domenica 31 maggio 2009

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basta frutta confezionata, tra breve la raccoglieremo direttamnete dall'albero!

Vorreste frutta e verdura nei vostri piatti proveniente direttamente dalla pianta anziché dalla confeziona del supermercato?
Bene!
Tra circa dieci anni frutta e verdura potranno essere colte direttamente dalla pianta, con tutta la comodità garantita dalla moderna grande distribuzione.
focus.it
Siete tra coloro che "frutta e verdura del supermercato non sanno di niente ma vuoi mettere la comodità" o siete dei fanatici dell’alimentazione bio? La soluzione arriva dall’Inghilterra: nel giro di dieci anni frutta e verdura potranno essere colte direttamente dalla pianta, con tutta la comodità garantita dalla moderna grande distribuzione. Futurlab, società di consulenza britannica, ha infatti previsto l’arrivo nei supermercati dello scaffale idroponico: una specie di serra che troverà posto nelle corsie dei centri commerciali e che ospiterà funghi, patate, fragole, frutti di bosco, pomodori, insalata, peperoni e verdure varie. Il cliente si limiterà a cogliere dalla pianta ciò che gli serve, pesarlo e pagarlo alla cassa. Nello scaffale idroponico non ci sarà terra ma una speciale soluzione ricca di nutrienti nella quale sono affondate le radici delle piante.

Ecologico & Economico. Secondo Lucy MacLennan, responsabile tecnico di Sainsbury, una delle più grandi catene commerciali britanniche, questo tipo di distribuzione avrà effetti positivi non solo sulla qualità di ciò che mangiamo, ma anche sull’ambiente: frutta e verdura che troviamo al supermarket costano infatti moltissimo sia in termini di trasporto sia in termini di imballaggio. Far nascere e crescere i vegetali direttamente sullo scaffale taglierà le emissioni inquinanti legate a queste due attività. E ne trarrà vantaggio anche il gusto, visto che ci permetterà di mangiare prodotti maturati direttamente sulla pianta.
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Tutta la rarità del corallo nero nelle acque di Scilla


Il robot dell'Istituto superiore per la protezione dell'ambiente ci porta una buona nuova: il rarissimo corallo nero vive al largo della Scilla ed è una notizia fantastica considerando che si tratta di una specie a serio rischio d'estinzione, a tale proposito avevo scritto


articolo di www.aiam.info
Apre scenari del tutto inediti la scoperta fatta dagli studiosi marini dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale Ispra (ex Icram) impegnati in un progetto di monitoraggio della biodiversità marina in Calabria.
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Eco-profughi

Desertificazione, inondazioni e effetti del riscaldamento globale sono le principiale cause che costringono 6 milioni di persone ad abbandonare le loro abitazioni, è quanto si apprende dal dossier di Legambiente.
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Sei milioni di persone ogni anno sono costrette ad abbandonare le loro case a causa degli effetti del surriscaldamento del pianeta cambiamenti climatici.
Un numero che per il 2050, secondo le stime dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), potrebbe riguardare 200-250 milioni di persone. È questo il profilo dell’emergenza umanitaria degli eco-profughi, i nuovi migranti in fuga da desertificazione, inondazioni e effetti del riscaldamento globale, illustrata oggi a ‘Terra Futurà da Legambiente attraverso il dossier ‘Profughi ambientalì. A discuterne Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, e Sergio Marelli, direttore generale di Volontari nel mondo Focsiv. Il lavoro dell’associazione ambientalista mette insieme dati e studi effettuati da varie agenzie delle Nazioni Unite -Ipcc, Undp, Unhcr, Unicef- per dare un quadro complessivo del fenomeno migratorio innescato dal cosiddetto ‘global warming’. Dei 6 milioni di profughi ambientali previsti dall’Unhcr, la metà sarà causata da catastrofi naturali, inondazioni e tempeste, mentre gli altri 3 milioni di sfollati si sposteranno in seguito ai progressivi cambiamenti ambientali come l’innalzamento del livello del mare e la desertificazione.
Fino a ora le guerre erano la principale causa delle emigrazioni di massa oggi invece, ha spiegato Gubbiotti, «il numero dei profughi ambientali ha superato quello dei profughi di guerra da circa due anni». Eppure, ha sottolineato, «non si riesce a dare loro assistenza in modo adeguato, perchè giuridicamente non esistono, non sono riconosciuti come rifugiati dalla Convenzione di Ginevra del 1951, nè dal suo Protocollo supplementare del 1967». Ora, ha continuato Gubbiotti, «dobbiamo far capire che le molte questioni legate all’ospitalità e all’accoglienza nei nostri Paesi devono in primo luogo essere affrontate attraverso un serio impegno collettivo nella lotta contro gli effetti dei cambiamenti climatici».
Le tragiche conseguenze del surriscaldamento del pianeta sono già una drammatica realtà in molti Paesi. È il caso della Namibia, dove 350mila civili sono stati colpiti dalla recente inondazione dovuta alle piogge torrenziali iniziate a gennaio. Il 50% delle strade e il 63% dei raccolti è a rischio, con gravi danni per l’economia e per la sussistenza: secondo l’Onu 544mila persone potrebbero confrontarsi con un’insufficienza di cibo tra il 2009 e il 2010. Dati poco confortanti anche in Angola, dove 160mila persone hanno subito inondazioni, ma è un numero destinato a crescere. E ancora, in Birmania, il ciclone Nargis nel maggio 2008 ha fatto 140mila vittime, colpendo anche altri 2-3 milioni di persone e costringendo 800mila persone a sfollare. Anche l’Italia ha già iniziato a scontare gli effetti del riscaldamento globale in quanto area mondiale «a più alta vulnerabilità in termini di perdita di zone umide e in particolare degli ecosistemi e della biodiveristà marino-costiera», hanno riferito da Legambiente. Lo studio dell’organizzazione prevede che saranno sommersi circa 4.500 chilometri quadrati del territorio nazionale, distribuiti in prevalenza al sud, in cui si concentreranno la maggior parte delle aree che andranno incontro a una progressiva desertificazione. Per le agenzie umanitarie si prospetta l’adozione di provvedimenti senza precedenti: secondo le ultime previsioni, dovranno moltiplicare per 10 o per 20 le loro riserve d’emergenza.

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La drammatica fotogallery dell'ultimo spiaggiamento

Ulteriore spaggiamento di balene come sempre misterioso poichè le cause certe per cui i cetacei si arenino non sono ancora note.

Piu' di una cinquantina di balene pilota si sono spiaggiate su un litorale vicino Cape Town, in Sudafrica; e i soccorritori sono riusciti a portarne in salvo solo una ventina, sospingendole in acque piu' profonde nonstante le pessime condizioni del tempo; ma hanno dovuto abbattere le altre. Per ore le squadre di soccorso (scienziati del mare, ma anche volontari) si sono adoperati per mantenere bagnati gli esemplari adulti e i cuccioli, ma le operazioni erano ostacolate dalle onde che spingevano i cetacei verso la riva. Assolutamente ignote le cause dello spiaggiamento (del resto gli scienziati ancora brancolano nel buio sulle possibili cause di un fenomeno che purtroppo e' sempre piu' frequente), ma non era mai accaduto che il dramma avvenisse nel tratto di costa sudafricana, dove il passaggio delle balene richiama ogni anno migliaia di turisti.
aginews

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Uccello segretario



Questo rapace è chiamato anche serpentario perchè va matto per lucertole e serpenti che uccide usando becco e zampe che sono protette da resistentissime scaglie, altrimenti resterebbe ucciso dai morsi delle sue prede.
E' l'unico rapace che cammina e caccia al suolo e non avvistando la sua preda in volo anche se riposa e nidifica in cima agli alberi.

sabato 30 maggio 2009

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Psicologia, intimità, alimentazione, sonno ed esercizio, 5 semplici consigli per mettere ko lo stress

Chi più chi meno tutti siamo sottoposti alla nostra dove di stress quotidiano, ed anche se è vero che esiste uno stress positivo è altrettanto vero che esiste quello negativo.

proviamo a combatterlo con 5 accorgimenti elementari ma poco seguiti.

1 - Psicologia
Ascoltare il proprio corpo e le proprie sensazione per capire quando è il momento di staccare la spina. Sembra banale ma è una delle cose più difficili da fare per molti di noi. Non si riesce a staccare e quindi lo stress prende il sopravvento che si manifesta con insonnia, mal di testa, irritabilità e stanchezza e con problemi comportamentali quali reazioni incontrollate o esagerazioni in cibo e sostanze eccitanti quali sigarette o alcool.

sintomi
E' sbagliato anche preoccuparsi eccessivamente e continuamente degli altri senza mai pensare a noi stessi perchè ciò porta ad una saturazione che tende a far chiudere a riccio l'individuo.

soluzioni
Spesso capita che neanche ci accorgiamo che siamo sull'orlo di una crisi nervosa da stress quindi occorre analizzare con calma se siamo sintonizzati con i nostri sentimenti e soddisfatti di come spendiamo le nostre giornate.
Un'altra cosa che aiuta è programmare durante la giornata un qualcosa che ci piace fare e non ci concediamo per mancanza di tempo o solo perchè non è in cima alle nostre priorità: può anche consistere in una cosa semplicissima...una telefonata al nostro amico del cuore piuttosto che iniziare quel libro che aspetta da mesi ...

2 - Intimità
Le affettuosità, le coccole sono fondamentali per ciascuno di noi, anche per chi pensa di non averne bisogno. L'intimità non è la stessa cosa del sesso. Intimità è condivisione, di parole, pensieri, sentimenti, è quel momento speciale che scalda e coccola il cuore e che è importantissimo avere con il proprio partner. E' la totale apertura del nostro io alla persona speciale per noi!

sintomi
Questo rapporto speciale deve sostenerci per riuscire a superare momenti bui, se soffriamo la mancanza di momenti di intimità lo stress può raggiungere livelli altissimi e compromettere il sistema immunitario inchiodandoci a letto con influenze varie.

soluzioni
Se avvertiamo che il bisogno di intimità sia emotiva che fisica non è appagato si rende dolorosamente necessario rivedere le cose con il nostro partner e cercare di comunicargli le nostre esigenze nel modo più aperto e sincero possibile, cercando anche di essere autocritici. Non spaventiamoci davanti ai problemi ma affrontiamoli!

3 - alimentazione
Il cibo è la benzina che mettiamo nel nostro motore ed una giusta alimentazione rende il viaggio migliore anche quando parliamo di stress.
Ormai tutti sanno quanto sia importante una dieta varia che porta a soddisfare il nostro organismo con tutte le vitamine, sali minerali e nutritivi di cui necessita.

sintomi
Evitare assolutamente diete drastiche e senza senso, servono solo ad indebolire mente e corpo ed ad esporci maggiormente a malattie di varia natura.
La stessa cosa vale naturalmente per l'acqua, che è importantissima al nostro benessere.

soluzioni
Sì agli spuntini a base di frutta e verdura, iniziare la giornata con abbondante colazione, evitare surgelati e merendine confezionate, e se è il caso integrare un multivitaminico previa consultazione medica.

4- sonno
Per gli adulti circa 7 ore di sonno dovrebbero essere sufficienti

sintomi
dormire poco rallenta i processi cerebrali e riduce la durata della vita causando ipertensione, infarti, diabete.
L'insonnia si manifesta con lunghe dormite per esempio la domenica, il senso di perdita di sensi quando mettiamo la testa sul cuscino, va tenuto presente che normalmente servono 15 minuti per addormentarsi.

soluzioni
un riposino di circa 15-20 minuti nel pomeriggio può servire ad avere un sonno più regolare la notte.
Ricordiamo che il sonno non è pigrizia, ma un momento rigenerante di cui non possiamo assolutamente fare a meno.
Può essere utile anche andare a dormire sempre alla solita ora, evitare sostanze eccitanti dopo cena e non fare sport prima di coricarsi.

5 - esercizio
E' buona cosa allenarci almeno 3 volte alla settimana per circa un'ora.

sintomi
Con una vita troppo sedentaria la massa muscolare diminuisce a favore di quella grassa, aumenta la pressione e diminuisce il metabolismo.
Senza attività fisica aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi ed altro ancora.

Soluzione
Inserire l'attività nelle vostre priorità giornaliere e non permettere che altri eventi facciano saltare i vostri progetti in tal senso.
Non è necessaria la palestra, ottime camminate e pedalate sono sufficienti, lasciamo l'auto parcheggiata!
fonte optima salute

venerdì 29 maggio 2009

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Il cervo del principe Alfredo

Un altro animale in via d'estinzione!
Si legge su la stampa che è stato fotografato e riporto qua la foto, purtroppo il suo habitat e compromesso dall'uomo e la sua sopravvivenza appare segnata...


Il cervo maculato delle Visayas o cervo del principe Alfredo è una delle tre specie di cervi native delle Filippine: vive infatti sull'isola di Panay, nel gruppo delle Visayas. Il suo areale di diffusione è praticamente lo stesso del cinghiale verrucoso delle Visayas, col quale condivide l'habitat e le minacce provenienti dall'uomo.

Misura circa 130 cm di lunghezza, 70-80 cm di altezza al garrese ed una trentina di kg di peso. Il pelo è quasi completamente nero nel quarto anteriore: questo nero si riduce ad una striscia sulla groppa che percorre la spina dorsale fino alla coda, anch'essa nera. Il resto del corpo è bruno-rossiccio con macchie irregolari color bianco sporco. Il maschio presenta un paio di corna con tre punte che partono tutte dalla base del corno, posta più in alto rispetto alla fronte.

Inizialmente era diffuso nelle dense foreste di tutto l'arcipelago delle Visayas. Uno studio del 1985 indicò che il suo areale si era ridotto solo alle quattro isole maggiori dell'arcipelago (Panay, Leyte, Negros e Samar), mentre sei anni più tardi sopravviveva in gruppi sparsi solo su Panay e Negros. Attualmente, è uno dei mammiferi più rari del mondo.

Poco o niente si sa della riproduzione di questo animale, eccetto che la gestazione dura intorno ai 240 giorni.

wikipedia


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Come un bel gattone, solo un pò più grande....



Ecco un altro animale che mi piace tantissimo, il suo mantello è un qualcosa di veramente eccezionale e quei ciuffi ai lati della testa sono un segno inequivocabile, sto parlando della



lazampa.it
La lince europea o lince eurasiatica è uno dei maggiori predatori delle foreste europee e siberiane. Presenta un colore giallo-scuro con macchie nere.
Una volta questo felino era presente in tutta Europa. Dalla metà del XX secolo si è estinto in molti Paesi dell'Europa centrale e dell'Europa occidentale. Da poco si sono attuati numerosi progetti di reintroduzione.
La Lince è più grande di un gatto selvatico: pesa da 20 a 30 kg, ha un'altezza che si aggira tra i 60/70 cm alla spalla, ed è lunga circa 100/130 cm. La colorazione del mantello è molto variabile: si passa da un grigio scuro uniforme ad un bruno rossiccio, con macchie evidenti.
Possiede una vista e un udito eccezionale e riesce a saltare fino ad un'altezza di 2,50 metri. La vita media di un esemplare di lince in libertà, può variare dai 10 ai 15 anni.

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Dove osano le lucciole


Ricordate?
Io sì!
La gioia delle notti rese magiche da tante lucette che apparivano e scomparivano, che danzavano attorno a me....era uno spettacolo per gli occhi ed una festa per il cuore!
Le lucciole nelle prime serate tiepide!
Non si possono dimenticare notti fatte di serenità, allietate da queste creaturine luminose....ma dove sono le lucciole?

articolo segnalato da erika

corriere.it
L’attentissima Gran Bretagna è già corsa ai ripari. Per salvare le farfalle – la riduzione tocca ormai il 71% – farà costruire nell’Hertfordshire la Butterfly Farm, una grande cupola di vetro in grado di ospitare 10.000 specie. Alle lucciole del Belpaese pare sia andata meglio. Sono tornate a illuminare prati e boschetti, gridano gli entomologi più interessati a questi coleotteri neanche di bell’aspetto, predatori (si nutrono di lumache) ricercatissimi nei crepuscoli di inizio estate, quando quel batter d’ali rischiara un cielo che sembrava ormai affollato solo di lampioni e fari molesti. E così, inaspettatamente, affiorano emozioni antiche: scappare a caccia di lucciole era un gioco stupendo che riempiva le serate più calde. Resta il dubbio che forse si era persa una certa sensibilità per quest’animaletto color bruno (Lampyris noctiluca), che tra le 22 e le 23 delle notti di giugno e luglio (ma in tante zone verdi anche a fine maggio) emette una luce a intermittenza con lo scopo di attirare le femmine. Colpa dell’inquinamento luminoso, di quel bagliore diffuso dei lampioni che ha cancellato il buio di certe notti. Ma grazie a una maggiore tutela dell’ambiente e, perché no, a una rinata passione per la campagna, non mancano luoghi e spazi cittadini dove si riscopre il piacere di camminare nell’erba tra lampi improvvisi di luce: appuntamento il 7 giugno, al parco pubblico di Villa Regina, alle porte di Livorno, dove si esplorano sentieri e siepi a lume di candela accompagnati da esperti naturalisti (per iscrizioni, tel. 0586.19.40.268), e a Ferrara, sempre a inizio giugno, nel bosco di Porporana (per informazioni e iscrizioni, tel. 0532.74.46.77). Nella capitale, invece, il Wwf e il Parco Regionale dell’Appia Antica organizzano la Danza delle lucciole (13 e 14 giugno), una passeggiata notturna tra archeologia e natura, alla sola luce della luna e di qualche lumino (tel. 06.51.35.316). Nel cuore del Monferrato, a Vinchio, e nella Valle dei Saraceni, dove dal 19 al 21 giugno si terrà la prima edizione del Festival del paesaggio agrario, le lucciole sono tornate a volare in massa negli ultimi anni. Basterà partecipare agli itinerari letterari di Davide Lajolo – l’associazione voluta dalla famiglia dello scrittore – nella Riserva Naturale della Valsarmassa per ritrovarsi in una sorprendente via lattea a una manciata di centimetri dal naso. Un’emozione da non perdere e tutta da vivere anche in altri angoli d’Italia, dalla Val di Fiemme (in particolare lungo il torrente Avisio) alla nobilissima Toscana, alle pieghe acerbe delle Marche, fino ai boschetti del Monte San Biagio, sopra Maratea, dove non si usano fitofarmaci e pesticidi.

giovedì 28 maggio 2009

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ecologicamente e salubramente muovendosi


Muovermi è una cosa che amo tantissimo, ho praticato vari sport anni passati,
praticamente tutti...nuoto,vela,windsurf,danza,ginnastica artistica...
poi gli impegni e la vita sempre più hanno tolto tempo libero ma! ma....essendo la mia una filosofia di vita riesco sempre a trovare l'occasione se non il tempo, di muovermi.
Saranno consigli banali, ma perchè prendere l'auto, e quindi non muoversi e contribuire a rendere irrespirabile l'aria, quando si può disporre di una bella bici?
E' una sensazione veramente gradevole il vento sulla pelle, il movimento...adesso poi anche per la spesa quotidiana è possibile trasformare la bici e riuscire a trasportare la cassa dell'acqua (fermata con il portapacchi posteriore ed il mio fondo schiena) la borsona nel cestino, le fatture da pagare nelle tasche laterali..insomma..una scelta facile che fa stare meglio tutti...e poi..pedalando ti godi molto di più ogni aspetto della tua città!

a tal proposito...

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STOP ALLA SPERIMENTAZIONE DIDATTICA SU ANIMALI VIVI A PISA

un nuovo appello OIPA, questa volta è contro la sperimentazione didattica sugli animali...credo prorpio che dovremmo finirla, piantarla, cessarla ......ci sono alternative a questa violenza, vi rimetto l'appello:
L’11 giugno a Pisa presso l'Istituto di Fisiologia clinica del CNR si terrà un corso professionale post-laurea gestito e organizzato da Assitrauma. In alcune regioni Assitrauma organizza questi corsi usando i manichini, in altre regioni, tra cui la Toscana, usa anche animali vivi, nella fattispecie dei maiali anestetizzati e sottoposti a interventi invasivi.

Ma la legge è uguale in tutta Italia, non è certo differenziata per regione!
La legge italiana (decreto legislativo 116/1992) prevede che nella sperimentazione "didattica", in cui si usano animali, vivi o morti, per "insegnare" agli studenti (all'università o in corsi post-laurea) vi sia un'autorizzazione specifica e recita "In deroga all'art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi".

Invece i sistemi alternativi ci sono, quindi questo uso di animali NON SI PUO' fare!

Siamo a conoscenza che in questo caso esiste una apposita autorizzazione del Ministero che consente allo stabilimento di Pisa di usare animali a questo scopo, ma la nostra obiezione è che siccome i metodi alternativi esistono, questa autorizzazione non possa essere valida: o ha sbagliato il Ministero della Salute a concederla, oppure (cosa più probabile) nella richiesta NON e' stato specificato che i metodi alternativi per questo caso non solo esistevano, ma erano usati dalla stessa ditta che organizza il corso (il Ministero è colpevole in ogni caso di non aver controllato).

Allora quello che possiamo fare è intervenire presso la Regione Toscana chiedendo a loro che blocchino questa sperimentazione su animali, e che impongano l'uso di metodi alternativi, cosa che viene già fatta nel 90% dei corsi di questo tipo.

Questo è già successo in Piemonte pochi mesi fa, per un corso analogo sempre di Assitrauma la Regione Piemonte non ha consentito che si tenesse, ed esso si è quindi svolto con metodi alternativi.

Facciamo sentire alla Regione Toscana che sono davvero tante le persone che non accettano che le poche regole esistenti sulla sperimentazione animale vengano disattese in modo così grossolano, diciamo loro che ESIGIAMO che la legge venga rispettata, e che è vergognoso far soffrire e uccidere animali perfino nei casi in cui esistono metodi alternativi molto diffusi a approvati dell'American College of Surgeons già dal 2001.

Mandiamo al più presto la seguente petizione al responsabile del settore Medicina Predittiva-Preventiva della Regione Toscana, che sta seguendo questa vicenda.
Non c'è molto tempo, il corso si tiene l'11 giugno, scriviamo in tanti e diffondiamo il più possibile.

INVIA LA LETTERA DI PROTESTA!

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Speriamo che non accada che li potremo vedere solo in fotografia!

Il lupo in Italia.
Stando agli ultimi calcoli resterebbero solamente dai 500 agli 800 esemplari di lupo in Italia, tra le cause principali il bracconaggio e l'accoppiamento tra cane e lupo.
Il lupo è un animale che proprio non possiamo permetterci di perdere....ammesso che esista un animale che possiamo permetterci di perdere, e non esiste!

Bellissima foto! Speriamo che non accada che li potremo vedere solo in fotografia!
fonte panorama.it
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Milano, festival della biodiversità


Si protrarrà fino al 7 Giugno il festival della biodiversità di Milano, con eventi, conferenze, incontri e manifestazioni sia cinematografiche che teatrali, il tutto sul tema della salvaguardia della biodiversità. Dal sito si può scaricare il programma ed anche un carinissimo poster

mercoledì 27 maggio 2009

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Sarà a causa del caldo ma ho voglia di pensare ai pinguini

Sarà a causa del caldo ma ho voglia di pensare ai pinguini che sguazzano in acque ben fresche!
Questo straordinario uccello ha peculiarità veramente interessanti!



Il piumaggio e la coltre di grasso gli permettono di resistere al freddo polare: le penne poi sono una vera corazza! Ben 3 strati di penne rigide coprono un soffice piumaggio e ogni anno le piume vecchie vengono sostituite dalle nuove!

Non diamo per scontate queste cose, sono veri e propri "miracoli naturali" che mi affascinano incredibilmente!

Stiamo parla di un uccello che non vola!
Le sue ali sono usate come pinne e in acqua e molto veloce...circa 10 km orari e la sua coda è un vero e proprio timone! Si tratta di una coda forte, corta e rigida.........
rendetevi conto di che animale stupendo sia!

Parliamo della loro "voce"...hanno un timbro personale che riesce a farli riconoscere tra di loro e non hanno bisogno di maschera subacquea...la loro capacità visiva è al 100x100 sia sulla terra ferma che nel mare.

Nonostante l'andatura goffa il pinguino è un camminatore anche se lentamente
insomma!

Signori e signore

il pinguino!
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grazie erika!!!!!



erika! sei un amore di erika!
grazie per i premi.....soprattutto per l'amicizia!
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E' dolcissima mamma aquila alle prese con il pranzo del bebè!

E' dolcissima mamma aquila alle prese con il pranzo del bebè!



Un'aquila dorata nutre il suo piccolo nel nido, nei dintorni del villaggo di Konny Dvor, a 250 km dalla capitale della Bielorussia, Minsk
corriere.it
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Google e la finale UEFA Champions League 2009


E Google rende omaggio alla coppa forse più famosa del calcio, il logo in occasione della finale UEFA Champions League 2009

martedì 26 maggio 2009

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Riesci a vederlo?...Esempio magistrale di mimetismo


Esempio magistrale di mimetismo, il geco dalla coda a foglia tristemente è entrato a far parte delle specie a rischio estinzione, provate a vedere se lo trovate su questa foto persa da

focus.it



se nn lo vedete.....klik


Potrebbero sembrare due semplici tronchi d’albero, ma se aguzzate la vista riuscirete forse a distinguere un “ospite” acquattato sulla destra. È un geco “coda a foglia” del Madagascar (Uroplatus sikorae) immortalato durante un momento di riposo.
Per non essere disturbati, durante il giorno gechi del genere Uroplatus – che variano dai 30 ai 10 centimetri di lunghezza – si appiattiscono sulle cortecce degli alberi e assumono la stessa colorazione dell’ambiente circostante. La loro coda a forma di foglia completa l’opera. Di notte invece sono più attivi e si dedicano alla caccia di piccoli insetti. Purtroppo però la loro abilità mimetica non li ha salvati dall’estinzione: deforestazione e commercio illegale stanno decimando questi rettili.

animalitaly.it
Scheda Rettili – Ordine Lucertole
Nome: Geco dalla coda piatta
Famiglia: Gekkonidae
Specie: Uroplatus fimbriatus
Status: Comune
Lunghezza: 22-30 cm.
Descrizione: La coda appiattita simile ad una foglia, il corpo snello e la testa grande e depressa con occhi bulbosi aiutano tutti a identificare questa specie. Le macchiettature marroni e grigie che scuriscono o schiariscono a seconda delle necessità, forniscono una buona mimetizzazione e un lembo di pelle lungo la testa e il corpo spezza il profilo della lucertola quando riposa su un ramo.
Distribuzione: Madagascar orientale. In foresta pluviale.
Riproduzione: Depone 2 uova.
Specie Simili: Geco fantastico dalla coda piatta.
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Falena cometa,, una tra le falene più grandi


Questa bellissima falena vive in Madagascar, è una delle falene più grandi in assoluto e purtroppo è a rischio estinzione.
Il suo nome è Argema mittrei, ma è comunemente nota come falena cometa ed veramente incantevole


atlantide.net
Nome scientifico: Argema mittrei (Fam. Attacidae)
Nome comune: Falena cometa
Pianta Nutrice: alberi della famiglia delle Mirtaceae (es. Eugenia cuneifolia) e alcune mimose
Diffusione: Madagascar
Ambiente e stile di vita: il bruco tesse un bozzolo ovoide, sospeso ai rami della pianta nutrice, un autentico capolavoro per la complessa struttura a maglie larghe e per il colore argenteo della seta.
Curiosità: è una delle più grandi falene esistenti, scambiata spesso per un pipistrello. Deve il suo nome ai due lunghi prolungamenti delle ali posteriori, che nei maschi raggiungono uno sviluppo straordinario (almeno una dozzina di centimetri). L'apertura alare ne misura in media diciotto.
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Primo censimento storico sulla vita marina


I dati di questo particolare censimento verrano presentati in Canada in occasione del convegno internazionale in programma dal 26 al 28 maggio.

E' una ricostruzione storica della vita dei cetacei che purtroppo evidenzia quanto si siano ridotti numericamente questi fantastici animali

lazampa.it
All’inizio dell’800 al largo della Nuova Zelanda le balene australi erano circa 27.000, ossia 30 volte più numerose di quanto non lo siano oggi e il loro numero ha cominciato a ridursi precipitosamente in seguito all’arrivo delle baleniere, a caccia dell’olio dei cetacei. È uno dei risultati del Censimento della vita marina, i cui dati saranno presentati in Canada, nel convegno internazionale in programma dal 26 al 28 maggio.

Si tratta di un censimento molto particolare, al quale hanno contribuito soprattutto gli storici, mettendo insieme le informazioni tratte da giornali di bordo di antiche navi, testi letterati, documenti legali e relativi a contributi fiscali, trofei.

Ad esempio, la storica italiana Maria Lucia De Nicolò, dell’università di Bologna, ha concluso che risalgono al periodo fra ’500 e ’600 i cambiamenti che rivoluzionarono la pesca, sia con la costruzione dei pescherecci dalle caratteristiche tecniche innovative che permettevano di avventurarsi in mare aperto, sia con l’uso di nuove tecniche di pesca, come quella basata sulle reti a strascico.

Quello che emerge dagli archivi del passato e dai diari delle antiche navi è un mare molto diverso da quello attuale. Per esempio, le acque meridionali della Gran Bretagna erano erano ricchissime di balenottere azzurre, orche, ventresche, squali volpe, con focene e delfini che giocavano vicino alle coste della Cornovaglia.

lunedì 25 maggio 2009

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x te che sei di passaggio e per tutti imiei lettori


Prego tutti quanti di prendere visione di questo mio post...
Sono fermamente convinta che c'è un punto ben preciso dove il gioco finisce ed inizia la violenza, quella vera, e un gioco di questo tipo è violenza nonché offesa vera e propria per tutte quelle donne che uno stupro lo hanno vissuto veramente e per quelle che purtroppo lo subiranno ancora.
L'uomo nero esiste ed io lo so, ma cercare di crearne altri è veramente insopportabile!
Non si possono accettare "giochi" simili!

domenica 24 maggio 2009

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I mille volti della canapa


Questa pianta (cannabis) è una forza della natura, se ne posso fare 1000 usi, è impiegata nel campo cosmetico, alimentare, combustibile, tessile e se ne può fare una carta resistentissima!
Questo tipo di carta è ricavata da 2 tipi di fibre: da quelle medie si ottiene una carta pregiata, sottile, dura, ruvida e molto resistente, mentre dal canupolo (la parte legnosa) si realizza una carta più soffice, spessa e meno resistente.

La carta di canapa è molto più resistente di quella che normalmente usiamo, quasi indistruttibile perchè prodotta senza acidi e la mancanza di trattamenti chimici la rende inattaccabile dall'ingiallimento, inoltre non si lacera, resiste alla muffa, al calore ed alla luce, è riciclabile fino a sette volte contro le 3 volte degli altri tipi di carta.

Millenni fa se ne facevano vele per le imbarcazioni perchè capace di resistere alla salsedine ed in Cina, dove è stata prodotta per la prima volta, è stato ritrovato un pezzo di carta di canapa risalente al I sec. a.C.

Nel 1975 entrò in vigore una legge che ne vietò la coltivazione per il suo principio stupefacente, nel 1998 una nuova legge permise la coltivazione della varietà sativa che contiene una minore percentuale di THC.

Come sempre non è l'oggetto il problema ma l'uso che se ne fa!

fonte giardini&ambienti
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Michele Pontrandolfo, viaggio al polo megnetico


Michele ha raggiunto il polo magnetico, cioè il punto indicato dalle bussole nell’emisfero boreale. Questo punto si sposta, ogni anno. L’esploratore italiano ha raggiunto quello certificato da una spedizione scientifica del 1996, a nord del Canada, nella zona di Ringines Island, vicino a Cape Isachsen.
corriere.it

Tutti numeri di Michele:

Michele ha raggiunto il
Polo Nord Magnetico
arrivo alle ore 13:52 ora canadese del 30 aprile 2009
rif. 1996
primo italiano ad affrontarlo
in solitaria ed in autosufficenza
con gli
576 km
31 giorni di traversata
- 48 gradi C min.
- 21 gradi C max.
66 giorni di spedizione
1 orso polare
raffiche a 92 km/h di vento (Blizard)
04:00 sveglia
21:30 letto
max 37 km percorsi in un solo giorno
min 10 km percorsi in un solo giorno
110 kg il peso della slitta

sabato 23 maggio 2009

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le parole che mi salgono alle labbra non sono abituata a pronunciarle...


le parole che mi salgono alle labbra non sono abituata a pronunciarle, restano nella mia mente ed anche questo episodio è solo l'ennesima conferma di quanto molti facenti parte della razza umana siano caratterizzati da un'idiozia di dimensioni catastrofiche.

repubblica.it
Un pitone reale di sessanta centimetri è stato trovato dagli agenti della polizia municipale in un cantiere dove gli operai sono impegnati in lavori di arredo urbano. Il pitone era custodito in una gabbia. C'erano tracce di sangue a terra. Secondo una prima ricostruzione il pitone reale sarebbe morto perché lanciato da qualcuno, che se ne è voluto liberare. Ad avvertire i vigili alcune segnalazioni dei residenti della zona, via Monte Echia, che avevano notato il serpente all'interno della gabbia
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una gioia per gli occhi e una carezza per il cuore

Un bel video per ammirare questi nenonati canguri nani.
E' accaduto al bioparco di Roma.
Inutile che racconti i miei sentimenti tanto li conoscete benissimo!


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e lo Scheletrone non c'è più!

Mentre un sacco di ricercatori e studiosi si industriano a cercare soluzioni il più possibili ecologiche per i nostri edifici, e mentre architetti e geometri si impegnano nella ricerca di sempre migliori progetti che si integrino anche nella forma e nei colori con l'ambiente circostante, mentre accade tutto questo c'è naturalmente anche chi concepisce veri e propri obbrobri...meno male almeno questo edificio adesso non c'è più!


ISOLA PALMARIA DEMOLIZIONE ECO-MOSTRO "SCHELETRONE"
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Biodiversità in Italia, come siamo messi?


Restando in tema di biodiversità ecco qua l'ansa di oggi che riguarda proprio il nostro paese e le specie animali e vegetali che ci stiamo perdendo o abbiamo già perse.

ansa
L'Italia è un dei paesi più ricchi di biodiversità, un vero e proprio 'hot spot' mondiale, ma anche uno di quelli più esposti alla perdita: dalle arance di Catania alle ciliegie di Pavia, dagli orsi alle lontre fino al lupo all'aquila e allo stambecco, sono 138 le specie minacciate di cui l'8% appartenente al regno delle piante e il 92% a quello degli animali.

A contribuire alla diminuzione di biodiversità del nostro Paese anche la perdita del suolo al ritmo di 110 chilometri quadrati all'anno, pari a 30 ettari al giorno, 200 metri quadrati al minuto. Sono queste alcune delle considerazioni di Legambiente e del Wwf in occasione della giornata mondiale della Biodiversità che si e' celebrata ieri.

Con circa 57.000 specie animali (1/3 di quelle europee) e 5.600 specie floristiche (il 50% di quelle europee), dei quali il 13,5% specie endemiche, l'Italia, dicono Legambiente e Bioversity international in un dossier, è il paese Europeo più ricco di biodiversità ma molta della ricchezza si sta perdendo: alla fine dell'ottocento la varietà di frutta arrivava a 8000 diversi tipi oggi a poco meno di 2000, sono a rischio arance, limoni, mele, pere, ciliegie, mandorle, varietà di angurie e melone che già quasi non ci sono più, la tartaruga comune (la caretta caretta), la foca monaca, il muflone, lo storione, la cernia.

L'ultima Red list della Iucn (International union for conservation of nature) parla di un aumento della minaccia d'estinzione: contiene 44.838 specie di cui 16.928 a rischio. Mentre per Michele Candotti, direttore generale del Wwf, proporre di riaprire "la caccia a una specie simbolo delle nostre vette alpine, come lo Stambecco" è soltanto "l'ultimo atto di un'arretratezza culturale che abbiamo registrato anche nei reiterati tentativi di deregulation della caccia nazionale" che sta portando indietro "l'Italia di almeno 50 anni". L'associazione del Panda, dice il presidente onorario Fulco Pratesi, chiede l'impegno del ministro dell'Ambiente per salvare animali simbolo come l'orso, lo stambecco, il lupo, che rendono unico il nostro Paese.

La Fao stima che il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i tre quarti dell'alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Come effetti diretti delle circa 30.000 specie commestibili in natura, appena 30 sono le colture alimentari che soddisfano il 95% del fabbisogno energetico mondiale e, tra queste, frumento, riso e mais forniscono più del 60% delle calorie che consumiamo. Negli ultimi decenni sono aumentate le cause antropiche all'origine della perdita di biodiversità: i cambiamenti di uso del suolo, i cambiamenti climatici, l'introduzione di specie aliene, la variazione di concentrazione di Co2 e le deposizioni azotate a cui vanno aggiunte le piogge acide.

La Carta di Siracusa siglata al G8 Ambiente contiene un insieme di impegni e azioni da portare avanti per evitare la perdita delle biodiversità. E poi, l'impegno per il Countdown 2010 (un'alleanza di governi, Ong e settore privato) con l'obiettivo di intraprendere le azioni per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010, l'anno della svolta e del target per tutti i governi del mondo.

La Ue, dichiara Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, ha annunciato che per "il 2009-2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversità". Ma per il Wwf ancora oggi manca "una legge specifica che tuteli la nostra fauna e non esiste una strategia nazionale per la Biodiversità".

venerdì 22 maggio 2009

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Il Canada ha bisogno di capire che il resto del mondo non sarà solidale nel permettere che questo massacro continui.


Vi rimetto l'articolo firmato Oipa in merito al perpetrarsi del massacro canadese ai danni delle foche...ormai non serve certo una spiegazione di quello che accade in Canada, comunque se qualcuno ancora non lo sapesse può leggerlo qua:

un video...nel caso ce ne fosse bisogno
olimpiadi invernali 2010: chiediamo la fine della caccia alle foche

Sono continue le manifestazioni di ferma opposizione alla caccia dei cuccioli di foca in Canada. E’ con immensa gioia che comunichiamo che il Senato americano, all’unanimità ha approvato la Risoluzione 84, con la quale chiede l’immediata cessazione di questo massacro.

Il Senatore Collins ha dichiarato: “l’opinione internazionale come pure l’opinione della vasta maggioranza dei cittadini canadesi è con schiacciante maggioranza a favore della fine dell’uccisione delle foche in Canada. Noi fortemente incoraggiamo il Governo del Canada a mettere fine a questo disumano massacro”.

“E’ veramente gratificante che il Senato Americano abbia sostenuto questa risoluzione”, ha commentato il Senatore Levin. “Il Canada ha bisogno di capire che il resto del mondo non sarà solidale nel permettere che questo massacro continui. Molti Paesi hanno introdotto il bando al commercio dei prodotti derivati dalle foche oppure hanno indicato la loro intenzione di farlo ed ora l’Unione Europea ha decretato il divieto al commercio dei prodotti derivati dalle foche”.

Questo storico voto del Senato americano arriva infatti pochi giorni dopo che l’Unione Europea ha votato a netta maggioranza per bandire i prodotti derivati dalle foche.

I parlamentari canadesi avevano sostenuto all’unanimità una mozione finalizzata a sollecitare sia il Comitato Olimpico a fare indossare agli atleti uniformi confezionate con pelli di foca durante le Olimpiadi Invernali del 2010, sia il Governo a promuovere la caccia durante i Giochi che si terranno a Vancouver.
Fortunatamente per gli animali gli organizzatori dei Giochi hanno respinto l’idea. Chris Rudge, Presidente del Comitato Olimpico Canadese ha immediatamente rifiutato dicendo che non ci saranno pelli di foca nelle uniformi indossate dagli atleti. “Non indosseremo foche sulle nostre uniformi”, ha commentato Chris Rudge. “Siamo un’organizzazione sportiva”.

Il Premier russo Putin quest’anno ha preso posizione contro la caccia alle foche in Russia, definendola “sanguinaria”. In seguito alle pubbliche proteste, lo scorso 18 Marzo è arrivata una decisione storica: le autorità russe hanno bandito totalmente la caccia dei cuccioli di foca con età inferiore ad un anno.

L’OIPA dà il benvenuto a queste grandi prese di posizione in difesa delle foche, da noi ampiamente sostenute sul piano internazionale con l’importante ausilio fornito dai Delegati esteri, dalle leghe membro dell’OIPA Internazionale e dei nostri gruppi di sostegno esteri. Grazie alla partecipazione di migliaia di persone che hanno diffuso e sostenuto i nostri Appelli per gli Animali, firmato le nostre petizioni, partecipato alle Manifestazioni contro le pellicce, sono stati fatti passi da gigante nel dare voce a creature barbaramente uccise in nome di un commercio crudele e disumano.

Ora le nostre proteste si focalizzano sulle autorità governative canadesi, è giunto il momento che dicano di No a questa crudeltà. Ogni loro tentativo di giustificare la caccia davanti agli occhi del mondo, altro non è se non un “arrampicarsi sui vetri”, vano ed inutile, che ha trovato controparti in grado di dimostrare ferma opposizione a livello globale.

Il mercato di pelli di foca in Europa, grazie alle continue campagne di sensibilizzazione, ha avuto un crollo nel corso degli ultimi 20 anni e durante gli ultimi mesi i prezzi delle pelli sui mercati internazionali è in continua e rapida discesa. Le grandi compagnie che acquistano le pelli grezze, affermano nei rispettivi siti web, che il periodo è di crisi e non possono offrire le cifre che pagavano un tempo.

I cacciatori di foche su una quota di 280.000, fino ad oggi ne hanno uccise circa 59.500. Le pellicce valgono circa 14 dollari canadesi l'una, per un guadagno totale lordo di circa 833.000 dollari canadesi. Da questa cifra vanno dedotti i costi per i rifornimenti di carburante, per le riparazioni delle imbarcazioni, per le assicurazioni, il cibo e le spese connesse alla caccia.
In totale sono circa 6.000 i cacciatori autorizzati, facendo due conti, alla fine il guadagno netto per ciascuno di loro è di pochi dollari, cifra che certamente non può permettere il sostentamento di intere famiglie per un anno, come invece dichiara il governo canadese quando motiva l’importanza della caccia per la sussistenza delle popolazioni locali.

Inoltre, nei mesi scorsi l’industria della pelliccia aveva avvisato che non sarà in grado di acquistare tutte le pelli, nemmeno ai prezzi minimi, ed aveva quindi consigliato ai cacciatori di andare sui ghiacciai solo se avevano prima ricevuto un impegno sicuro dai loro compratori di pellicce.

Molti cacciatori quest’anno sono rimasti a casa all’apertura della stagione, hanno preferito rinunciare per paura del bando in corso in UE e del mercato in crisi. Ora che il bando è arrivato, è improbabile che i cacciatori continuino con le uccisioni su larga scala durante la seconda fase della caccia alle foche.

Grazie a tutti i nostri amici e sostenitori che sono stati parte nelle nostre campagne, senza di voi, tutto questo non sarebbe stato possibile.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director

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Una casa che genera più energia di quella che usa


E' in danimarca la casa più ecosostenibile che ci sia, impatto ambientale zero, e tra non molto ospiterà il primo nucleo familiare.

corriere.it
Produce più energia di quella che consuma, ha un computer centralizzato che controlla temperatura e clima degli interni ed è superecologica. La prima "casa attiva" (Active House), abitazione che usa tecnologie innovative in grado non solo di rendere gli alloggi autosufficienti da un punto di vista energetico, ma anche capaci di produrre energia in eccesso, è stata costruita a Lystrup, quartiere periferico di Aarhus, in Danimarca. Un giornalista del quotidiano inglese Guardian è andato sul posto per vedere questo gioiello tecnologico a emissioni zero.

La parte del tetto che si affaccia a sud è coperta completamente da pannelli solari e da cellule fotovoltaiche: l'energia assorbita dai primi sarà utilizzata per riscaldare la casa, mentre le seconde convertiranno l'energia dei raggi del sole in elettricità. Il computer controllerà le temperature interne ed esterne e automaticamente aprirà o chiuderà le finestre quando è necessario. L'energia in eccesso potrà essere venduta dai proprietari della casa agli enti pubblici della zona e secondo il Guardian in 30 anni, i guadagni ottenuti dovrebbe coprire la somma versata per costruire la casa.

Secondo gli studiosi questo tipo di abitazione è molto più conveniente delle cosiddette "case passive", molto di moda in alcuni Stati ecologisti, come l'Austria, la Germania e i paesi scandinavi. Le case passive riescono ad ottenere «il benessere termico> grazie alla particolare forma dell' edificio che consente di risparmiare circa l'80 per cento dell'energia rispetto a una casa normale (in queste abitazioni è quasi nullo l'utilizzo di elettrodomestici o di impianti convenzionali come i termosifoni o le caldaie). Tuttavia, le case attive, grazie alla loro innovativa tecnologia riescono a far meglio perché producono un eccesso di energia e sono completamente ecologiche. «Molte persone credono che se una cosa è ecologica, deve essere per forza complicata» afferma Rikke Lildholdt, project manager che ha ideato questa casa attiva. Invece secondo la progettista non vi è nulla di complesso: «Si tratta di vivere una vita confortevole in una casa che produce più energia di quella che usa» dichiara entusiasta la Lildholdt.

Quella dei Simonsen sarà la prima famiglia a vivere in questa casa supertecnologica. In tutto, il nucleo familiare è costituito dal Sverre, il capofamiglia, Sophie, sua moglie e due bambini, uno di otto anni e l'altro di sei. Si trasferiranno il prossimo primo luglio e resteranno nell'abitazione circa un anno. Durante questo periodo scriveranno giorno dopo giorno un diario per raccontare le loro impressioni e il loro rapporto con la casa. Alla fine l'unica pecca sembra essere il prezzo, forse un po' eccessivo: la casa costa circa 570.000 euro, ma secondo Lildholdt quando diventerà un "prodotto commerciale" il suo prezzo non supererà quello di un normale trilocale. Attualmente altre nove case attive sono in costruzione in Europa. «Non stiamo costruendo case. Stiamo costruendo un'idea» commenta orgogliosa la Lildholdt.
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Gli spaccatori di pietre


Immaginate una vita fatta di un giorno uguale all'altro, ed ogni giorno la solita cosa da fare, cioè spaccare pietre, bambini inclusi


Repubblica.it
All'estremità di una lunghissima spiaggia di sabbia bianca nell'isola di Nosy Be, nord del Madagascar, dove i resort e gli hotel per turisti crescono come funghi, c'è una montagna brulla spaccata in due. All'interno, come tante formiche, lavorano uomini, donne e bambini. Sono gli "mpamaki vato", in malgascio gli "spaccatori di pietre". La loro vita è tutti i giorni la stessa: dall'alba al tramonto con aste di ferro e rudimentali martelli di legno, strappano dalle pendici pezzi di roccia. L'obiettivo del giornalista e fotografo Alfredo Macchi li ha catturati una trentina di scatti, risalenti al gennaio 2008, che saranno esposti dal 23 maggio al 6 giugno a Varese, a Villa Recalcati (piazza Libertà 1)
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Giornata mondiale della biodiversità, cerchiamo di capire di cosa si tratta

La biodiversità è una ricchezza che non possiamo permettere di perderci ulteriormente.
Voglio celebrare questo giorno importante con questi video che ci mostrano quanto stupendo sia questo nostro povero pianeta!

Ho già parlato della biodiversità, di seguito 4 miei post sull'argomento

  1. Sai cos'è la biodiversità?
  2. La biodiversità nel mondo
  3. La biodiversità in Italia
  4. Dossier: in 35 anni ricchezza vita segna -30%



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Un benventuto a Kai-Mook, dolce cucciolo di elefante



Un video per godersi i primi passi di Kai-Mook, il cucciolo di elefante nato pochi giorni fa.
L'articolo di kataweb parla del video della nascita che io non sono riuscita a trovare purtroppo.
Se qualcuno sa indicarmi dove posso vederlo mi fa un favore veramente grande!


articolo kataweb
La piccola elefantessa Kai-Mook a soli due giorni di vita è già una star, il popolo di internet ha guardato migliaia di volte la sua nascita in video online. Ve la presentiamo qui, nei suoi primi , goffi e teneri passi

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Google e Mery Cassat


Questa mattina abbiamo un dolcissimo logo dedicato alla nascita di Mary Cassat, una romanticissima pittrice che ci ha regalato immagini di una dolcezza di altri tempi, molte sue opere ritraggono madri con i figli, e colgono quel rapporto intimo e speciale che li lega

giovedì 21 maggio 2009

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Stop The Fever, ambientiamoci!


Una grande città è da poco nata e si sta sempre più popolando, ne entrano a far parte scuole, organizzazioni, enti e singoli cittadini, si tratta della città virtuale Stop The Fever,, fondata da Legambiente ed il cui slogan è "fermiamo la febbre del pianeta".

Chiunque può diventare cittadino, è sufficiente registrarsi e calcolare il proprio risparmio di anidride carbonica rispondendo a poche semplici domande che aiutano a seguire comportamenti ecologicamente più sostenibili.

Quattro tipologie di impegno attendono il cittadino di Stop The Fever e cioè:

  1. riciclo e riuso
  2. elettricità in casa
  3. mi muovo
  4. pianto nuovi alberi

Non vi resta che dare uno sguardo a questa città che è una vera e propria campagna tutta in positivo per promuovere l'efficienza energetica, i consumi sostenibili, le fonti rinnovabili, ma soprattutto vuol indurici ad un cambiamento di stile di vita che faccia bene all'ambiente ed a noi.

mercoledì 20 maggio 2009

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in vacanza con i grizzly


una vacanza in un luogo creato appositamente per godere la vista e vicinanza dello splendido grizzly!
sebbene io sia del parere che dobbiamo lasciare in pace il più possibile queste incredibili creature, non nego ch es epotessi partirei subito!
e qua mi contraddico lo so!
ma.....
essere grande mia passione!!!!!!!!

articolo di panorama

Se si parla di grizzly è impossibile non pensare alle avventure dell’Orso Yoghi nel parco americano di Yellowstone, anche se, nella realtà, la simpatia nei confronti dell’orso dei cartoni può trasformarsi in terrore di fronte a mammiferi in carne ed ossa in grado di arrampicarsi agilmente sugli alberi, di nuotare rapidamente e di correre veloci come cavalli, per quanto nei racconti dei cacciatori siano spesso descritti come animali che scelgono volontariamente di trascorrere la maggior parte del loro tempo a raccogliere foglie.

La curiostà di osservare gli orsi nel loro habitat naturale è stata sfruttata al meglio da Julius Strauss, un inglese che ha costruito alle pendici dei Monti Selkirks, nella regione canadese British Columbia, il Grizzly Bear Ranch, composto da non più di una manciata di casette di legno. Le valli attorno ai monti Selkirks sono oggi popolate quasi esclusivamente da orsi. Il Ministro dell’Ambiente del British Columbia stima che nel versante canadese abbiano trovato dimora circa 16.000 grizzly e 90.000 orsi bruni.

A sentire Strauss, avventurarsi nei sentieri di montagna alla ricerca degli orsi non è così pericoloso. Del resto, in Canada è raro che vengano registrati più di due casi di morti umane provocate dall’aggressione di un orso all’anno. Questo non significa che i turisti possono andare a cercare liberamente le tane dei grizzly. Strauss ha preparato un video informativo in cui spiega come distinguere l’attacco difensivo di un orso da quello offensivo. Inoltre, accompagna personalmente i visitatori durante tutte le escursioni, facendo in modo che il gruppo non superi mai le otto unità, e senza mai dimenticare lo “spray per orsi”, un composto al peperoncino non troppo diverso da quello comunemente utilizzato come strumento di autodifesa.

Chi ha soggiornato al ranch di Strauss racconta che trovarsi faccia a faccia con un grizzly sia un’esperienza straordinaria. È quasi impossibile muoversi nella foresta senza incontrarne nemmeno uno, e molti raccontano che dopo aver ammirato la bellezza e l’eleganza degli orsi in cattività non sono più riusciti a rimanere indifferenti allo sterminio perpetrato ogni anno dai cacciatori, che solo tra il 2007 e il 2008 ne hanno uccisi quasi 700 esemplari.


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una cosa bella è una gioia sempre eterna....


Per quante cose orrende vediamo o leggiamo ogni giorno una carezza che ci scalda al cuore spesso per fortuna ci arriva....da chi?
ma da loro!
da chi altri?

lazampa
Ennesimo caso di "amore animale", solo così si può descrivere la storia di una famiglia di bassotti che hanno "accolto" un tigrotto abbandonato dalla propria madre.
Siamo a Stroehen, ad ovest della Germania, e allo zoo un cucciolo di tigre di solo cinque giorni è stato rifiutato e abbandonato dalla madre. Inizialmente il piccolo è stato adottato da Monster, un bassotto che vive nella stessa struttura.
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Airpod, l'auto ad aria compressa

Sembra proprio che dopo vari intoppi finalmente vedremo iniziare a circolare le auto ad aria compressa, il meccanismo è molto semplice: l'uscita dell'aria compressa aziona due pistoni che fanno girare l'albero motore e la vettura si guida tramite un joystick.



articolo di focus.it
Questa volta ci siamo, o almeno così sembra: l'auto ad aria sta per arrivare sulle nostre strade. Le consegne delle prima pre-serie sono previste per il prossimo mese. Ecco tecnologia, costi, prestazioni e punti oscuri di un'auto che potrebbe essere davvero rivoluzionaria. (Franco Severo, 20 maggio 2009)

Come anticipato da Focus.it lo scorso gennaio, dopo quasi 20 anni di progetti, rinvii e sospetti di bufala, l'auto ad aria compressa sembra essere finalmente pronta. MDI, l'azienda francese che le produce, ci ha confermato che le prime vetture saranno consegnate entro qualche settimana alla compagnia aerea KML e sostituiranno una vecchia flotta di cart elettrici attualmente in servizio all'aeroporto di Amsterdam. La prima prova ufficiale di questo veicolo apparentemente super ecologico è stata effettuata qualche giorno fa da un giornalista del quotidiano britannico The Guardian che nel suo resoconto dà un giudizio complessivamente positivo sul rivoluzionario mezzo.
Sulle ali del vento. Il motore della Airpod è un bicilindrico da 5,5 cavalli di potenza alimentato da un flusso di aria ad altissa pressione stivata in una bombola-serbatoio: l'uscita dell'aria compressa aziona due pistoni che fanno girare l'albero motore. Esternamente la vettura assomiglia a una specie di uovo con tre ruote, si guida con un joystick ed è realizzata interamente in fibra di vetro per contenere al massimo il peso. Sviluppata per usi esclusivamente urbani, può ospitare fino tre persone, ha un'autonomia di 200 km e una velocità massima di 70 km/h. Il pieno d'aria si fa durante la notte grazie a uno speciale compressore elettrico ma è già pronto un dispositivo ad alta pressione che permetterà di riempire le bombole in meno di un minuto.
In questo video una breve presentazione di Airpod
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Il santo graal dell'evoluzione umana



Particolarmente interessante il logo di Google oggi!
E' dedicato a ciò che un gruppo di scienziati chiama il Santo Graal dell'evoluzione umana, vi consiglio di leggere l'articolo di Daily News e visionare il video.

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Israele, il video del cucciolo di formichiere

Mi fa una tenerezza infinita quel cucciolo attaccato sul dorso della madre...
Il lieto evento ha avuto luogo in un parco safari israeliano, è nato in cattività un formichiere.



Wikipedia

I Mirmecofagidi mostrano un corpo robusto, di forma allungata e compresso lateralmente. La lunghezza, esclusa la coda, varia dai 15 cm del ciclopede ai 120 cm del formichiere gigante.

Presentano un lungo muso conico a forma di proboscide e lingua filiforme, vischiosa, con la quale catturano le termiti e le formiche, introducendola rapidamente nei formicai attraverso le aperture prodottevi con i grossi unghioni.

Dormendo si riparano e proteggono con la foltissima coda.

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