali muoiono di fame, o vengono mangiati vivi da altri pesci, o soffocano perchè se non sono in movimento costante le branche non possono ricavare sufficiente ossigeno dall’acqua.
lazampa.it
La popolarità della zuppa di pinne di pescecane in molti paesi asiatici sta ormai minacciando di estinzione diverse specie di squali. L’avvertimento viene da una ricerca condotta dal gruppo di monitoraggio del commercio di fauna selvatica Traffic, con il sostegno del ministero australiano dell’ambiente, che denuncia la pesca illegale in mari australiani, e la mancanza di controlli governativi sulla pesca in eccesso delle quote prescritte.
Secondo il rapporto, pubblicato in occasione di una riunione tecnica della Fao sul monitoraggio della pesca degli squali tenutasi nei giorni scorsi a Roma, più di un quinto delle specie sono già minacciate di estinzione, mentre l’estensione della pesca illegale e non riportata rende impossibile determinare il numero totale di animali uccisi ogni anno per la carne e per le pinne. Il rapporto, sulla situazione in Australia, nota «l’enorme numero di imbarcazioni illegali che pescano in acque australiane, e le grandi quantità di pinne commerciate».
«Il problema è che le attività illegali sono sempre difficili da stimare, e a meno che i responsabili non vengano arrestati è impossibile sapere cosa accada», afferma il coautore della ricerca, responsabile del programma marino di Traffic, Glenn Sant. «Man mano che le nostre conoscenze sullo stato degli squali migliorano, la situazione si rivela sempre più preoccupante», aggiunge. Essi sono particolarmente vulnerabili alla pesca eccessiva, osserva, perchè producono poca prole e maturano lentamente.
La pratica più crudele, spiega ancora Sant, è quella di catturare gli squali, tagliare via le pinne e gettarli vivi di nuovo in acqua. Gli animali muoiono di fame, o vengono mangiati vivi da altri pesci, o soffocano perchè se non sono in movimento costante le branche non possono ricavare sufficiente ossigeno dall’acqua.
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BOULOGNE-SUR-MER (FRANCIA)
Uno squalo è stato operato con successo per l’estrazione di un amo dal suo addome, nel primo intervento del genere nel mondo. Lo ha annunciato oggi il Centro del mare Nausicaa a Boulogne-sur-Mer (nord della Francia), dove è stato effettuata l’operazione, ovviamente in anestesia generale.
Il «paziente» è uno dei più vecchi ospiti del Centro, uno squalo grigio di 20 anni e due metri di lunghezza, che si è ripreso perfettamente dall’intervento, al quale è stato sottoposto una settimana fa.
Di recente gli addetti dell’acquario avevano notato una protuberanza sul ventre dell’animale. A inizio ottobre, una radiografia e un’ecografia evavano rivelato la presenza di un oggetto metallico nell’addome.
L’anestesia è durata un’ora. Il problema principale è stato che, dovendo gli squali nuotare per poter respirare, è stato necessario praticare al ’pazientè una speciale respirazione artificiale mentre era immobilizzato: un flusso d’acqua e di ossigeno gli è stato pompato permanentemente nella gola durante l’intervento.
Il corpo estraneo, che si è rivelato un grosso amo, è stato estratto da un chirurgo veterinario.
Dopo il risveglio dall’anestesia. è stato necessario aspettare tre ore prima che lo squalo ricominciasse a nuotare. È stato poi rimesso nella vasca principale assieme ai suoi simili.
Secondo la portavoce del Centro, Ingrid Picquart, l’amo si trovava probabilmente in uno dei grossi tranci di pesce dati in pasto agli squali, che in cattività possono vivere una trentina d’anni.
Dalla creazione, nel 1991, il Centro del mare Nausicaa è stato visitato da oltre dieci milioni di persone.
Uno squalo è stato operato con successo per l’estrazione di un amo dal suo addome, nel primo intervento del genere nel mondo. Lo ha annunciato oggi il Centro del mare Nausicaa a Boulogne-sur-Mer (nord della Francia), dove è stato effettuata l’operazione, ovviamente in anestesia generale.
Il «paziente» è uno dei più vecchi ospiti del Centro, uno squalo grigio di 20 anni e due metri di lunghezza, che si è ripreso perfettamente dall’intervento, al quale è stato sottoposto una settimana fa.
Di recente gli addetti dell’acquario avevano notato una protuberanza sul ventre dell’animale. A inizio ottobre, una radiografia e un’ecografia evavano rivelato la presenza di un oggetto metallico nell’addome.
L’anestesia è durata un’ora. Il problema principale è stato che, dovendo gli squali nuotare per poter respirare, è stato necessario praticare al ’pazientè una speciale respirazione artificiale mentre era immobilizzato: un flusso d’acqua e di ossigeno gli è stato pompato permanentemente nella gola durante l’intervento.
Il corpo estraneo, che si è rivelato un grosso amo, è stato estratto da un chirurgo veterinario.
Dopo il risveglio dall’anestesia. è stato necessario aspettare tre ore prima che lo squalo ricominciasse a nuotare. È stato poi rimesso nella vasca principale assieme ai suoi simili.
Secondo la portavoce del Centro, Ingrid Picquart, l’amo si trovava probabilmente in uno dei grossi tranci di pesce dati in pasto agli squali, che in cattività possono vivere una trentina d’anni.
Dalla creazione, nel 1991, il Centro del mare Nausicaa è stato visitato da oltre dieci milioni di persone.
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Primo bilancio della Settimana europea dello squalo, che ha visto la raccolta ''di oltre 20mila firme di cittadini che chiedono ai ministri della Pesca e dell'Ambiente un concreto impegno a salvaguardia di questi esemplari marini, divenuti prede e non piu' predatori''. Lo riferisce Domitilla Senni, responsabile di Shark Alliance in Italia, che assieme a Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, ha incontrato ieri la Commissione Agricoltura e Pesca della Camera.
''Il Mediterraneo ospita oltre 40 specie di squali - ricorda Giugni in una nota - e nel corso degli ultimi 200 anni la presenza di questi meravigliosi predatori marini e' diminuita di oltre il 97% a causa di un prolungato ed intenso sfruttamento delle popolazioni''.
Marevivo auspica che il governo ''sostenga, a livello nazionale ed europeo, l'immediata attivazione di un Piano di conservazione''. Shark Alliance ha invitato la Commissione della Camera ad impegnarsi per promuovere misure concrete: piani di ripopolamento per squali e razze a rischio estinzione; rafforzamento del regolamento sul 'Finning' che elimini la deroga che consente la rimozione di pinne di squalo a bordo dei pescherecci europei; definizione di limiti di cattura; istituzione di riserve marine per la riproduzione degli squali nella rete Natura 2000.
ansa.it
''Il Mediterraneo ospita oltre 40 specie di squali - ricorda Giugni in una nota - e nel corso degli ultimi 200 anni la presenza di questi meravigliosi predatori marini e' diminuita di oltre il 97% a causa di un prolungato ed intenso sfruttamento delle popolazioni''.
Marevivo auspica che il governo ''sostenga, a livello nazionale ed europeo, l'immediata attivazione di un Piano di conservazione''. Shark Alliance ha invitato la Commissione della Camera ad impegnarsi per promuovere misure concrete: piani di ripopolamento per squali e razze a rischio estinzione; rafforzamento del regolamento sul 'Finning' che elimini la deroga che consente la rimozione di pinne di squalo a bordo dei pescherecci europei; definizione di limiti di cattura; istituzione di riserve marine per la riproduzione degli squali nella rete Natura 2000.
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CATTOLICA (RIMINI)
Anche lo staff dell’Acquario di Cattolica si mobiliterà domenica per raggiungere il traguardo delle 10.000 firme per la conservazione degli squali, che saranno poi consegnate al ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e al titolare delle Politiche agricole Luca Zaia.
Domenica sarà l’ultimo giorno utile per la raccolta firme, a conclusione della settimana europea dello squalo. Nella petizione, pubblicata sul sito del giornale degli squali «Sharknews», si chiede ai due ministri di «sostenere e attuare un efficace piano d’azione europeo per la conservazione degli squali, animali preziosi ma vulnerabili».
Nel testo si ricorda che gran parte degli squali e razze europei vengono pescati in quantità eccessive, tanto che in Europa un terzo delle specie è a rischio di estinzione, percentuale che in Mediterraneo sale al 42%. Inoltre la regolamentazione dell’Unione Europea sul finning (la pratica di prelevare le pinne dal corpo di uno squalo per poi gettarne in mare la carcassa) è «fra le più deboli al mondo».
Da qui l’appello al governo: «Ora che si sta mettendo a punto la bozza del piano d’azione europeo per gli squali, voi ministri avete una grande opportunità per migliorare lo stato delle nostre popolazioni di squali e della pesca. Per questo vi esortiamo a intervenire affinchè la versione finale del piano d’azione dell’Unione europea adotti misure precauzionali e recepisca i pareri scientifici, così da: ridurre significativamente le catture di squali; proteggere le specie di squali e razze in pericolo d’estinzione; promuovere un bando totale del finning».
lazampa.it
per la raccolta firme, klik
Anche lo staff dell’Acquario di Cattolica si mobiliterà domenica per raggiungere il traguardo delle 10.000 firme per la conservazione degli squali, che saranno poi consegnate al ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e al titolare delle Politiche agricole Luca Zaia.
Domenica sarà l’ultimo giorno utile per la raccolta firme, a conclusione della settimana europea dello squalo. Nella petizione, pubblicata sul sito del giornale degli squali «Sharknews», si chiede ai due ministri di «sostenere e attuare un efficace piano d’azione europeo per la conservazione degli squali, animali preziosi ma vulnerabili».
Nel testo si ricorda che gran parte degli squali e razze europei vengono pescati in quantità eccessive, tanto che in Europa un terzo delle specie è a rischio di estinzione, percentuale che in Mediterraneo sale al 42%. Inoltre la regolamentazione dell’Unione Europea sul finning (la pratica di prelevare le pinne dal corpo di uno squalo per poi gettarne in mare la carcassa) è «fra le più deboli al mondo».
Da qui l’appello al governo: «Ora che si sta mettendo a punto la bozza del piano d’azione europeo per gli squali, voi ministri avete una grande opportunità per migliorare lo stato delle nostre popolazioni di squali e della pesca. Per questo vi esortiamo a intervenire affinchè la versione finale del piano d’azione dell’Unione europea adotti misure precauzionali e recepisca i pareri scientifici, così da: ridurre significativamente le catture di squali; proteggere le specie di squali e razze in pericolo d’estinzione; promuovere un bando totale del finning».
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Nuovo Sos per gli squali, a causa della pesca eccessiva. Per la loro sopravvivenza occorre ridurre la cattura, in particolare per le specie piu' vulnerabili dal punto di vista biologico e per quelle che danno preoccupazioni dal punto di vista della conservazione. Questa la raccomandazione, spiega Shark Alliance, degli scienziati del Comitato di ricerca e statistica (Scrs) della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici (Iccat), che di recente hanno prodotto un rapporto proprio sugli squali. E proprio il tema della difesa di questi animali e' stato al centro della seconda edizione della Settimana europea dello squalo, che si chiude domani e ha visto iniziative anche in Italia, promosse da Shark Alliance e Centro turistico studentesco (Cts). Animali al vertice della catena alimentare, gli squali ''oggi sono fra gli animali marini piu' minacciati, a causa soprattutto della pesca eccessiva - spiega Domitilla Senni, di Shark Alliance - decine di milioni di squali infatti vengono catturati ogni anno, intenzionalmente o accidentalmente, nella pesca professionale e ricreativa. Succede nel caso della pesca del tonno e del pesce spada: per questo e' importante che i ricercatori dell'Iccat abbiano raccomandato di ridurre le catture, chiedendo anche il divieto di sbarco di questi animali nei porti, con il loro rilascio in mare e di conseguenza il divieto al commercio. Tutti strumenti di protezione per prevenire lo sviluppo di una pesca insostenibile''. Il documento degli esperti dell'Iccat si occupa di varie specie, spiega l'associazione, dal mako pinna lunga allo squalo volpe occhione, e poi squalo volpe, pinna bianca oceanico, smeriglio, squalo martello, squalo martello festonato, squalo seta e una razza, il trigone viola. Nel Mediterraneo, ricorda Shark Alliance, nel corso degli ultimi due secoli le popolazioni di 20 specie di squali pelagici sono diminuite del 97%. E l' Europa svolge un ruolo importante nella pesca, commercio e consumo di squali, ma non ha ancora fissato limiti di cattura per tutte le specie di squali commercializzate. Non se la passano meglio nell'Oceano Atlantico: ''Gli squali sono tra le specie piu' vulnerabili e dimenticate dell'Atlantico - afferma Sonja Fordham di Shark Alliance - e il nuovo rapporto offre linee guida chiare per partire con un'azione urgente e gli sforzi di conservazione''. Per questo l'associazione chiede di applicare le misure raccomandate dagli esperti a specie vulnerabili come lo squalo volpe occhione, smeriglio e squali martello, oltre che a ridurre la pesca dei mako e dare un tetto alle catture delle verdesche. Intanto Shark Alliance e Cts stanno raccogliendo firme a sostegno di una petizione, per sostenere e attuare un efficace piano d'Azione europeo per la conservazione degli squali da presentare al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo e al ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia.
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Usa, gravidanza senza sesso per uno squalo femmina.
| WASHINGTON Misterioso caso di partogenesi in un acquario americano: una femmina di squalo sicuramente vergine è rimasta incinta ed è morta quando ormai mancavano pochi giorni al parto. È successo nell’Aquarium & Marine Science Center di Virginia Beach, in Virginia, dove gli scienziati, attraverso l’esame del dna, dopo aver esaminato il feto dello "squaletto" hanno confermato che il piccolo non ha padre. La mamma, chiamata Tidbit, è morta prima di riuscire a dare alla luce il piccolo. Ma gli studiosi hanno accertato che la gravidanza era ormai al suo stadio finale e che lo ’squalettò sarebbe potuto venire alla luce nel giro di pochi giorni. Tidbit era stata portata nell’acquario di Virginia Beach e in tutti questi anni non ha mai avuto alcun contatto con altri squali, è sempre rimasta sola nella sua vasca. Come abbia potuto restare incinta è un mistero che gli studiosi stanno cercando di verificare. Secondo Demian Chapman, ricercatore dell’Ocean Conservation Science, ha riferito che lo squalo della Virginia, lungo un metro e mezzo di pesante circa 42 chili, ha certamente contratto la gravidanza per partogenesi. Già nel 2002, un caso simile era accaduto in uno zoo-acquario di Omaha, nel Nebraska, dove un pesce martello vergine aveva dato alla luce un cucciolo. «Questa notizia - ha detto Chapman - conferma che la partenogenesi è qualcosa di molto più comune di quanto pensiamo per certe specie. È stato documentato che può verificarsi anche nei serpenti, negli uccelli e negli anfibi». Gli studiosi, facendo ricorso anche a tecniche utilizzate nella ricerca genetica, stanno cercando di capire attraverso quali meccanismi sia stato possibile che la femmina si sia auto-fecondata. lazampa.it | |
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