chi siamo per stabilire che per i panda l'evoluzione è giunta al capo linea e quindi tanto vale lasciarli estinguere?
17:45"Chris Packham, naturalista e conduttore di programmi della BBC, pochi giorni fa ha concesso un'intervista a «Radiotimes» che ha fatto sudare freddo gli animalisti di mezzo mondo: «I soldi spesi per la conservazione di questa specie potrebbero essere impiegati meglio - ha sostenuto Packham - perciò lasciamo morire i panda dignitosamente, stacchiamogli la spina. Ormai sono entrati in un cul de sac evolutivo»."
Gianna e Knut, sarà la storia d’amore dell’estate? Un’orsa della zoo di Monaco, di chiare origini italiane come attesta il nome, verrà infatti trasferita a breve nella gabbia degli orsi dello zoo di Berlino. E i fan del plantigrado più famoso di Germania già sognano...
La pretendente - scrive il quotidiano berlinese “Tagesspiegel” - deve essere spostata dalla sua attuale abitazione di Monaco a causa di lavori di ristrutturazione, ma il suo soggiorno nella capitale potrebbe essere prolungato.
Tutto dipenderà dalla scintilla fatale che potrebbe scoppiare fra i due: Gianna sembra avere un carattere difficile, ha già rifiutato con sdegno la corte dell’orso Yoghi, dello zoo di Monaco, ma aveva ragione da vendere: Yoghi infatti ha ben sette anni più di lei.
Con Knut invece sono coetanei, tre anni entrambi. E l’irresistibile Knut, indubbiamente, sa farsi amare. Bisognerà in ogni caso aspettare un po’ per un’eventuale cucciolata: gli orsi maschi infatti, non sono in grado di concepire prima dei quattro anni.
lazampa.it

Sembra un dolcissimo peluche invece è vivo e vegeto ed è un adorabile cucciolo di panda rosso, una rarissima specie di panda.
Ha fatto la sua entrata in società in Canada, Alberta
Una curiosità che ha trovato conferma in questo bel sito: il logo del browser Firefox non è una volte, ma è precisamente un panda rosso, altrimenti detto Volpe di fuoco, Fire Fox appunto.

Un bel video su questa rarissima specie

sebbene io sia del parere che dobbiamo lasciare in pace il più possibile queste incredibili creature, non nego ch es epotessi partirei subito!
e qua mi contraddico lo so!
ma.....
essere grande mia passione!!!!!!!!
articolo di panoramaSe si parla di grizzly è impossibile non pensare alle avventure dell’Orso Yoghi nel parco americano di Yellowstone, anche se, nella realtà, la simpatia nei confronti dell’orso dei cartoni può trasformarsi in terrore di fronte a mammiferi in carne ed ossa in grado di arrampicarsi agilmente sugli alberi, di nuotare rapidamente e di correre veloci come cavalli, per quanto nei racconti dei cacciatori siano spesso descritti come animali che scelgono volontariamente di trascorrere la maggior parte del loro tempo a raccogliere foglie.
La curiostà di osservare gli orsi nel loro habitat naturale è stata sfruttata al meglio da Julius Strauss, un inglese che ha costruito alle pendici dei Monti Selkirks, nella regione canadese British Columbia, il Grizzly Bear Ranch, composto da non più di una manciata di casette di legno. Le valli attorno ai monti Selkirks sono oggi popolate quasi esclusivamente da orsi. Il Ministro dell’Ambiente del British Columbia stima che nel versante canadese abbiano trovato dimora circa 16.000 grizzly e 90.000 orsi bruni.
A sentire Strauss, avventurarsi nei sentieri di montagna alla ricerca degli orsi non è così pericoloso. Del resto, in Canada è raro che vengano registrati più di due casi di morti umane provocate dall’aggressione di un orso all’anno. Questo non significa che i turisti possono andare a cercare liberamente le tane dei grizzly. Strauss ha preparato un video informativo in cui spiega come distinguere l’attacco difensivo di un orso da quello offensivo. Inoltre, accompagna personalmente i visitatori durante tutte le escursioni, facendo in modo che il gruppo non superi mai le otto unità, e senza mai dimenticare lo “spray per orsi”, un composto al peperoncino non troppo diverso da quello comunemente utilizzato come strumento di autodifesa.
Chi ha soggiornato al ranch di Strauss racconta che trovarsi faccia a faccia con un grizzly sia un’esperienza straordinaria. È quasi impossibile muoversi nella foresta senza incontrarne nemmeno uno, e molti raccontano che dopo aver ammirato la bellezza e l’eleganza degli orsi in cattività non sono più riusciti a rimanere indifferenti allo sterminio perpetrato ogni anno dai cacciatori, che solo tra il 2007 e il 2008 ne hanno uccisi quasi 700 esemplari.
articolo panorama.it
I due orsi polari, Bill e Lara, si incontrano per la prima volta allo zoo di Gelsenkirchen, in Germania. L'orso Bill proviene da uno zoo della Repubblica Ceca ed è giunto in Germania per conoscere la sua nuova compagna, Lara




l'articolo di parks.it
Il racconto di una giornata eccezionale
Al mattino di ieri 16 aprile, dalle ore 7,00 circa, una pattuglia del CTA/Corpo Forestale dello Stato guidata dall'ispettore capo Andrea Ferroni e composta dall'assistente Alberto Dal Farra e dall'agente Francesca Vilena, su segnalazione degli operatori di Veneto Strade si è recata nella zona dei Bitti in valle del Mis, per verificare la presenza dell'orso. Riuscendo ad avvistarlo.
Nel pomeriggio, verso le 13,00, la pattuglia del CTA-CFS del Parco, composta dall'assistente capo Maurizio Guardiano e dall'assistente Marco Barbaresi, ha raggiunto l'area di casera Renzin (comune di Gosaldo), nel cuore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Da casera Renzin i forestali si sono appostati per poter osservare l'area di casera Bitti e la Crocetta. Quindi verso le ore 17,30 la loro pazienza è stata premiata: l'orso si è sollevato in piedi da dietro una pianta di pino nero nei cui pressi era sdraiato a riposare.
Le foto testimoniano l'eccezionale avvistamento che ci conferma il lungo lavoro svolto in questi giorni per accertare gli spostamenti del plantigrado. La Polizia Provinciale ed il CTA-CFS raccoglieranno peli e feci dell'espemplare per poterne indagare il DNA.
Questa procedura serve a verificare se si tratti, come si pensa, dello stesso esemplare segnalato nei giorni scorsi nell'area di Zoldo.
I Forestali ritengono che si tratti di un animale sub-adulto e maschio. La tal cosa è probabile in quanto gli orsi maschi girovagano spesso alla ricerca delle femmine e di nuovi territori.
L'Ente Parco e il CTA-CFS continueranno, nei prossimi giorni, a monitorare l'area sperando di poter seguire gli spostamenti dell'orso.

la notizia ansa
Un guardacaccia ha investito con la propria jeep un orso nella zona del Passo delle Palade in Alto Adige. Si tratta del primo avvistamento di un plantigrado di questa stagione stagione nella quale normalmente gli orsi, da poco reintrodotti nella zona, escono dal letargo. L'animale e' stato avvistato da un guardacaccia che non ha fatto in tempo a frenare, investendo l'animale che - raccontano oggi i giornali locali - sembra avere subito lesioni soltanto lievi, allontanandosi nella boscaglia dopo l'incidente.(ANSA).

l'articolo di Focus
È un simbolo, un premio e un'effigie. Stiamo parlando dell’orso. È il simbolo, infatti, di Berlino, il cui nome deriverebbe dal termine bär (orso in tedesco). Anche il premio del festival cinematografico che si tiene in questa città ha le sembianze di un orso. E la sua immagine si trova sulla moneta da due dollari canadesi. Senza contare peluche e cartoni animati dedicati a questo animale.
Non si può certo dire che non sia popolare. Eppure lui, amante della solitudine, potrebbe non essere contento di tutto questo clamore.
La frase “sei un orso!” rivolta a qualche immusonito parente o amico, ha un suo fondo di verità. Gli orsi non cercano compagnia e non fanno “comunella” tra loro. Insomma non sono animali sociali e conducono una vita solitaria. Schivi e diffidenti con i propri simili lo sono a maggior ragione con altri di altre specie, soprattutto con gli uomini. Tanto che in alcune zone si sono adattati a vivere di notte o al crepuscolo per evitarli. E, contrariamente a quello che si pensa comunemente, non sono nemmeno aggressivi. Però attaccano se si sentono minacciati o sono impauriti. Di solito corrono verso il “nemico” emettendo un vocalizzo tipico, detto ruglio, ma quasi sempre a pochi passi dal pericolo si fermano e fanno marcia indietro.

Certo che lo è!
Un magnifico primo piano di un orso polare mentre ha appena effettuato la sua pulizia mattutina..,
come evidenziato nelle didascalie sotto alle foto, il Canada ospita circa 15000 orsi rispetto ai 20000-25000 presenti in tutto il mondo.
Ed adesso ecco le bellissimi immagini
Berlino, 22 dicembre 2008 - Un trentenne ha eluso i controlli dei guardiani ed è saltato all’interno del recinto dell’orso Knut, nello zoo di Berlino. Non è riuscito però a trovarsi direttamente a contatto con l’orso polare, che è stato prontamente bloccato nella gabbia dal personale, mentre la polizia portava via l’uomo, che opponeva resistenza.
Il trentenne, che secondo la polizia non ha mostrato segni evidenti di follia, ha giustificato il suo gesto spiegando di sentirsi solo e che Knut anche era solo.quotidiano.net

I veterinari si sono quindi insospettiti, ed hanno sottoposto Tsuyoshi ad una visita, previa addormentatura.
Finalmente si sono resi conto che questo esemplare di 4 anni è una femmina
quotidiano.net
Nel tentativo di recuperare il corpo del proprio cucciolo investito da un’automobile, una mamma orsa ha tenuto a lungo bloccato il traffico di una autostrada del North Carolina, negli Usa.
Colpito e ucciso da una automobile mentre tentava di attraversare la strada, l’orsetto era rimasto sulla strada da martedì scorso. La madre, che secondo quanto riferito dalla guardia forestale lo stava cercando da giorni, oggi lo ha ritrovato e voleva riprenderlo con sè.
Per aiutare l’orsa a riappropriarsi del corpo del suo cucciolo, la polizia ha bloccato il traffico per oltre 20 minuti. Dawn Roberts, una testimone, ha raccontato che i poliziotti, dopo aver obbligato gli automobilisti a fermarsi, hanno portato il corpo dell’orsetto su un lato della strada. Mamma orsa allora si è avvicinata al cadavere, lo ha afferrato tra i denti ed è scomparsa tra i boschi.
lazampa.it

I biologi del laboratorio di Shenzhen affiliato all’Istituto di genomica di Pechino hanno diffuso con soddisfazione i risultati raggiunti nell’ambito del progetto internazionale “genoma del panda gigante”, lanciato a marzo 2008 con la collaborazione di scienziati cinesi, britannici, statunitensi, danesi e canadesi. Secondo il cantonese Wang Jun, la decodifica della mappa del genoma del panda gigante permetterà ai ricercatori cinesi di capire le ragioni che spingono questi animali a cibarsi solo di un particolare tipo di bambù, il perché dell’esistenza del pelo nero intorno agli occhi e i motivi delle loro difficoltà a riprodursi. “Sequenziando il genoma del panda gigante abbiamo posto le basi genetiche e biologiche per ottenere una più profonda conoscenza di questa peculiare specie”, ha ribadito Wang Jun.
Secondo gli esperti di Shenzhen il panda gigante potrebbe essere una sottospecie dell’orso bruno, mentre la mappa del suo genoma è geneticamente più vicina a quella del cane (80%) e dell’uomo (68%) piuttosto che a quella del topo. Per il sequenziamento del Dna è stata scelta una femmina di tre anni, Jing Jing, panda del centro di allevamento e ricerca di Chengdu, nella provincia del Sichuan.
Dal momento che in Cina i panda giganti che vivono allo stato brado sono meno di 1.600, alla base del progetto internazionale “genoma del panda gigante” vi è l’obiettivo di individuare i fattori che limitano le capacità riproduttive della specie per poi aiutare i panda a procreare più cuccioli, soprattutto per evitare l’estinzione di quello che da secoli rappresenta uno dei principali simboli della Cina, tanto da indurre la classe dirigente di Pechino a regalarne di tanto in tanto una coppia di esemplari ai Paesi confinanti in segno di pace.
Nel frattempo, alcuni veterinari dello zoo di Wuhan, nella Cina centrale, preferiscono continuare ad aiutare i panda giganti a rilassarsi bevendo zuppa di pollo almeno due volte al mese. Se è utile per alleviare lo stress degli uomini, non può non esserlo per i panda. Soprattutto dopo aver scoperto che la mappa del genoma delle due specie è così tanto simile.
panorama.it
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