Tornano a fare la loro parte in difesa delle balene nella zona antartica dell'oceano meridionale...tornano non è il termine giusto in quanto non se ne sono mai andati, sto parlando degli uomini della
i pirati buoni dei mari, guidati dal fondatore, un gigantesco candese di 59 anni, il Signor Watson- il bellissimo articolo di corriere.it che consiglio assolutamente di leggere
Il trailer che è un manifesto di denuncia contro il Giappone ed il suo massacro di delfini, ho letto che questo film fa discutere l'America, non capisco cosa ci sia da discutere, è solo un orrore universalmente riconosciuto e chi non lo reputa tale non ha cuore...

Una bellissima storia che altro non è che l'ennesima dimostrazione di quanto siano intelligenti e sensibili questi stupendi mammiferi acquatici, capaci di provare sentimenti, e di scegliere la vita anche in casi come questo che vado a raccontare.
Sembrerebbe frutto di una sceneggiatura cinematografica, e invece è accaduto davvero. Yang Yun, una sommozzatrice cinese di 26 anni, è stata salvata da una balena della specie beluga quando credeva che sarebbe morta di lì a poco. La giovane stava cercando di battere il record di apnea sul fondo di una piscina polare in mezzo alle balene beluga, ad Harbin, nel nord est della Cina, durante una competizione. Ma all’improvviso qualcosa è andato storto e Yang si è sentita paralizzata alle gambe a causa dei crampi per le bassissime temperature.
A quel punto la balena Mila è intervenuta, afferrandola con la bocca fino a farla risalire in superficie. «Ho sentito che se fosse stato per me sarei morta», ha detto la sommozzatrice al quotidiano Telegraph. «All’improvviso però ho sentito questa incredibile forza spingermi fino a su». La ragazza è riuscita a risalire grazie al fatto che la balena ha preso tra le fauci la sua gamba.
Gli organizzatori hanno assistito alla scena esterrefatti, «Mila si è accorta del problema prima di noi», hanno ammesso. Le balene della specie beluga sono tra le più intelligenti, sono abituate ad interagire con gli umani ed hanno muscoli facciali che consentono loro di sorridere.
lazampa.it

Vediamo...cosa ci sarebbe di meglio che tuffarsi in acque limpide, ammirare fondali pullulanti di vita, prendere il sole su rocce vulcaniche, e soprattutto navigare dietro ai delfini, scoprire i loro suoni, la loro vita...
una vacanza che per me sarebbe un sogno!
un sogno possibile però!
grazie nuovamente ad Erika che mi ha passato un link stupendo!
una vacanza che per me sarebbe un sogno!
un sogno possibile però!
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- Troverete tuttissime le informazioni qua

Se ne riparlerà in Marocco, ad Agadir....è fallito il negoziato a tutela delle balene che è terminato ieri.
Ecquo
La Commissione baleniera internazionale (Iwc) “e’ finita ieri sera con un giorno di anticipo fallendo clamorosamente l’obiettivo della sua ‘modernizzazione’ e della tutela delle balene, gettando all’aria un anno di negoziato”. Lo denuncia Greenpeace, segnalando che “cacciatori e commercianti di carne di balena hanno distrutto il negoziato, la cui conclusione adesso e’ rinviata alla prossima riunione ad Agadir, Marocco, nel 2010″. Pero’, “c’e’ parecchio da cambiare se non vogliamo fare arenare le balene nelle sabbie del deserto del Marocco, l’anno prossimo- sostiene Alessandro Gianni’, direttore delle Campagne di Greenpeace- per cominciare, ci vogliono segni di buona fede e responsabilita’, come l’immediata interruzione di ogni attivita’ di caccia commerciale alle balene”. Per far progredire il negoziato “e’ stato creato un ‘gruppo miniaturizzato’ che oggi comincera’ a ridiscutere dell’empasse e di come risolverla”. E’ gia’ in programma una riunione intersessionale che si terra’ a Santiago del Cile, in ottobre, ospite del nuovo presidente dell’Iwc, Ambasciatore Christian Maquiera. “L’unica cosa che va miniaturizzata subito e’ il rischio che grava sulle balene- aggiunge Gianni’- non e’ chiaro il perche’ un gruppo miniaturizzato dovrebbe aver successo se un gruppo gia’ piccolo ha fallito”. Solo un’azione diplomatica “decisa dei Paesi che dicono di essere contro la caccia baleniera, come l’Italia, puo’ risolvere questa annosa vicenda- aggiunge- intanto, ogni anno i cacciatori uccidono quasi 2.000 balene”. Da notare che anche economicamente la caccia è un nonsenso dato che le balene rendono piu’ da vive che da morte. Si stima, infatti, che il whale watching (l’osservazione delle balene) attiri in tutto il mondo tra 9 e 11 milioni di utenti l’anno, con un giro d’affari di 1-1,5 miliardi di dollari/anno.

La Danimarca chiede che la Groenlandia possa ottenere maggiori quote di pesca di sussistenza, là dove c'è sempre stato esubero per questo tipo di pesca.
In poche parole si tratta di uccidere un maggior numero di megattere destinate alle tavole delle popolazioni indigene.
Fortunatamente questa proposta fa acqua da tutte le parti.
La cosa verrà dibattuta in occasione della prossima riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC), che si terrà dal 22 al 26 giugno a Madeira, in Portogallo.
In poche parole si tratta di uccidere un maggior numero di megattere destinate alle tavole delle popolazioni indigene.
Fortunatamente questa proposta fa acqua da tutte le parti.
La cosa verrà dibattuta in occasione della prossima riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC), che si terrà dal 22 al 26 giugno a Madeira, in Portogallo.
Come ogni hanno lo spietato e stupido rituale si ripete alle isole Faroe dove vengono uccise le balene pilota, una strage assurda che costa la vita a questi meravigliosi mammiferi
lazampa.it
mattanza, una strage: è difficile descrivere la tradizione "sanguinaria" che dal quindicesimo secolo viene applicata alle balene pilota dagli abitanti delle Isole Faroe: più di 180 di questi animali, assolutamente pacifici, vengono nella piccola città di Hvalvik.
Ogni anno gli abitanti riescono a spingerle in una piccola baia dove, in un bagno di sangue, gli animali vengono uccisi con un taglio lungo il midollo spinale.
Un'usanza condannata dagli animalisti che, però, non sono ancora riusciti a far molto per impedirla.
Ulteriore spaggiamento di balene come sempre misterioso poichè le cause certe per cui i cetacei si arenino non sono ancora note.
Piu' di una cinquantina di balene pilota si sono spiaggiate su un litorale vicino Cape Town, in Sudafrica; e i soccorritori sono riusciti a portarne in salvo solo una ventina, sospingendole in acque piu' profonde nonstante le pessime condizioni del tempo; ma hanno dovuto abbattere le altre. Per ore le squadre di soccorso (scienziati del mare, ma anche volontari) si sono adoperati per mantenere bagnati gli esemplari adulti e i cuccioli, ma le operazioni erano ostacolate dalle onde che spingevano i cetacei verso la riva. Assolutamente ignote le cause dello spiaggiamento (del resto gli scienziati ancora brancolano nel buio sulle possibili cause di un fenomeno che purtroppo e' sempre piu' frequente), ma non era mai accaduto che il dramma avvenisse nel tratto di costa sudafricana, dove il passaggio delle balene richiama ogni anno migliaia di turisti.
aginews

Leggendo un commento del mio amico di blog pola mi sono incuriosita circa il delfinao rosa che vive nelle acque del Rio delle Amazzoni ed ho voluto saperne di più.
E' un animale simpaticissimo e insolito, con quel muso lungo, inusuale nel delfino di mare...valeva assolutamente la pena di conoscerlo...grazie pola!
E' un animale simpaticissimo e insolito, con quel muso lungo, inusuale nel delfino di mare...valeva assolutamente la pena di conoscerlo...grazie pola!
fonte WWF
Profondamente radicato nei miti e nelle leggende degli abitanti dei bassopiani amazzonici, il delfino rosa è un segno distintivo di fiumi intatti. Purtroppo la sua patria, gli estesi sistemi fluviali del Rio delle Amazzoni e dell’Orinoco, nella parte settentrionale del Sud America, è sempre più soggetta a sfruttamento: le miniere d’oro inquinano l’acqua con il mercurio, la pesca intensiva riduce le basi dell’alimentazione degli animali, mentre l’uccisione da parte dei pescatori, che ritengono i delfini “ladri di pesce”, e gli incidenti con i cavi d’ormeggio e le reti dei pescatori riducono direttamente il loro numero. In diverse zone del Rio delle Amazzoni, le singole popolazioni sono già separate fra loro a causa delle dighe. Attualmente sono in progetto numerose altre dighe, e grandi progetti di infrastrutture minacciano di inquinare ulteriormente le foreste e i fiumi Rio delle Amazzoni e Orinoco. Inoltre cresce con rapidità l’insediamento di molte persone in territori sino ad ora isolati.Il delfino rosa, chiamato dai sudamericani anche Bufeo, Bugeo, Boto o Tonina, cresce fino a raggiungere i 2,80 m di lunghezza e i 180 kg di peso, ed è quindi il più grande delfino di fiume del mondo. È in grado di muovere anche lateralmente la sua testa, leggermente separata dal corpo, cosa che gli risulta particolarmente utile nella caccia di pesci nello strato inferiore delle foreste inondate. Se ne distinguono due specie: Inia boliviensis in Bolivia (Rio delle Amazzoni), e I. geoffrensis con due sottospecie, I. g. geoffrensis nel bacino idrografico del Rio delle Amazzoni e I. g. humboldtiana nel bacino dell’Orinoco.
Il Tucuxi (Sotalia fluviatilis) è più piccolo e grigio. L’area di diffusione di questa specie d'acqua dolce si estende lungo il Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti principali in Brasile, Perù, Colombia ed Ecuador, oltre che nel tratto inferiore dell’Orinoco in Venezuela.

Accade in Argentina, periodicamente un'orca che gli abitanti del luogo chiamano Mel, si avvicina alle acque della penisola di Valdes a caccia leoni marini che poi divide con un compagno che non è molto abile nella caccia
l'articolo di lazampa.itBUENOS AIRESL’orca "Mel" è ritornata nei giorni scorsi sulle coste
argentine della penisola di Valdes per cacciare leoni marini e condividerli con un
compagno inesperto: a riferirlo sono gli abitanti del luogo, che da anni seguono
il comportamento del tutto particolare dell’animale. Cinquant’anni sono più o
meno l’aspettativa di vita di un orca, ma "Mel", avvistata per la prima volta nel 1975 e
battezzata Melanie perchè creduta
erroneamente femmina, non sembra soffrire troppo l’età. Nei giorni scorsi, è
infatti apparsa nuovamente nei dintorni di Punta Norte, (costa sud-orientale argentina), luogo -
ricordano gli esperti - che ha frequentato con regolarità per tutta la vita,
attirata dalla ricchezza di leoni marini che lo caratterizza. La tecnica di
caccia di un’orca consiste nell’arenarsi sul bagnasciuga roccioso, facendo
uscire dal pelo dell’acqua solo la metà anteriore del corpo. Poi, con un rapido
movimento, il predatore azzanna il leone marino a portata, nella maggior parte
dei casi un esemplare giovane e leggero, facili da trascinare in acqua. Ieri,
davanti alle macchine fotografiche di alcuni reporter argentini, ’Mel’ ha messo la sua
tecnica esperta al servizio di un amico che la accompagnava. Azzannato il leone
marino, si è avvicinata all’altro esemplare per permettergli di mangiarne un pò.

Il rapporto di Greenpeace sulla qualità del mare là dove doveva essere il "santuario dei cetacei" nel mar ligure : cinquanta per cento di stenelle in meno e balenottere ridotte a un quarto in dieci anni
Una delle navi di Greenpeace, l’Arctic Sunrise, nell’agosto 2008 ha navigato per oltre 1.500 km nel Santuario per “contare” i cetacei, prelevare campioni d’acqua e monitorare il traffico marino. La navigazione ha coperto il settore occidentale del Santuario (grosso modo nel triangolo Alghero-Tolone-Genova). Greenpeace chiede che il Santuario venga immediatamente sottoposto ad un regime di reale tutela e gestione e che in esso si crei una grande Riserva Marina d’altura, con divieto di pesca e immissione di sostanze tossiche o pericolose, per proteggere un ecosistema unico, di cui i cetacei sono parte integrante.

Un recente studio sui magatteri evidenzia che il desiderio maschile si orienta nettamente verso esemplari di femmina assolutamente grassi, molto probabilmente è l'istinto a condurre il maschio in tale direzione poichè una femmina di megattero di maggiori dimensioni ha più possibilità di procreate
l'articolo di lazampa.it:
HILO (HAWAII)
Sarà perchè più sono grandi e più facilmente riescono a fare figli, ma le megattere, una specie delle balenottere, si accoppiano preferibilmente con le femmine più grasse. A rivelarlo è stata uno studio condotto da un gruppo di biologi marini guidati da Adam Pack dell’università delle Hawaii, a Hilo, Stati Uniti, e pubblicato sull’ultimo numero della rivista Animal Behaviour.
I biologi americani hanno tenuto sotto osservazione 42 gruppi "competitivi", formati da una femmina e diversi maschi che la corteggiano, al largo delle coste delle Hawaii tra il 1997 e il 2002. Le femmine più lunghe e più grandi attiravano più maschi: mezzo metro di lunghezza in più e la megattera aveva quattro maschi in più, mediamente, al suo seguito. Secondo i ricercatori americani, l’accoppiamento con femmine più grandi sarebbe garanzia di una migliore riuscita della gravidanza con maggiori probabilità di conservazione della specie.
Sebbene sia nota la lotta che i maschi delle megattere fanno per conquistare una femmina, poco si conosce ancora delle "canzoni" che canterebbero per conquistare la compagna. «Ma anche piccole scoperte come questa - ha dichiarato Pack - possono aiutare a proteggere queste specie».
In merito ai delfini racchiusi un una trappola di ghiacchio in Canada (il post), visto che non era possibile l'intervento di una rompighiaccio, e visto che i delfini ormai non nuotavano più, 4 uomini ed un 16enne sono intervenuto autonomamente creando un corridoio di fuga, si sono salvati 3 delfini....inutile dire tutto il bene che penso degli uomini in questione....mitici!!!!
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