Vi lascio qua l'articolo di LaZampa.itSoccorso dai dipendentiche lo sono visti piombare attraverso la finestra, il piccolo rapace è stato curato dall'EnpaUn gheppio, forse un po' distratto o tradito da un riflesso di sole, ha rischiato di perdere la vita schiantandosi in un ufficio milanese.L'avevano scambiato per un piccione e invece era un gheppio, un piccolo uccello rapace, il volatile che ieri 16 giugno si è schiantato all'interno degli uffici di uno show room in centro a Milano, in via Comelico 29. Salvato grazie all'intervento delle dipendenti che prima hanno provveduto a catturarlo e successivamente l'hanno affidato alle cure dei volontari e veterinari dell'Enpa di Milano.Il gheppio era entrato dalla finestra aperta del primo piano, probabilmente a causa di un riflesso del sole, andando a sbattere sulla parete opposta, restando stordito ma, per fortuna, senza riportare gravi conseguenze.Passato il primo momento di comprensibile stordimento, è stato visitato e, constatato il suo ottimo stato di salute, è stato trasferito al WWF di Vanzago per la successiva liberazione.
Ma vediamo di conoscere meglio questo animale alato...molto molto bello!
Ho già parlato di questo grosso uccello con un becco da paura...e paura deve averne avuta veramente molta questo ingordo gabbiano (almeno così deve averlo giudicato il pellicano) che si stava arraffando un pò troppo cibo proprio là dove il pellicano creeva fosse casa sua......immagini veramente uniche!
Stavo leggendo l'articolo di Lazampa.it riguardante un esemplare di peppola che dalla Norvegia è arrivato nel torinese in cerca di un clima più mite dove svernare...immaginate quelle piccole ali che si dimenano nel vento gelido per trovare un posto al sole, deve essere una fatica enorme....mentre cercavo di saperne di più su questo esserino alato, scorrendo i link su Google, ho notato che molti siti di caccia nominano questo uccello...ma ve lo immaginate??? volare per così tanto tempo per essere uccisi e finire infilzati in qualche spiedo che girerà in un girarrosto!
Che tristezza!
Questo mondo non è giusto....o meglio, il mondo sarebbe giusto, siamo noi "umano" che lasciamo mooolto a desiderare!
- Ammiratela in queste foto
- Quando la peppola fa primavera
La Fringilla montifringilla, meglio conosciuta con il nome di Peppola, è un uccello diffuso praticamente in tutti i continenti, dall’Asia all’America, dal nord-Africa all’Europa. Nella nostra penisola compare nei mesi invernali. Il suo habitat naturale è composto dai boschi di conifere, anche se è solita spingersi fino alla periferia dei centri urbani dove frequenti parchi e giardini.Il corpo della Fringilla montifringilla raggiunge una lunghezza massima di circa 18 cm. ed è quindi un uccello di taglia media. Il piumaggio si presenta bianco sul ventre e sul sottocoda, mentre le ali sono nere con bande rossicce e bianche.
Il petto è rossiccio, il dorso è brunastro nella femmina e nerastro nel maschio. Il maschio presenta anche un carattere distintivo rappresentato dal cappuccio nero.La Fringilla montifringilla conduce vita gregaria e pacifica, si sposta in stormi molto numerosi durante la migrazione. La sua alimentazione si compone, come la maggior parte dei rappresentanti della sua famiglia, di semi oltre a piccoli invertebrati e bacche.
via guide.supereva.it
Immaginate di disporre di ali che vi permettono di spiccare il volo e planare per ...ore...di accarezzare il mare per poi repentinamente puntare dritti verso il blu del cielo ed improvvisamente verso l'azzurro del mare, accarezzarlo...stare sopra le onde sfiorandole solo per riposare e poi...volare ancora e ancora e ancora.....
Un essere che spiega le sue ali in volo fino a 3 metri e 50 cm e in casi eccezionali raggiunge i 4 m e 50 cm, capacità di volo: anche settimane ....in certi casi anche mesi, bevendo acqua di mare e riposando sulla superficie marina solo sfiorandola....quello è il suo habitat..il cielo e il mare...solo per nidificare onora la terra con la sua presenza...signori e signore, sto presentandovi l'albatro urlatore
Un essere che spiega le sue ali in volo fino a 3 metri e 50 cm e in casi eccezionali raggiunge i 4 m e 50 cm, capacità di volo: anche settimane ....in certi casi anche mesi, bevendo acqua di mare e riposando sulla superficie marina solo sfiorandola....quello è il suo habitat..il cielo e il mare...solo per nidificare onora la terra con la sua presenza...signori e signore, sto presentandovi l'albatro urlatore
Un uccello leggendario, nel senso che è famosissimo per la sua eleganza nel portamento quando quasi come per magia solca l'acqua di nostalgici stagni o laghi o fiumi...con il suo collo lunghissimo che sembra disegnato da Modigliani e con i suoi occhi "truccati" che ricordano la raffinatezza egizia (o egiziana??? non lo so...perdonatemi)...
Ma questo stupendo uccello, così romantico è in realtà uan vera potenza, vediamo i suoi numeri:
lunghezza: si aggira ben sui 150 cm
apertura alare: veramente notevole, circa 230 cm
peso: può raggiungere i 23 kg
quindi il nostro alato amico è una uccello di tutto rispetto, per niente etereo...
anzi!
ammiriamolo in tutta la sua bellezza senza dimenticarne la potenza
per saperne di più:
e di seguito un interessantissimo servizio di focus:
animali - uccelli
Il becco più simpatico che ci sia mai stato...voglia di parlare di chi non c'è più e mai tornerà
22:25Dopo tanto tempo che non scrivo su questo blog mi presento con il Dodo, un uccello che non ho timore di defiire tra i più simpatici...la sua conformazione è estremamente simpatica!
Anzi..era!!!!
Adesso non è più!
Era tozzo, munito di uno smisurato e sagomato becco, di un forte collo, di zampe robuste, sembrava proprio non essere creato per volare...ma qualunque cosa il Buon Dio avesse progettato per lui è cessata quando Mister Dodo ha incontrato Mister Uomo....tanto per cambiare!
Conosciamolo più da vicino...
La sua reputazione era quella di essere un animale goffo e stupido. Ma le ultime scoperte scientifiche dicono che il dodo non era affatto così.
Questo uccello incapace di volare ha abitato l’isola Mauritius per milioni di anni e poi si è estinto nel giro di poco tempo, a causa dell’uomo. Su quest’isola dell’oceano Indiano occidentale c’era una tale ricchezza di cibo che i frutti si potevano trovare in abbondanza per terra, senza bisogno di salire sugli alberi. Inoltre, questi luoghi non erano abitati da animali predatori che potessero minacciare la vita degli uccelli. Il dodo si era quindi evoluto in un ambiente dove non era necessario saper volare, né avere paura. Quando nel 1598 sull’isola arrivarono i marinai olandesi, e poi quando giunsero i portoghesi, il dodo non aveva nessun motivo per temerli. Non scappò alla loro vista, ma si dimostrò amichevole e affettuoso. Gli uccelli della sua specie vennero quindi catturati a centinaia e il loro atteggiamento venne scambiato per stupidità. Non solo, ma gli animali che i marinai avevano portato con loro, come i maiali, distrussero le uova che il dodo deponeva nell’erba e mangiarono i piccoli nei nidi. Dopo circa ottant’anni sull’isola non era rimasto nemmeno un dodo. L’ultimo fu visto nel 1681. Oggi ne rimangono alcuni esemplari imbalsamati, come quello del museo di storia naturale di Oxford in Inghilterra, che vengono studiati dagli scienziati. Lo zoologo Alan Cooper ha esaminato il Dna di questo campione e ha stabilito che il dodo appartiene alla famiglia dei piccioni e delle colombe. Andrew Kitchner, un biologo scozzese, ha mostrato come questo animale fosse in realtà molto più snello e agile di quanto sia stato descritto in passato. Alcuni antichi disegni che raffigurano il dodo come un uccello molto grasso non sono stati fatti osservando direttamente gli animali, ma basandosi su racconti forse non molto precisi. Inoltre, gli esemplari che sono stati visti in Europa erano animali tenuti in cattività e nutriti con troppo cibo, e quindi molto più goffi e pesanti dei loro simili che vivevano liberi sull’isola Mauritius. Il dodo, secondo gli scienziati, era un animale perfettamente adattato al suo ambiente e si può considerare un successo dell’evoluzione. La sua unica sfortuna è stata quella di aver incontrato l’uomo.
altre fonti:Sapere.it
Uno dei rapaci più grandi, un animale stupendo e fiero, è l'aquila di mare di Steller detta anche aquila pescatrice, bellissima con il contrasto di piume scure e candide, ammiratela in questa foto mentre ha appena pescato un bel pesce
Scheda Uccelli - Non passeriformiNome: Aquila Pescatrice Africana
Famiglia: Accipitridae
Specie: Haliaeetus vocifer
Lunghezza: 63/75 cm
Piumaggio: Sessi simili
Migrazione: Stanziale
Descrizione: Spesso osservabile da sola o in coppia sui rami elevati nel suo territorio rivierasco, è un’aquila specializzata nella cattura di pesci. Preferisce restare in attesa su un posatoio, invece di cacciare in volo, e si tuffa in picchiata per afferrare il pesce appena sotto la superficie, con un movimento rotatorio della zampa. Si nutre anche di pesci spiaggiati e di altre carogne e uccide uccelli acquatici. È ben noto per il suo lamentoso richiamo di quattro note.
Nido: Un grande accumulo di rami con una coppa centrale, foderata di erba e solitamente posta su un albero presso l’acqua.
Distribuzione: Africa a sud del Sahara.
Nota: le femmine sono più grandi dei maschi.
fonte www.animalitaly.it
L'ho letto solo adesso, anche se è accaduto ieri...Lipu ha richiesto l'intervento dei carabinieri in Calabria perchè certi individui stavano sparando ai falchi.....
Non cambieremo mai!ansa:
REGGIO CALABRIA, 21 SET - Decine di falchi sono stati uccisi in provincia di Reggio Calabria in occasione della prima giornata di caccia. A riferirlo, in una nota, e' la Lipu di Reggio Calabria, secondo la quale ''nel primo pomeriggio domenicale di caccia aperta, i bracconieri si sono scatenati contro le centinaia di rapaci, falchi di palude e falchi pecchiaioli di passaggio sulle pinete al confine tra i comuni di Montebello Ionico e Motta San Giovanni''. I carabinieri, intervenuti su segnalazione della Lipu, hanno denunciato in stato di liberta' uno dei bracconieri, P.A., di 65 anni, con l'accusa di abbattimento di specie particolarmente protetta. All'uomo sono state sequestrate le carcasse di due falchi uccisi.
Finalmente ogni tanto qualche buona notizia!
La catena del Logorai, uno tra i luoghi più selvaggi delle Alpi, ospita ben il 2% della popolazione italiana dell'aquila reale.
In questo ambiente di una bellezza incantevole ancora queste magnifici rapaci si stanno riproducendo...mi sembra un bellissimo segno!
La catena del Logorai, uno tra i luoghi più selvaggi delle Alpi, ospita ben il 2% della popolazione italiana dell'aquila reale.
In questo ambiente di una bellezza incantevole ancora queste magnifici rapaci si stanno riproducendo...mi sembra un bellissimo segno!
Non è solo rispetto, in questo uomo c'è vero amore per la vita e la natura, dovrebbe essere una cosa normale, ma per come va il mondo è una vera perla rara!
L'amicizia tra Pino e le "sue" rondini.
L'amicizia tra Pino e le "sue" rondini.

Gli uccelli tessitori sono abilissimi architetti, i loro nidi decorano alberi africani ed hanno una struttura complessa, oltre ad essere di notevoli dimensioni in relazione alla piccola struttura degli uccelli.
Questi volatili sfoggiano un piumaggio vivace appartengono alla famiglia dei passeriformi.

Gli uccelli tessitori intrecciano fili d'erba e altre fibre vegetali per costruire un nido quasi completamente chiuso, che protegga le uova e i piccoli sia dai predatori che risalgono da terra, come i serpenti, sia dagli uccelli che calano dall'alto. I diversi tipi di nodi e la struttura del nido sono caratteristiche specie-specifiche, patrimonio innato di ogni uccello tessitore.

è proprio vero...
un raggio di sole arriva sempre
e noi lo accogliamo con gratitudine!
tanta gratitudine!

un raggio di sole arriva sempre
e noi lo accogliamo con gratitudine!
tanta gratitudine!
articolo di la zampa.it
Il traffico si è bloccato stamani per qualche minuto sull’Aurelia, davanti alla Piaggio Aero Industries a Finale Ligure, per lasciar passare quattro piccoli di germano reale che hanno affrontato l’avventura spaventati ma in perfetta fila indiana.
Ad accorgersi dell’insolita presenza sono stati gli addetti alla vigilanza dello stabilimento che sono intervenuti per lasciare che i quattro volatili attraversassero incolumi la strada molto trafficata.
I vigilantes hanno poi seguito gli animali assistendoli per qualche ora e una volta verificato che i genitori non c’erano più hanno chiesto l’intervento dei volontari della Protezione Animali savonese, che li ha presi in carico fino allo svezzamento, con un’altra nidiata di otto piccoli, raccolti in circostanze analoghe, alla foce del torrente Letimbro.
Una volta terminato il periodo di cura, i germani saranno riportati nella zona della Piaggio dove erano stati trovati dal personale di vigilanza dello stabilimento.
Questo rapace è chiamato anche serpentario perchè va matto per lucertole e serpenti che uccide usando becco e zampe che sono protette da resistentissime scaglie, altrimenti resterebbe ucciso dai morsi delle sue prede.
E' l'unico rapace che cammina e caccia al suolo e non avvistando la sua preda in volo anche se riposa e nidifica in cima agli alberi.
E' l'unico rapace che cammina e caccia al suolo e non avvistando la sua preda in volo anche se riposa e nidifica in cima agli alberi.
aquila marziale
9 specie di uccelli sono entrati purtroppo nella lista Critically Endangered (In pericolo in modo critico); quindi adesso ne fanno parte (tanto per citarne alcuni)
Comunque ci sono anche specie in ripresa, come:
- il colibrì recentemente scoperto in Colombia,l’Allodola del Sidamo in Etiopia,
- il Fringuello arboricolo di Charles nelle Galapagos,
- il Rondone dei camini nel Nord America Orientale,
- rapaci africani tra cui il Falco giocoliere l’Aquila marziale,
- l'americano Svasso dal cappuccio, nelle Hawaii la Palila,
- il Martin pesatore delle Marquesas
- il Pavone verde e la Pernice di David in Asia,
- la Gru coronata in Africa.
Comunque ci sono anche specie in ripresa, come:
- in Brasile l’Ara di Lear
- in Nuova Zelanda il Petrello delle isole Chatham,
- nelle Mauritius, il Tessitore delle Mauritius

Il capovaccaio rischia fortemente l'estinzione, ne restano 10 coppie in Italia.
E' un originale avvoltoio che ci auguriamo tutti non scompaia...
- Il viaggio del capovaccaio Arianna, un bellissimo racconto

foto:sole24ore.itUn bellissimo uccello che vive solo alle isole Galapagos, la sua caratteristica più evidente consiste nello sfoggiare magnifiche zampe palmate azzurre, infatti è un uccello acquatico.
animalinelmondo.com
La sula dalle zampe azzurre ( Sula nebouxii ) è uno dei tanti uccelli marini endemici delle Galapagos. E’ abbastanza facile incontrarla in prossimità della riva dove nidifica e dove trae nutrimento direttamente dal mare, specialmente nelle isole di Santiago e Españiola, dove sono più diffuse.
Resta ancora però un mistero per gli studiosi come si sia generato questo tipico colore azzurro, in alcuni casi molto intenso, delle sue zampe pinnate, unico del suo genere e non riscontrabile in altri esemplari.
L’altezza oscilla fra i 70 ed i 90 cm, possiede delle ali piuttosto strette con un’apertura completa compresa fra fra 100 e 150 cm.
Il volo è caratterizzato da poderosi colpi d’ala a cui seguono ampie planate, quando formano uno stormo il più delle volte è rappresentato da una formazione piuttosto disordinata.
Non vi sono grosse differenze sia nella stazza che nel piumaggio fra i maschi e le femmine, quest’ultime sembrerebbero avere una pupilla di maggiori dimensioni, ma ad una più attenta osservazione appare invece che si tratta un cerchio di pigmento scuro che circonda la pupilla stessa. Differiscono invece sensibilmente per il verso emesso: il maschio emette un lungo fischio quasi supplichevole, mentre la femmina un suono nasale.
La femmina depone normalmente da tre a cinque uova, che vengono covate alternativamente anche dal maschio.per circa quaranta giorni.
Come si possa anche solo pensare per un attimo di impagliare un animale è una cosa rivoltante.
Mi vengono i brividi quando mi trovo di fronte a trofei che sono solo macabri, un vero e proprio manifesto dell'idiozia umana.
In questo caso si tratta di una coppia di aquile braccata da uomini che ambiscono ad averla in salotto
Mi vengono i brividi quando mi trovo di fronte a trofei che sono solo macabri, un vero e proprio manifesto dell'idiozia umana.
In questo caso si tratta di una coppia di aquile braccata da uomini che ambiscono ad averla in salotto
l'articolo di lazampa.it
L’aquila la riconosci subito. Gli altri uccelli no, devi osservare il becco, il colore delle piume. L’aquila ha le ali grandi, il volo fermo. Gli incontri sono rari, la vedi che perlustra le vette più alte dove tu non riesci ad arrivare.
In Liguria sono soltanto due le aquile rimaste. Una coppia che ha fatto il nido sul monte Toraggio, dove cominciano le Alpi Marittime. E’ uno dei luoghi più selvaggi del Nord Italia: sei a venti chilometri dal mare, lo vedi, senti le sirene delle navi, ma passi giorni senza incontrare un uomo. Il posto ideale per le aquile. E qualcuno segnala avvistamenti anche in Valle Argentina, a pochi chilometri di distanza. Gli animali selvatici sono così, non si fidano dell’uomo (e hanno ragione): allora sulle Alpi Marittime sono tornati i cervi, il gatto selvatico e perfino il lupo.
I nemici
Ma se cammini sui sentieri che salgono verso il Toraggio senti un colpo isolato. Uno sparo. I nemici delle aquile: i bracconieri. Quando la montagna è deserta, arrivano. Non bastano due metri di neve a salvare la coppia di rapaci. I bracconieri arrivano anche d’inverno, anche di notte. Il loro obiettivo sono camosci, cervi, lupi e poi le aquile. Non per soldi, né per cibo, le aquile del Toraggio rischiano di finire in un salotto: un trofeo impagliato da mostrare agli amici. Pochi lo sanno, ma su queste montagne si combatte da anni una battaglia durissima: da una parte i bracconieri, dall’altra le Guardie Forestali. A volte veri inseguimenti sulle strade sterrate, jeep che corrono sul filo dello strapiombo. O pedinamenti di giorni nella neve. E bisogna stare attenti, perché i cacciatori di frodo sono ben armati.
Tutto per poche centinaia di euro, i bracconieri a volte sono dei disperati, ma a volte a spingerli è la febbre della caccia. Nel 2008 in Italia il Corpo Forestale ha denunciato 185 persone per bracconaggio, sono state sequestrate 2.692 trappole e 74 armi da fuoco. E 697 animali già uccisi.
E’ dura, però. A lottare contro di loro a Imperia ci sono trenta forestali per un territorio grande 1.156 chilometri quadrati. Una manciata di uomini che combatte anche gli incendi, la speculazione edilizia, le discariche abusive. Ma oggi, in questa mattina di marzo, a spingerli in cima alle montagne è stata una segnalazione, qualcuno ha sentito uno sparo oltre la Colla Melosa, in una valle dalle pendici quasi verticali che sale verso i monti Toraggio e Grai.
Inseguendo le tracce
Così Bruno, Fiorenzo e Ulisse, che su queste montagne ci hanno passato anni, salgono nella neve che arriva ancora alla cintola dell’uniforme grigioverde. Guardano con il binocolo alla caccia di un puntino. «C’è gente che è disposta a rischiare la vita per uccidere un animale protetto», sospira Fiorenzo D’Annunzio mentre sale e cerca tracce nella neve. Ma le uniche impronte oggi sono quelle dei camosci. Poi un’altra, del gatto selvatico. «A volte troviamo anche i segni del lupo», racconta Bruno Failoni.
Ma l’animale più pericoloso è un altro, lascia orme di racchette da neve o di scarpe da montagna. E’ l’uomo. «I bracconieri purtroppo sono organizzati. Spesso non hanno armi con sé», spiega Ulisse Bencivenni. E indica un casolare diroccato: «Hanno nascondigli nel bosco, dove si riparano e sotterrano i fucili». E’ gente che conosce ogni centimetro di queste valli, che magari campa rivendendo i camosci ai ristoranti e si accontenta di poche decine di euro, ma non potrebbe rinunciare al brivido della caccia di frodo. «Certo, ci sono dei giovani», racconta Bruno, «Come quei due che abbiamo sorpreso una notte su una strada sterrata nei boschi. Appena ci hanno visto è cominciato un inseguimento a tutta velocità, una jeep dietro l'altra, finché non sono finiti in un fosso». Fiorenzo racconta di due settantenni presi dopo ore di appostamenti: «Scendevano dalla vetta. Sembravano due pensionati in gita, ma negli zaini c’erano due camosci». Intanto si sale, tirando l’aria gelida con i denti. A Sud si vede il mare, a volte, come un miraggio, compare addirittura la Corsica. A valle i paesi di Pigna e Triora, borghi tra i più belli d’Italia e quasi sconosciuti. Intorno le querce lasciano spazio ai larici. La vetta è lì, a poche decine di metri. Ed ecco due impronte sospette. Bisogna seguirle. E’ una lotta durissima.
I nemici
Il nemico non sono soltanto i bracconieri, ci si mette di mezzo anche la legge: le sanzioni sono di duemila euro al massimo. Non basta: «Finalmente la Regione nel 2007 ha istituito il parco naturale», racconta la gente di Pigna, «ma dopo pochi mesi un emendamento ha istituito le aree di paesaggio protetto. In pratica il parco è diventato a macchia di leopardo, qui la caccia è vietata, ma se fai dieci metri i fucili possono sparare. Gli animali per spostarsi avrebbero bisogno di una mappa del parco, perché le zone sicure sono grandi una manciata di ettari e basta un passo falso per essere impallinati. Merito», dicono in paese, «della lobby dei cacciatori». Il parco ha tanti nemici. Uno di loro, nel ‘95, uccise una femmina d’aquila e la lasciò in una cabina telefonica. Ma i grandi rapaci sono tornati. E’ il tramonto quando Bruno, Fiorenzo e Ulisse tornano alla jeep. Nessun colpo di fucile, fa troppo freddo e anche i bracconieri hanno mollato la presa. Le due ultime aquile della Liguria sono salve. Per oggi.
Vi ricordate di Pio Pio? Il simpaticissimo allocco che era stato adottato da una famiglia, ma poi era stato loro tolto in quanto specie protetta?
Ebbene, Pio Pio è fuggito dalla riserva che lo ospitava! E ha fatto bene secondo me!
Ebbene, Pio Pio è fuggito dalla riserva che lo ospitava! E ha fatto bene secondo me!
Nel gennaio scorso la storia di Pio Pio aveva fatto molto discutere in Rete. Lui è un allocco che, 14 anni fa, caduto dal nido ancora piccolo, venne trovato in un bosco e cresciuto in casa di una coppia di anziani di Grosotto (Sondrio). A seguito di una denuncia, venne poi posto sotto sequestro perchè appartenente a una specie protetta e affidato alla Riserva Naturale Regionale Valpredina.
Proprio i responsabili dell'Oasi Wwf comunicano, attraverso il loro sito, l'ultimo, e forse definitivo, aggiornamento su questa vicenda: Pio Pio è volato via verso la libertà. Nella notte del 24 marzo, a causa del forte vento, si è venuto a xreare un foro nella rete della voliera di III fase (quella cioè dove gli animali recuperano la capacità di volo) in cui era custodito.
Dunque l'allocco è libero e sembra anche in buone condizioni secondo quanto aggiungono sul loro sito: «Non possiamo dire che Pio Pio fosse già pronto per la liberazione, ma possiamo ritenere che riuscire a passare dalla fessura della rete è stata sicuramente un'impresa possibile solo per un animale in buone condizioni».
Nel dare la notizia i responsabili dell'Oasi hanno voluto anche dare, forse per l'ennesima volta, una risposta a tutti coloro che, in modi più o meno educati, hanno manifestato la loro protesta per il sequestro.
Da un lato sottolineano l'aspetto normativo della vicenda: a chi si è rivolto a loro chiedendo la restituzione alla coppia di anziani come se fosse una "cosa" di proprietà, la riserva risponde: «Vale la pena ricordare che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelato nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale».
Ma è l'aspetto naturalistico che sembra più importante e sentito dai volontari del Wwf: «Gli animali selvatici appartengono a tutti noi ed a loro - concludono nella notizia sul sito della Valpredina - è innanzitutto dovuto rispetto per il ruolo che svolgono nell'ecosistema, ai quali deve essere indirizzato un nostro affetto».
Un modo dunque per ricordare che l'amore per gli animali talvolta può portare a commettere degli errori: «In questa vicenda l’errore di fondo è stato commesso quando appena rinvenuto l’animale non ci si è rivolti ad un centro di recupero autorizzato».
lazampa.it
Grafica by Grafic Scribbles -. Powered by Blogger.
SUBSCRIBE
Questo blog non può essere considerato una testata giornalistica, giacché è aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001,non può essere considerato un prodotto editoriale
Followers
Views
Translate
licenza

this planet is wonderful by http://thisplanetiswonderful.blogspot.com/ is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.


























