lunedì 22 marzo 2010

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Saola, animale raro e indeciso....sulla sua appartenza!


Notizia di oggi circa il saola....

ma in realtà non è una novità che questo animale sia rischio d'estinzione....
è talmente esiguo il numero di quelli che restano che molto probabilmente in molti non ne hanno mai sentito parlare...
si tratta di un animale molto bello, appartenente ai bovidi, dal pelo corto e maculato, corna strette e brevi, grandi e teneri occhi scuri...ma conosciamolo più da vicino...almeno multimedialmente...

Il saola (Pseudoryx nghetinhensis) o bue Vu Qang, uno dei mammiferi più rari del mondo, è un bovide che abita in una regione molto ristretta tra la Riserva Naturale di Vu Qang e il Laos, presso il confine con il Vietnam. Il nome "saola" significa "dalle corna affusolate". Il nome scientifico nghetinhensis si riferisce alle due province vietnamite di Nghe An e Ha Tinh, mentre Pseudoryx allude alla somiglianza con l'orice. I nativi Hmong chiamano il saola saht-supahp, espressione che nella lingua laotiana significa "l'animale discreto", con riferimento al modo in cui la saola si muove nella foresta.
L'animale e' principalmente conosciuto dai ricercatori attraverso immagini riprese con trappole fotografiche poste nella giungla, Il saola divenne noto alla comunità scientifica solo nel maggio del 1992, a seguito del ritrovamento in un villaggio sui monti annamiti in Vietnam di alcune paia di corna appartenenti ad un animale a quel tempo ignoto. L'analisi cromosomica ha permesso di stabilire che il saola appartiene ad un nuovo genere di ruminanti, imparentato con la mucca, il kudu, l'eland e l'anoa. Resta comunque da stabilire se si tratti di antilopi, capre o bovini. Non si conosce neppure quante siano le specie esistenti appartenenti a questo genere (finora se ne sono classificate 11)
Wikipedia
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Morire rischiare lo stupro e far morire di sete i figli o sfidare la sorte










Oggi, 22 marzo, è la GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA.
Inutile dire che è un dono del cielo che noi regolarmente sprechiamo, per noi intendo noi abitanti privilegiati di paesi ricchi, perchè certamente non viene sprecata là dove c'è carenza di approvvigionamento, dove non entra nelle case, dove - come ricordo ha raccontato una suora missionaria della mia città - l'unico scopo della vita diventa reperire l'acqua.
Suor Emanuala ci raccontò di una donna africana (ma non ricordo bene...forse etiope), madre di due bambini che aveva due possibilità:

1 morire rischiare lo stupro e far morire di sete i figli
2 sfidare la sorte e percorrere 2 o 3 volte la settimana i chilometri che la separavano dalla sorgente di acqua potabile

Certamente lei e i suoi figli non sprecano acqua.

Interessante a questo proposito il servizio di Focus.it che ci propone un utile test

Fresca, limpida, dissetante... magari fosse sempre così. Più di un miliardo di persone nel mondo è costretto ogni giorno a lavarsi, cucinare e riempirsi il bicchiere con acqua sporca. Magari dopo aver camminato per chilometri pur di recuperarne un secchio. Quest'anno la Giornata Mondiale dell'Acqua è dedicata alla necessità di garantire a tutti fonti d'acqua pulita: per sensibilizzare i potenti su questo tema si sta tenendo a Londra e in altre città del mondo la marcia benefica H2O Walk for Water. Condividendo simbolicamente la fatica quotidiana che molte persone compiono per conquistare un po' d'acqua.
Nella foto: un bambino si disseta in un campo di accoglienza di Araria, India.
QUANTO NE SAI DI ACQUA? FAI IL TEST 

domenica 21 marzo 2010

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Foto eccezionali in una terra eccezionale....

Foto eccezionali in una terra eccezionale....
l'Islanda....siamo nell'estremo nord europeo dove la terra diventa ghiacchio, dove il cielo regala suggestioni da magia, dove l'acqua raggiunge il cristallino ma in tanti luoghi è calda, dove sotto al freddo suolo l'attività è vulcanica da sempre, l'Islanda è la terra dei gaiser e in questi giorni un vulcano erutta, ricordandoci che non siamo noi i padroni di questo stupefacente pianeta....

qualche foto non poteva mancare!


martedì 9 marzo 2010

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La magia trucco egiziano.

 
Scienziati francesi dell'Ecole Normale Superiore e del Cnrs, hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Analytical Chemistery della American Chemistery Society, che riguarda la scoperta secondo la quale già migliaia di anni fa gli egiziani utilizzavano cosmetici con sostanze a base di piombo, soprattutto per annerire il contorno degli occhi.

Il trucco molto pesante agli occhi non serviva solo a rendere gli stessi belli e seducenti, ma  anche a proteggerli dalle infezioni.

Lo studio diretto da Christian Amatore, Philippe Walter e dal loro team, hasvelato infatti, ch egli antichi Egizi credeavano che il trucco avesse un valore "magico", attraverso cui gli dei Horus e Ra potevano proteggere dalle malattie.

Piccole dosi di piombo contrariamente a quanto si crede, sembra che stimolino la produzione di una molecola di nitrossido che incrementa la funzionalità del sistema immunitario e aiuta a sconfiggere i batteri in caso di infezione.

Gli esperimenti sono stati fatti su 52 reperti di trucco egiziano conservati al Louvre, ed hanno mostrato che queste sostanze incrementano la produzione di ossido nitrico fino al 240 per cento in colture di cellule di pelle umana. E proprio l'ossido nitrico sarebbe in grado di migliorare il sistema immunitario e a combattere l einfezioni.

Gli scienziati ritengono che gli egiziani usassero prodotti che contenevano due sostanze non presenti in natura, e che quindi già allora, ricorrevano a dei chimici per avere i composti.

Secondo gli studiosi il trucco egiziano conteneva la laurionite che aveva effetti che gli egiziani potevano definire "magici", ma che oggi definiamo antibatterici.
Elisa Santacroce-L'Agenda

lunedì 8 marzo 2010

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Speriamo che siano già in salvo!

Questa foto fa stringere il cuore...
immaginate la disperazione di questa mamma che con il cuccioilo è rimasta su un piccolo aiceberg che si sta sciogliendo e viaggia trasportato dalla corrente....
chissà come finirà questa storia....

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Eccezionale parto per mamma elefante

Eccezionale parto per mamma elefante, che sabato ha messo al mondo una coppia di elefanti maschi...
è eccezionale il parto gemellere nefli elefanti e la cosa non poteva certo passare inosservata


Un'elefantessa in Tailandia ha messo al mondo per la prima volta al mondo una coppia di gemelli maschi. Ne dà notizia il quotidiano 'The Nation'. La madre, Phang Thong Khun, di 35 anni, li ha partoriti sabato pomeriggio, a quasi tre ore di differenza l'uno dall'altro. La nascita di due elefanti gemelli è un fenomeno molto raro, e comunque l'indice di sopravvivenza in questi casi è molto basso. Questi mammiferi sono un po' il simbolo della Tailandia, anche se dai 100.000 di cento anni fa si è passati agli attuali 4.000, la metà dei quali sono addomesticati e lavorano per i turisti
Repubblica.it

domenica 7 marzo 2010

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Il becco più simpatico che ci sia mai stato...voglia di parlare di chi non c'è più e mai tornerà

Dopo tanto tempo che non scrivo su questo blog mi presento con il Dodo, un uccello che non ho timore di defiire tra i più simpatici...la sua conformazione è estremamente simpatica!
Anzi..era!!!!
Adesso non è più!

Era tozzo, munito di uno smisurato e sagomato becco, di un forte collo, di zampe robuste, sembrava proprio non essere creato per volare...ma qualunque cosa il Buon Dio avesse progettato per lui è cessata quando Mister Dodo ha incontrato Mister Uomo....tanto per cambiare!
Conosciamolo più da vicino...

 La sua reputazione era quella di essere un animale goffo e stupido. Ma le ultime scoperte scientifiche dicono che il dodo non era affatto così.
Questo uccello incapace di volare ha abitato l’isola Mauritius per milioni di anni e poi si è estinto nel giro di poco tempo, a causa dell’uomo. Su quest’isola dell’oceano Indiano occidentale c’era una tale ricchezza di cibo che i frutti si potevano trovare in abbondanza per terra, senza bisogno di salire sugli alberi. Inoltre, questi luoghi non erano abitati da animali predatori che potessero minacciare la vita degli uccelli. Il dodo si era quindi evoluto in un ambiente dove non era necessario saper volare, né avere paura. Quando nel 1598 sull’isola arrivarono i marinai olandesi, e poi quando giunsero i portoghesi, il dodo non aveva nessun motivo per temerli. Non scappò alla loro vista, ma si dimostrò amichevole e affettuoso. Gli uccelli della sua specie vennero quindi catturati a centinaia e il loro atteggiamento venne scambiato per stupidità. Non solo, ma gli animali che i marinai avevano portato con loro, come i maiali, distrussero le uova che il dodo deponeva nell’erba e mangiarono i piccoli nei nidi. Dopo circa ottant’anni sull’isola non era rimasto nemmeno un dodo. L’ultimo fu visto nel 1681. Oggi ne rimangono alcuni esemplari imbalsamati, come quello del museo di storia naturale di Oxford in Inghilterra, che vengono studiati dagli scienziati. Lo zoologo Alan Cooper ha esaminato il Dna di questo campione e ha stabilito che il dodo appartiene alla famiglia dei piccioni e delle colombe. Andrew Kitchner, un biologo scozzese, ha mostrato come questo animale fosse in realtà molto più snello e agile di quanto sia stato descritto in passato. Alcuni antichi disegni che raffigurano il dodo come un uccello molto grasso non sono stati fatti osservando direttamente gli animali, ma basandosi su racconti forse non molto precisi. Inoltre, gli esemplari che sono stati visti in Europa erano animali tenuti in cattività e nutriti con troppo cibo, e quindi molto più goffi e pesanti dei loro simili che vivevano liberi sull’isola Mauritius. Il dodo, secondo gli scienziati, era un animale perfettamente adattato al suo ambiente e si può considerare un successo dell’evoluzione. La sua unica sfortuna è stata quella di aver incontrato l’uomo. 
Sapere.it
altre fonti:

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