giovedì 30 aprile 2009

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Una bellezza esplosiva




Giorni fa è stato inaugurato il Band-e-Amir National Park , primo parco nazionale in Afghanistan, le foto ci mostrano panorami di una bellezza unica, il contrasto delle acque così azzurre con la roccia dai colori caldi è un qualcosa di eccezionale, ma non mancano le insidie ed i comportamenti dannosi stando a quanto riporta the first post, dove viene denunciata la presenza di mine sotto il suolo risalenti a precedenti periodi e la pesca effettuata con granata a mano

Resta comunque il fatto che questo luogo è di una bellezza più unica che rara.


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Lupi avvelenati! Inconcepibile...


Pessima notizia di prima mattina!
Aprendo le ansa ho letto dei lupi avvelenati ...ma come si fa ad uccidere un animale stupendissimo come un lupo?!
Per la verità a me piacciono tutti, ma un lupo....!!!!!



ansa
CASTELSANTANGELO SUL NERA - Tre lupi, due femmine e un maschio, sono stati trovati morti avvelenati nel Parco dei Sibillini da agenti del Corpo forestale dello Stato (Cfs) di Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Per ucciderli è stata utilizzata come esca la carcassa di una pecora imbottita di veleno: i resti della pecora sono stati trovati accanto a quelli di due lupi, insieme ad una volpe morta. Poco lontano, un collaboratore del parco ha rinvenuto il terzo lupo morto.

Nessuno degli animali presentava segni esterni di traumi o ferite. I lupi sono stati consegnati all'Istituto zooprofilattico dell'Umbria e delle Marche per gli esami necroscopici e tossicologici, che serviranno per identificare il tipo di veleno impiegato, mentre il Cfs cerca di identificare i responsabili del gesto.

In Italia il lupo è protetto dal 1977 ed è inserito tra le specie di interesse comunitario prioritario nell'ambito della direttiva Habitat. "Oltre ad essere punito come un grave reato, l'avvelenamento è un'azione insensata", sottolinea la direzione del Parco dei Sibillini. "Il lupo infatti, carnivoro al vertice della catena ecologica, svolge un ruolo fondamentale per l'ecosistema regolando le popolazioni di erbivori, come i cinghiali, che producono gravi danni all'agricoltura. Specie simbolo dell'Appennino, dove vive da sempre, non attacca mai l'uomo, dal quale normalmente si nasconde. E' dunque molto meno pericoloso dei cani randagi".

mercoledì 29 aprile 2009

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Per essere un maiale è molto pecora...la fantasia infinita della natura


In effetti questo maiale sembra proprio una pecora con il pelo cosi riccio e folto che lo ricopre tutto.
E' una varietà di maiale austriaco chiamata mangalica.

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La più devastante esplosione cosmica


Gli astronimi italiani che lavorano al Telescopio Galileo hanno misurato la più intensa esplosione cosmica, su segnalazione della Nasa che ha ricevuto i dati dal satellite
Swift.

ansa
Ne ha dato notizia l'agenzia spaziale americana. Swift ha rilevato quella che Neil Gehrels, del Goddard Space Flight Center della Nasa, ha definito "una vera e propria esplosione che viene dal passato": una deflagrazione di raggi gamma avvenuta per la morte di una stella quando l'universo aveva solo 630 milioni di anni, meno del 5% della sua età attuale.

Il flash di raggi gamma è stato rilevato il 23 aprile e la Nasa ha subito attivato una rete di astronomi internazionali, che hanno puntato i telescopi verso l'area dell'evento, battezzato in codice GRB 090423. A misurare per primi il 'redshift', lo spostamento verso il rosso nello spettro, che serve a determinare tra l'altro la distanza di un evento cosmico del genere, sono stati gli italiani del team del Telescopio Galileo, che lo hanno indicato in 8.2. Il record precedente era legato a un evento simile rilevato nel settembre scorso, che aveva un 'redshift' di 6.7, un indice che lo collocava più vicino di 190 milioni di anni luce rispetto alla nuova esplosione. "E' una scoperta incredibile", ha commentato Guido Chincarini, astronomo dell'Università di Milano-Bicocca, che fa parte del team che opera alle Canarie. "E ciò che la rende ancora più significativa - ha aggiunto - è che un telescopio che porta il nome di Galileo abbia fatto questa misurazione nell'anno in cui celebriamo il 400mo anniversario del primo uso astronomico del telescopio da parte di Galileo".
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Tararuga azzannatrice...in effetti l'aspetto non è rassicurante


La cronaca di oggi riporta che in Abruzzo è stata sequestrata una tartaruga azzanatrice.
Si tratta di una specie di tartaruga molto vorace, come si evince dal nome, che si nutre di piccoli animali, come pesci, rane, girini, uccelli e piccoli mammiferi acquatici.
Appartiene alla famiglia Caccia all'agguato, ma non disdegna, se necessario, di inseguire le sue prede o di insidiarle con una manovra di avvicinamento a mo' di coccodrillo.
Non è infrequente il cannibalismo ancor più in cattività se diversi esemplari sono allevati in paludari troppo stretti e/o sovraffollati.
Preda anche testuggini di genere diverso che attacca nelle parti non protette.
Va maneggiata con estrema cautela perché i suoi morsi possono avere serie conseguenze anche per l'uomo, soprattutto se si allevano esemplari adulti. L 'azzannatrice è ampiamente diffusa nel continente americano, dal Canada al sud America nord occidentale comprese vaste zone degli USA; se ne conoscono almeno quattro diverse sottospecie.
fonte inseparabile.com

ansa
Un esemplare di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) di circa 15 chili è stata sequestrata dagli agenti del Corpo forestale dello Stato in forza al servizio Cites territoriale di Pescara, presso un'abitazione privata di Roseto degli Abruzzi (Teramo). La tartaruga, dell'età circa 20-25 anni e considerata pericolosa per la salute e la pubblica incolumità, era detenuta all'interno di una grossa vasca, senza gli opportuni accorgimenti. Sono ora in corso indagini per verificare se c'é un canale di importazione di questa specie, che è ampiamente diffusa nei bacini idrici del Sud America. Il comandante provinciale del Cfs di Pescara, Guido Conti, ha spiegato che dal 1996, proprio a causa della pericolosità di questo esemplare, è stato imposto il divieto assoluto di detenzione in cattività. "Il suo nome - ha aggiunto Luca Brugnola (Cites) - deriva infatti dalle sue abitudine alimentari e dalla sua voracità. Deve essere, inoltre, maneggiata con estrema cautela perché i suoi morsi possono avere serie conseguenze anche per l'uomo, soprattutto quando si allevano esemplari adulti come quello oggetto del sequestro".

martedì 28 aprile 2009

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La domanda delle domande: come il tutto ha avuto inizio?

L'uomo ha sempre cercato una risposta al come l'universo sia nato, e proprio per questo è stata messa a punto una macchina del tempo che possa fornire una risposta al più grande ed affascinante dei quesiti



kataweb
Una macchina “del tempo” in grado di rispondere a domande fondamentali sull’origine dell’Universo grazie a un cuore tecnologico (Lfi) progettato e realizzato a Bologna dall’equipe del professor Reno Mandolesi, che ha coordinato il lavoro internazionale di più di 400 scienziati. Il nome in codice è Planck.

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Androidi per studiare gli animali

L'idea è di usare robot che vivano insieme agli animali al fine di studiare e monitorare la loro vita e le loro abitudini in un modo il più possibile vicino alla loro realtà e che non sia eccessivamente invasivo per il loro vivere.



articolo kataweb
Le soluzioni biologiche sviluppate dalla Natura in milioni di anni sono le migliori in quanto a compatibilità e adattamento con l'ambiente peculiare in cui sono inserite. Da questo presupposto parte la robotica biomimetica o biorobotica, la quale, grazie all'osservazione degli animali, sta escogitando nuovi meccanismi per il funzionamento degli automi life-like (del tutto simili alle specie biologiche) del futuro prossimo venturo.
Il risultato di tali studi stanno così portando all'elaborazione di robot a basso impatto ambientale, facilmente introducibili in habitat specifici, senza disturbo o danno per gli animali biologici che li popolano. Ecco due degli ultimi prototipi realizzati, entrambi dall'azienda tedesca Festo.


Utili e divertenti: i pinguini-robot Aquapenguin un domani potranno mescolarsi ai pinguini veri ed eseguire il monitoraggio dello stato di salute dell'ambiente in cui vivono. Oltre a fornire informazioni agli etologi sul comportamento di questi animali. Eccone uno che nuota in una vasca artificiale. Un androide da fantascienza, con tanto di occhio luminoso e movimento di palpebra.

lunedì 27 aprile 2009

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urbanus proteus...sfumature da sogno...


Si tratta di una farfalla bellissima, con sfumatore incredibili...
E' una farfalla tra le più caratteristiche che si distingue dalle altre esperiadi a coda lunga nordamericane per la colorozione iridiscente sul verde del corpo e della superficie superiore delle ali.
Le ali posteriori presentano delle lunghe code e sono la caratteristica più evidente;
è una farfalla diurna e volteggia in campagna e curiosamente predilege svilupparsi su varietà coltivate di faglioli.
La sua apertura alre di aggira sui 5 centimetri.
La si trova dall'Argentina agli Stati Uniti, al Texas, al Connecticut

la biblioteca della natura
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Blucar, Pininfarina e Bolloré


E' già possibile prenotare la nuova vettura che sarà ricaricabile da una qualsiasi presa elettrica, le prime consegne sono previste tra circa un anno.
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Google e Samuele Morse


Ecco come Google ricorda Morse....giustamente un logo essenziale!
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20 tenerissimi scatti


Assolutamente una galleria di scatti "da perdere la testa" come giustamente evidenzia leiweb, da dove ho preso la foto sopra, irresistibili, dolci,teneri,simpatichi....

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Là dove i farmaci non agiscono...


Se penso che quando sono arrabbiata, o depressa o malinconica le coccole tra me ed il mio gatto sono un toccasana, mi immagino quanto bene facciano queste creature a questi piccoli e sfortunati pazienti!
Credo molto in questo tipo di terapia, cura malesseri che i farmaci non possono curare

articolo Corriere.it
Sei anni per fare compagnia a 5 mila bambini. Domenica mattina i Labrador delle Unità Cinofile della Croce Bianca hanno festeggiato i primi 72 mesi della loro attività nel reparto pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Como diretto dal professor Riccardo Longhi.
Luca, cintura verde di karatè, fermato dalla frattura a un braccio proprio durante un torneo, si è consolato con mamma Rosanna e papà Luciano, ma anche con Igor, il «veterano» del gruppo dei cinofili, sempre a disposizione della Protezione Civile anche per la ricerca di persone scomparse. Insieme a Igor, ieri, anche Tosca e Sissi. Anche il direttore generale dell’azienda sanitaria, Andrea Mentasti, è contento dei quattrozampe: «La pet therapy ha un effetto positivo in tante situazioni: e specialmente qui, con i piccoli ricoverati. È anche molto bello che in uno spazio clinico, dove ci sono da seguire le prescrizioni della scienza, ci sia un angolo per il calore degli affetti e della tenerezza».

sabato 25 aprile 2009

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e così ci giochiamo anche le giraffe!

Il perfetto equilibrio della savana africana è ormai una ricordo sbiadito.
Questa è la triste realtà, tra le solite ormai note cause, anche il turismo ha fatto pesantemente la propria parte.
Ci giungono notizie disperate su tantissimi animali tra cui la stupenda giraffa!




articoli lazampa.it
-> La loro popolazione si sta riducendo con percentuali da sicura estinzione. Meno 95%, secondo la ricerca del centro studi di Nairobi «International livestock research institute». E tra gli Anni 90 e oggi anche moltissime antilopi, impala, gnu e zebre sono svanite: da -50% a -90%. La savana festosa dei quadri «vintage» che decorano i lodge, intasata di branchi, è una pianura semivuota. Gli animali sono diventati il tesoro da cercare a bordo di scassati pulmini bianchi senza filtro antiparticolato.


->Danilo Mainardi, lei è uno dei più celebri etologi italiani: i parchi naturali sono sotto assedio non solo in Kenya, ma in tutta l’Africa. Che cosa significa questa involuzione per gli animali?
«E’ un processo che fa molto male alla fauna selvatica e soprattutto ai grandi mammiferi. Per loro è intollerabile, perché non rispettare i tragitti migratori significa alterare gli equilibri vitali. Quei percorsi sono scritti nei loro geni, che li conducono in aree diverse nei differenti momenti dell’anno. E non solo».

Quali sono gli altri problemi?
«Quelli degli incroci: se sono costretti in zone che diventano progressivamente isole, devono accoppiarsi sempre tra le stesse popolazioni. Inoltre si aggrava il problema dei parassiti, di cui non riescono più a sbarazzarsi, ma che, anzi, esplodono. E’ un fenomeno che avviene anche nei parchi sulle Alpi, dove si verificano improvvise morìe. Ecco perché la strategie ecologiche suggeriscono di creare dei corridoi tra una riserva e l’altra, ma è possibile solo se dietro c’è una politica globale, capace di superare le iniziative locali e i loro egoismi».

In Africa il malessere degli animali e quello degli umani è sempre più connesso: è così?
«La correlazione è strettissima e nasce dalla pressione demografica. Che è sempre più forte».
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cenetta romantica in cima ad una sequoia?


Ceniamo in cima ad una sequoia?
Per una come me sarebbe il massimo!
Davvero originale questo ristorante, sicuramente fuori dal comune, soprattutto per l'ubicazione delle salette....immaginate la gioia dei bambini, non diranno più che si annoiano a tavola!
Naturalmente è un ristorante a impatto zero...o quasi..
Nuova Zelanda: un ristorante fatto di tante casine appollaiate sui rami di sequoie secolari, a 12 metri altezza e raggiungibili con passerelle aere, naturalmente le casine sono realizzate in rispetto dell'ambiente

fonte donna moderna

venerdì 24 aprile 2009

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Un cartone animato come contro la produzione di foie gras



Sul blog M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P. è stato pubblicato il video breve ma chiarissimo di un cartone che punta il dito contro la produzione di foie gras, che viene ottenuta con patimenti indicibili per le povere creature malcapitate

A tale proposito ci sarebbe un manifesto da firmare affinchè tali toruture inaudite abbiano fine

Avverto che sul sito del manifesto sono presenti multimedia che possono dar noia ai più sensibili...come me!
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Edison, un software che va bene all'ambiente


Ho trovato questo articolo e ho pensato fosse una cosa utile, nel nostro piccolo tutti noi possiamo fare qualcosa per migliore la situazione ambientale...

E' un software free che farà risparmiare fino a 410 chilowattora l'anno contribuendo quindi a ridurre l'emissione di co2

Ho parlato di questo anche nell'altro mi blog da dove è possibile effettuare il download, lo segnalo anche qua perchè credo in certe possibilità.
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la Cina e la barriera corallina....mah!


Ricordate un mio predente post che parlava degli effetti del riscaldamento globale sui coralli?
se non lo ricordate eccolo
bene...adesso in Cina stanno cercando di limitare i danni con un assurdo (secondo il mio modesto punto di vista) trapianto...secondo me devono cambiare un bel pò di cose e trapiantare non servirà a molto, ma forse e per fortuna mi sbaglio......

articolo di Panorama

Le conseguenze del riscaldamento globale si fanno sentire anche nel mondo marino, e i coralli risultano tra le specie più colpite, tanto da rischiare l’estinzione. L’aumento delle temperature dei mari e l’inquinamento non sono gli unici fattori di distruzione. A impedire la corretta cementificazione dei coralli contribuiscono anche gli effetti degli uragani e di una pesca a dir poco esagerata.

Ed ecco che, per evitare il peggio, il governo giapponese ha inviato delle squadre speciali di sommozzatori a soccorrere le barriere della zona di Okinawa, l’arcipelago che si estende oltre la punta settentrionale del Paese. Dopo aver raggiunto i coralli, i sub nipponici operano divisi in due gruppi, incaricati di creare dei piccoli fori nella barriera servendosi di trapani ad aria compressa per poi riempirli con minuscoli dischi di ceramica contenenti coralli giovanissimi.

Il Governo di Tokyo ha deciso di impegnarsi nel recupero delle barriere coralline messo sotto pressione da un’opinione pubblica rimasta turbata dalla notizia della morte, in meno di dieci anni, del 90 per cento dei coralli dell’arcipelago di Okinawa. I biologi marini giapponesi lavorano dal 2005 alla messa a punto di questo sistema di recupero delle barriere coralline, e ora sperano che, se il trapianto di coralli avrà il successo sperato, questo metodo possa essere esportato all’estero per salvare altre scogliere in pericolo. Secondo Mineo Okamoto, il biologo dell’Università di Tokyo che ha guidato il team di ricercatori impegnato nello studio del disco di ceramica per contenere i coralli da impiantare, grazie a questa nuova tecnologia rianimare le scogliere diventerà semplice come riforestare le montagne.

Tuttavia, c’è già chi giudica la strategia giapponese come inefficace. In effetti, non è sbagliato ritenere che se non verranno eliminate le cause del deterioramento e della morte dei coralli, il trapianto degli stessi non porterà a una soluzione definitiva. Un funzionario del Ministero dell’Ambiente di Tokyo ha rivelato che fino ad oggi il trapianto di 13.000 coralli è costato due milioni di dollari, spesa destinata a salire vertiginosamente se si considera che nella barriera di Okinawa sarebbero decine di milioni i coralli da ripristinare. Nonostante questo, il funzionario resta ottimista, annunciando che un bilancio realistico dell’operazione potrà essere fatto solo tra qualche decennio, un periodo sufficiente per valutare la resistenza dei coralli giovani e per sperare in una riduzione dei costi a fronte di un ulteriore miglioramento delle tecnologie utilizzate.

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Nel ventre della terra


Un uomo che visita grotte dove pochi si avventurerebbero, una grande passione ed un notevole coraggio lo spingono in antri misteriosi e non privi di pericoli, alla scoperta del non visibile, sul sito troverete indicazione circa i suoi libri e soprattutto sulle sue stupende foto
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Galassie in collisione, nascita di nuove stelle

Cosa accade quando due galassie si scontrano?
Il potenziale che scaturisce da queste collisioni è solo distruttivo?
Come spiega benissimo questo articolo di focus, in realtà da questi scontri nascono nuove stelle


articolo di focus
I testi di astronomia sono soliti presentarci le galassie come "isole", solitarie e maestose, ricche di stelle scintillanti e nebulose multicolori. Ma anche le galassie hanno una vita per così dire “sociale”: incontri e unioni, che alla fine portano alla fusione di due o più di questi magnifici oggetti celesti, sono tutt’altro che eventi rari. Nella nostra immaginazione tali avvenimenti hanno un sapore catastrofico: "incidenti" di una potenza devastante e distruttiva. In realtà le intense forze mareali, che si sviluppano in virtù delle reciproche interazioni gravitazionali, portano fertilità più che distruzione. Sotto il loro influsso, infatti, le nebulose, formate da gas e polveri, si addensano e collassano, dando vita a nuove stelle.
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biogallery, 10 clic per l'ecosistema

Una bellissima


che si affaccia sulla natura e sugli animali evidenziando quanta diversità dobbiamo slavaguardare per il bene di tutti.

10 foto corredate di didascalia con esaurieti spiegazioni

un esempio:

Lenta, ma inesorabile. Qualcuno storcerà il naso, ma la bava di lumaca è meno viscida di quello che sembra. I suoi enzimi hanno un alto potere cicatrizzante, curano piaghe ed ustioni. Sono inoltre un toccasana per lo stomaco: grazie alle proprietà gastroprotettive si elaborano molecole contro le ulcere.
ilsole24ore


giovedì 23 aprile 2009

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Un tenero cucciolo di vombato

Questo cucciolo è stato adottato dallo zoo Taronga, si tratta di un piccolo di Vombato rimasto orfano, sarebbe stato destinato a morte certa senza la madre dalla quale i cuccioli dipendono per molti mesi.

foto lazampa.it

Il vombato è in via d'estinzione, la sua esitenza è messa a serio richio.
È diffuso nelle regioni più fredde e più umide dell'Australia meridionale e orientale, ma vive anche nelle regioni montuose, spingendosi verso nord fino al Queensland meridionale; malgrado sia molto diffuso, nel Victoria occidentale e nell'Australia Meridionale si sta facendo raro.
Ogni due anni le femmine di vombato comune danno alla luce un unico piccolo; questo lascerà il marsupio rivolto all'indietro tipico della specie dopo nove-undici mesi, quando avrà raggiunto un peso di 3,5-6,5 chili. Sarà svezzato intorno ai 12-15 mesi, ma fino ai 18 mesi dipenderà sempre dalla madre.
wikipedia
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nightclub ecosostenibile


La parola d'ordine è ecologico, sostenibile, a impatto zero.
Su questa riga sono sorti un po' ovunque locali che fanno onore a quanto sopra citato, tra questi, a Manhattan, per chi vuole danzare in verde c'è il Greenhause: pavimento e mobilia in materiale riciclato, luci a risparmio energetico e aperitivi preparati con frutta biologica
fonte donna moderna

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colpo di fulmine

Storia di Lara e Bill, due magnifici orsi polari al loro primo incontro...sembra che si siano piaciuti molto a giudicare dalle foto

articolo panorama.it
I due orsi polari, Bill e Lara, si incontrano per la prima volta allo zoo di Gelsenkirchen, in Germania. L'orso Bill proviene da uno zoo della Repubblica Ceca ed è giunto in Germania per conoscere la sua nuova compagna, Lara


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Inseguendo l'uragano, scatti da Pulitzer


Ha vinto il premio Pulitzer 2009, ha inseguito l'uragano ad Haiti nel 2008 realizzando un reportage di notevole bellezza



aricolo kataweb.it
Dopo essere stato nel team dei fotografi vincitori del premio Pulitzer 1993, Patrick Farrel, fotoreporter del Miami Herald, si aggiudica il premio 2009 nella categoria fotogiornalismo per il reportage realizzato ad Haiti durante il devastante uragano del 2008. Farrel, che ha lavorato in paesi come la Turchia, Cuba, Ameirca centrale e del sud, ha testimoniato il passaggio dell'uragano Ike la notte in cui morirono oltre ottocento cittadini haitiaini. Da segnalare che al New York Times sono stati assegnati 5 premi Pulitzer.

mercoledì 22 aprile 2009

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Gliese 581 e, nuovo pianetino


E' stato rivelato un nuovo piccolo pianeta extrasolare dove la vita potrebbe essere possibile grazie alla presenza dell'acqua allo stato liquido

articolo di Repubblica.it
L'esopianeta, pianeta extrasolare, più leggero mai osservato finora è stato scoperto nella costellazione della Bilancia da un gruppo di astronomi europei e ginevrini. La massa di "Gliese 581 e" corrisponde a circa il doppio di quella della Terra, indica l'Università di Ginevra in un comunicato. Il pianeta, di tipo probabilmente roccioso, è situato a 20,5 anni luce. Nel medesimo sistema di "Gliese 581" sono stati osservati altri tre pianeti, uno dei quali assomiglia a Nettuno. Gli altri due sono considerati come delle "super Terre", con una massa 5 e 7 volte superiore alla massa del pianeta blu. "Gliese 581 d", il pianeta più lontano rispetto alla stella del sistema, si trova all'interno di una zona che gli scientifici definiscono "abitabile", nella quale l'acqua può esistere allo stato liquido

"Gliese 581 d" potrebbe essere un pianeta-oceano: sarebbe cioè ricoperto di acqua e ghiaccio.
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Maialini camuffati da tigrotti....stiamo toccando il fondo!

Cuccioli di maiale e cuccioli di tigre allattati insieme...si tratta di un esperimento di socializzazione tra animali al "Sriracha Tiger zoo" di Pattaya, in Thailandia, personalmente trovo penosi quei maialini mascherati da tigrotto, resto dell'idea di sempre...dovremmo cessarla di smanettare con la natura....era perfetta! dico io!

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Nasa e la giornata della Terra


Sul loro sito si ammirano foto della Terra molto belle, è il modo di celebrare questa giornata della Terra che Nasa ha scelto
articolo forza-Roma.com
Oggi è la Giornata della Terra e la Nasa in occasione di questo evento trasmetterà delle immagini straordinarie di tutto il pianeta da bordo della ISS, la stazione spaziale internazionale che orbita intorno alla terra. Le foto saranno tutte ad alta definizione e si potranno sfogliare direttamente sul sito ufficiale della NASA all’indirizzo www.nasa.gov/ntv o vedere direttamente sulla TV di loro appartenenza dalle 12 alle 15 (ora per l’Italia), dalle 18 alle 20 e dalle 22 all’1 di notte di giovedì. La Iss ha un’orbita situata a 354 chilometri dalla superficie della Terra ed ha a bordo un equipaggio permanente di tre astronauti. Ogni 90 minuti, la stazione effettua un giro completo attorno alla Terra e dalla Iss, ogni giorno, si possono vedere 16 albe e 16 tramonti. Per la Giornata della Terra questa è la 39esima edizione dalla sua esistenza. E Google per celebrare questo giorno cambio il proprio logotipo.
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Poeticamenta da Google


Direi che i disegnatori del logo hanno dato veramente il meglio per celebrare la giornata della Terra, è poetico questo logo

martedì 21 aprile 2009

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Patagonia, i pinguini di Magellano

Un bellissimo video che ci mostra una ben nutrita comunità di pinguini di Magellano, siamo in Patagonia, a Puerto Tondo, e questi spettacolari animali vivono all'interno di una zona protetta, sono circa 180.000 esemplari che in primavera popolano la costa della provincia di Chubut per il rituale dell'accoppiamento



fonte travelblog.it


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La rana d'oro e il fungo Chytrid

Gli anfibi non sfuggono alla triste sorte...anche questo tipo di rana sembra che sia in via d'estinzione,
alcuni esemplari sono presenti allo zoo El Nispero di Panama

lazampa.it
32 specie di anfibi sono a rischio di estinzione per la contaminazione del loro ambiente e per il fungo "Chytrid" che ne ha uccise una grande percentuale in tutto il mondo
L'El Nispero Zoo di Panama sta cercando di proteggere la specie facendo vivere le rane in condizione di cattività.
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articolo di libero-news.it
Dicono gli indigeni della Cordigliera di Talamanca, quella che attraversa l’America Latina e giunge fino a Panama, che esiste una rana d'oro, e chi la trova ha l'eterna fortuna. E' la rana della felicità. Lei, la rana, rarissima, esisteva sul serio, ed era stata dichiarata estinta alla fine degli anni ottanta, a causa degli scempi ambientali e del fungo killer Batrachochytrium dendrobatidis. Ma forse ora si scopre che sopravvive nelle foreste costaricane. Gli scienziati del Manchester Museum hanno infatti ingaggiato una caccia pacifica all'ultimo rospo, per trovarla. La ricerca è stata scatenata da un precedente fortunoso: l'anno scorso Andrew Gray, erpetologo presso il Manchester Museum, ha identificato alcuni esemplari di Isthmohyla rivularis, altra specie considerata estinta da vent'anni, nella foresta pluviale di Monteverde, in Costa Rica. La scoperta ha spinto il gruppo di ricercatori, guidati da Gray, a ritrovare anche il Rospo Dorato, avventurandosi nella stessa zona. Secondo quanto riporta la Bbc, gli scienziati hanno scoperto l'anfibio solo nel 1966 e l'hanno dichiarato estinto nel 1989. «Stiamo perlustrando la zona in cui le rane d'oro vivevano. Sarà difficile trovarne una, ma la scoperta dell'anno scorso ha dimostrato che non bisogna mai dire mai», ha dichiarato Gray a Bbc news. Oltre ad accertare quali specie sono realmente sparite dalla faccia della terra, la ricerca consentirà anche di comprendere quali sono i fattori che portano alla scomparsa di alcune rane e quali consentono la sopravvivenza di altre
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Prima dei dinosauri loro erano già qua




I ragni furono tra i primi animali a comparire sulla terra.
Milioni di anni fa già esistevano numerose specie che usavano diversi metodi di caccia, col tempo le loro tele si sono irrobustite ed il loro veleno è diventato più potente.
Questi animali sono comparsi prima dei dinosauri, ed anche se in alcune caratteristiche si sono modificati con il tempo, i ragni intrappolati nell'ambra nelle regioni baltiche e nella Repubblica Domenicana - da 40 a 60 milioni di anni fa - sono identici a quelli attuali.
Predatori per istinto, si nutrono di tutto ciò che trovano sul loro cammino: polline,insetti, altri ragni.
Sono per lo più innocui. Il veleno è per la preda non per noi. A volte però è pericoloso sia per l'uomo sia per gli animali domestici.
E' bene ricordarsi che queste eccezionali creature sono da guardare, non da toccare.
I ragni sanno utilizzare al meglio le straordinarie caratteristiche che li contraddistinguono, il filo e il veleno; si nascondono in cunicoli sotterranei, costruiscono tele bellissime e complicate e ghermiscono la preda da lontano.
Alcuni si mimetizzano appiccicandosi terriccio sul corpo, alcuni assomigliano ad altri animali, come le vespe e le formiche.
Le parti interne ed esterne del corpo si sono adattate al loro modo di vivere.
Alcuni hanno grossi occhi, altri lunghe zampe pelose, altri ancora cuscinetti alle estremità.
I ragni contribuiscono a ridurre il numero degli insetti.
Sono animali con il corpo diviso in due parti che comprende otto zampe, ghiandole sericigene e denti veleniferi chiamati zanne.
Appartengono al gruppo degli aracnidi.
Vivono in vari ambienti, sotto e sopra la terra, nel mare, nell'aria.
Alcuni sono stati trovati sulle rotte degli aerei!

fonte: investigate konemann
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Una bella villetta di paglia


Sul blog M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P. ho letto una notizia interessantissima che vado a seganlervi, riguarda la costruzione di case di paglia, un'idea geniale!

lunedì 20 aprile 2009

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e così ci perdiamo anche quelle.....




Le isole Tuvalu sono una miriade di atolli in mezzo all'oceano Pacifico, protette dalla barriera corallina.



La leggenda narra che quando il primo Polinesiano vi è sbarcato ha trovato una terra selvaggia ed inospitale, popolata solo da uccelli e granchi, il cui suolo era (ed è) composto per lo più da sassi e conchiglie frantumate.

La leggenda prosegue raccontando che il polinesiano tornò indietro e si ripresentò quindi sull'atollo solo dopo aver trovato delle noci di cocco da piantare. Per le attuali palme quindi si ringrazia il navigatore polinesiano.

Fatto sta che anche adesso la vita si svolge intorno alle noci di cocco di cui non viene gettato niente. il guscio alimenta il fuoco, il cocco viene consumato sia cotto sia crudo, la polpa spremuta diventa sostituto del nostro olio, la cremosità dei cocco acerbo alimenta i bambini piccoli, ed addirittura, ogni famiglia ha la sua palma che non darà mai frutti, questo perchè essi vengono recisi rendendo possibile la fuoriuscita di un siero ricco di vitamine che sono una risorsa fondamentale là dove non cresce nessun tipo di ortaggio o di frutto.
E questo rituale che avviene due volte al giorno non si è mai fermato negli anni, ma ha radici antichissime.

Sembra che in queste isole il tempo sia scandito da ritmi molto lenti e da una serenità che non lascia spazio all'ansia...inconcepibile per noi che viviamo passando
da un'ansia all'altra!

Ciononostante il "progresso" è arrivato anche in questo paradiso, solo che ha portato, e purtroppo porterà solo problemi.

Sono state importate auto, moto, lavatrici e via dicendo, ma non esiste un posto dove smaltire il materiale che si rompe e che quindi viene accantonato in fondo all'isola, e va considerato che si parla di isole piccolissime, in certi punti la larghezza del terreno è quella di una strada da noi, quindi il metallo e gli elettrodomestici hanno vita breve a causa degli agenti atmosferici...insomma il mare riduce tutto in ruggine.

Come se non bastasse, la conformazione di queste isole è bassa, non esistono colline, e tanto meno montagne e questo le condanna a scomparire a causa del livello dell'oceano che s' innalza per il riscaldamento che subisce...
Insomma questa gente e questo posto meraviglioso dipendono dalle decisione che tutti prenderemo...

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Un magico mix per trasformare un sogno in realtà


Una grande passione per gli animali, in special modo per i ghepardi, una forte determinazione ed un sogno che diventa realtà, questo il magico mix d'ingredienti che porta Riana a trasformare il suo progetto in realtà

articolo di Panorama.it
Una storia, quella di Riana van Nieuwenhuizen, sudafricana di 46 anni, che ricorda i romanzi d’avventura. Con la differenza che in questo caso non ci sono esplorazioni all’orizzonte ma solo una sconfinata passione per i felini che la accompagna da quando era ragazzina. Poi finalmente il sogno che si realizza. Riana lascia il suo lavoro presso il Ministero di Giustizia e si dedica esclusivamente ai suoi adorati animali fino a creare nel 2007 il Fiela Funds Cheetah Breeding Project , una Ong ormai diventata famosa non solo in Sudafrica ma in tutto il mondo. Il suo obiettivo è quello di proteggere e sostenere i ghepardi minacciati di estinzione in tutto il continente africano. Uno degli obiettivi principali di questa associazione è l’educazione. “Vogliamo sensibilizzare il maggior numero di persone possibili - racconta Riana a Panorama.it -su questi animali così in pericolo insieme all’ecosistema che li circonda. Per questo organizziamo incontri con le scuole e campi sull’argomento”.
Proprio lo scorso dicembre il ghepardo, considerato l’animale più veloce del mondo, era stata l’ultima specie ad essere aggiunta alla triste lista dell’Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, di quelle non solo a rischio d’estinzione ma in parte già estinte, in questo caso in ben 18 paesi.
“Da anni ero impegnata con una Ong che si occupava di animali ma poi mi sono fatta avanti per ospitare nella mia fattoria cuccioli di felini. Da lì l’idea della mia associazione. Oggi a casa mia ospito nove ghepardi, tre leopardi, un leone e la porta è sempre aperta per qualsiasi cucciolo che abbia bisogno”. La convivenza di Riana con questi animali sembra essere delle più pacifiche. A loro del resto dedica energie e soldi, tutta la sua pensione “Sono felice che in Italia possiate raccontare la mia storia, afferma a cuore aperto a Panorama.it “Ho bisogna dell’affetto e dell’aiuto di tutti gli appassionati della natura per continuare il mio sogno”. Per scrivere a Riana l’email è info@cheetahexperience.com.

Guarda la GALLERY.

domenica 19 aprile 2009

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Cercando la vita al di là della Terra


Da una delle missioni spaziali più affascinanti e coinvolgenti ci arrivano le prime immagini:

  • Nasa missione Keplero

ansa
Le prime immagini mostrano un immenso spazio cosmico nelle costellazioni del Cigno e della Lira. Delle circa 4 milioni e 500 mila stelle ritratte, più di 100 mila sono state selezionate come candidate per la ricerca di Keplero. Oltre a cercare e osservare nuove Terre, che ruotano attorno ad altri soli, il telescopio, di 95 centimetri di diametro, catalogherà i vari tipi di pianeti, in gassosi, rocciosi, grandi e piccoli, registrandone l'orbita e la posizione rispetto alla loro stella. Gli scienziati hanno finora scoperto più di 340 pianeti orbitanti al di fuori del nostro sistema solare, ma nessuno è piccolo come la Terra e nessuno è ad una distanza dalla propria stella tale da rendere possibile la presenza di acqua e quindi, eventualmente, di vita.

La missione di Keplero, cominciata il 7 marzo, durerà tre anni. Al termine, gli studiosi contano di poter affermare se pianeti simili alla Terra sono rari o meno.

sabato 18 aprile 2009

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Dolomiti bellunesi: ebbene l'orso c'è!


L'avvistamento da parte di alcuni turisti di un orso nelle dolomiti bellunesi è stato fortunatamente confermato da uno scatto della forestale del luogo, scatto che non è quello a fianco, purtroppo non sono riuscita a trovare la foto in questione

l'articolo di parks.it

Il racconto di una giornata eccezionale

Al mattino di ieri 16 aprile, dalle ore 7,00 circa, una pattuglia del CTA/Corpo Forestale dello Stato guidata dall'ispettore capo Andrea Ferroni e composta dall'assistente Alberto Dal Farra e dall'agente Francesca Vilena, su segnalazione degli operatori di Veneto Strade si è recata nella zona dei Bitti in valle del Mis, per verificare la presenza dell'orso. Riuscendo ad avvistarlo.
Nel pomeriggio, verso le 13,00, la pattuglia del CTA-CFS del Parco, composta dall'assistente capo Maurizio Guardiano e dall'assistente Marco Barbaresi, ha raggiunto l'area di casera Renzin (comune di Gosaldo), nel cuore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Da casera Renzin i forestali si sono appostati per poter osservare l'area di casera Bitti e la Crocetta. Quindi verso le ore 17,30 la loro pazienza è stata premiata: l'orso si è sollevato in piedi da dietro una pianta di pino nero nei cui pressi era sdraiato a riposare.
Le foto testimoniano l'eccezionale avvistamento che ci conferma il lungo lavoro svolto in questi giorni per accertare gli spostamenti del plantigrado. La Polizia Provinciale ed il CTA-CFS raccoglieranno peli e feci dell'espemplare per poterne indagare il DNA.
Questa procedura serve a verificare se si tratti, come si pensa, dello stesso esemplare segnalato nei giorni scorsi nell'area di Zoldo.
I Forestali ritengono che si tratti di un animale sub-adulto e maschio. La tal cosa è probabile in quanto gli orsi maschi girovagano spesso alla ricerca delle femmine e di nuovi territori.
L'Ente Parco e il CTA-CFS continueranno, nei prossimi giorni, a monitorare l'area sperando di poter seguire gli spostamenti dell'orso.
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Scarabeo lottatore, chalcosoma caucasus



Questo scarabeo è uno degli insetti più grandi, può arrivare fino a 120 mm, il più grande della sua specie. Si tratta di una creatura alquanto rissosa, da questa peculiarità l'aggettivo "lottatore", in cattività occorre tenere i soggetti separati perchè finirebbero per ferirsi a vicenda.
naturalworlds.org



Questo grosso coleottero possiede un gigantesco palco di corna che da dietro la testa si protende in avanti. La sua colorazione è nera uniforme su tutto il corpo, tranne che sul torace, dove è verde a macchie nere.
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Earth, beautiful movie

Prendiamoci un secondo di relax ed ammiriamo queste immagini fantastiche, un video che ci mostra la dolcezza, la potenza, la magnifica realtà di questa terra

venerdì 17 aprile 2009

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Sergey e gli orsi nella Kamchatka

Sergey Gorshkov era un cacciatore, uno di quelli che amano sfoggiare trofei appesi alle pareti delle loro abitazioni, ma un giorno ha scoperto quanto sia più bella una foto scattata personalmente ad altri macabri ricordi.
Così ha sostituito il click del fucile con quello della macchina fotografica ed è iniziata una grande passione che lo vede autore di foto bellissimi, primi piano pe ri quali ha rischiato la vita.

Come questo:


Questa bella favola reale ha come palcoscenico una delle più belle zone del pianeta, siamo nella penisola della Kamchatka, tra il mare di Ochotsk e il mare di Bering ed i protagonisti sono i magnifici orsi bruni. Sono orsi che trovano nella zona abbondante cibo, quindi non sono particolarmente aggressivi, resta sempre ilpericolo di una madre che protegge i cuccioli o di qualch eorso che è stato distrubato mentre riposava.
Le avventure vissute da Sergey sono molte, ha imparato come comportarsi in presenza di un orso e ci regala foto di rara bellezza.
geo
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Una foresta di giganteschi cristalli e un bel video


A 300 metri sotto terra, a 50 gradi di temperatura e dove l'umidità si aggira su l valore del 100% si trovano i cristalli di gesso più grandi del mondo, circa 14 metri di lunghezza, siamo in Messico,nel deserto di Chihuahua, nella Cueva de los Cristales, una meraviglia della natura.



museoscienzelovere.it

C´è una grotta nel deserto di Chihuahua, in Messico, dove esiste una delle meraviglie della Terra: la Cueva de los Cristales. Un nome che come pochi altri riflette la realtà che si trova a 300 metri sotto terra: un mondo che alcuni anni or sono un gruppo di minatori scoprì casualmente. La caverna è tappezzata da giganteschi cristalli di purissimo gesso, alcuni dei quali raggiungono anche i 14 metri di lunghezza.

Quando venne scoperta si pensò di esplorarla nel minor tempo possibile, ma presto gli speleologi si trovarono di fronte ad un problema enorme: il calore e l´umidità. Là sotto infatti, la temperatura si aggira attorno ai 50 gradi e l´umidità sfiora il 100%, una condizione che porta l´uomo alla morte nel giro di pochi minuti. In quelle condizioni infatti, il corpo umano percepisce una temperatura di ben 102 gradi.

In questi anni è stato fatto un primo rilevamento, presentato ieri dai ricercatori, ma soprattutto si sono messi a punto gli strumenti che permetteranno all´uomo di rimanere a lungo là sotto durante le esplorazioni programmate per i prossimi anni.

Dai primi rilevamenti sembrerebbe che i macrocristalli di gesso si sono sviluppati sott´acqua, quando i fluidi termali profondi, caldi e ricchi di solfuri venivano a contatto con acque esterne più fredde. Paolo Forti, dell' università di Bologna è coordinatore del progetto che La Venta (un gruppo internazionale di ricercatori) ha programmato per studiare la grotta: «Le domande a cui dobbiamo ancora dare una risposta, tuttavia, sono molte: come si sono formati esattamente questi cristalli giganti? Quanto tempo fa? E poi: c´è vita in questo ambiente che sembra extraterrestre?».


Aggiunge Tullio Bernabei, direttore del Progetto: «L´obiettivo è la realizzazione di un complesso di ricerche multidisciplinari, dalla geologia alla biologia, che indaghi i campi di interesse di questa grotta e, attraverso le nuove conoscenze, ne permetta la conservazione».

Al momento la cavità non è stata esplorata del tutto, ma c´è una spada di Damocle sul suo futuro. Tra meno di 6 anni l´argento della miniera in prossimità della grotta si esaurirà e le idrovore che la tengono libera dall´acqua si spegneranno, sommergendo anche la Cueva de los Cristales sotto 200 metri d´acqua. Se ciò succederà la grotta sarà perduta per sempre dall´uomo.

Il team de La Venta, che ha progettato la tecnologia per esplorare la grotta, vuole ora metterla a disposizione dei maggiori scienziati del mondo nei rispettivi campi di ricerca. Spiega Antonio De Vivo, presidente de La Venta: «Per entrare nella Cueva de los Cristales abbiamo messo a punto una serie di tute refrigerate accoppiate a respiratori, che permettono all´uomo di rimanere nella grotta per circa un´ora. Tuttavia i rischi rimangono molto alti e per questo un team medico controllerà in tempo reale, il personale all´interno della grotta. La campagna di ricerca durerà 3 anni e si svilupperà in fasi successive, con almeno 4 missioni l´anno, in collaborazione con enti di ricerca italiani, messicani, spagnoli, statunitensi. Nel progetto sono coinvolte 8 tra le maggiori università del mondo».


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Il Sudafrica e gli elefanti


Per 13 anni il Sudafrica ha protetto gli elefanti, ma adesso è stata revocata questa ordinanza, e quindi la caccia agli elefanti riprende i motivi sono spiegati benissimo nell'articolo di Geo

Il divieto di caccia agli elefanti, che in Sudafrica è stato imposto per oltre 13 anni per cercare di salvare questi animali dall'estinzione, è stato recentemente sospeso. I grandi pachidermi dunque potranno essere di nuovo abbattuti, anche se solo da cacciatori autorizzati e che devono rispettare uno stretto protocollo. Il numero di elefanti, che dagli anni sessanta agli ottanta si era drasticamente ridotto in tutto il continente soprattutto a causa del commercio di avorio, è progressivamente aumentato, e grazie alla protezione che è stata imposta, il numero di capi è raddoppiato dal 1995 a oggi. Ma anche avere una popolazione consistente può essere un problema.

Gli elefanti infatti sono animali "ingombranti". Spendono la maggior parte della loro giornata (16 ore) a mangiare, e poiché assimilano solo una parte di quello che ingeriscono, consumano notevoli quantità di cibo: circa 200 chili a testa al giorno. Alla ricerca di cibo, distruggono la vegetazione spontanea, ma anche quella dei campi coltivati. Se si avvicinano ai villaggi possono essere un pericolo anche per l'uomo. Circa 300 persone vengono uccise ogni anno dagli elefanti. E la competizione tra uomo ed elefante per le stesse risorse alimentari è considerata in tutto il mondo il fattore che più limita la protezione dell'animale.
L'abbattimento legalizzato dunque, è stato adottato come misura di contenimento dei danni. Molti conservazionisti però non sono d'accordo, perché ritengono possa incoraggiare anche il bracconaggio. L'unica alternativa potrebbe essere quella della contraccezione ormonale, ovvero la pillola.
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Storia di Delara Darabi che tra pochi giorni impiccheranno


stopchildexecutions.com

In Iran un giudice può condannare al di là delle prove d'innocenza, basandosi sulla propria intuizione, attualmente circa 15 bambini sono in attesa di essere giustiziati.



Corriere.it
Delara Darabi (a sinistra nella foto) è una iraniana di 23 anni con la passione per la pittura. Fra tre giorni sarà impiccata: nel 2003 aiutò il fidanzato in una rapina, Delara si dichiarò poi colpevole per difenderlo. Anche Roxana Saberi è in carcere: giornalista americana-iraniana, è accusata di spionaggio. «Sai cosa significa essere prigioniero dei colori? Significa me. La mia vita dai 4 anni in poi è stata fatta di colori. Compiuti i 17 anni, li ho persi... Ora la sola immagine che appare ogni giorno davanti ai miei occhi è quella di un muro. Io Delara Darabi, incarcerata per omicidio, condannata a morte... mi sono difesa con i colori, le forme e le espressioni».

Delara Darabi è una ragazza iraniana di 23 anni, con la passione per la pittura. Ha scritto queste parole due anni fa. Fra tre giorni, il 20 aprile, sarà impiccata, ha detto il suo avvocato al quotidiano iraniano Etemad. Delara è nata a Rasht, una cittadina sul Mar Caspio. Nel 2003, a 17 anni, si introdusse insieme al fidanzato Amir Hossain in casa di una cugina del padre, per derubarla. La cugina, Mahin, 58 anni, fu pugnalata a morte. Delara si dichiarò colpevole. Più tardi rivelò che l’omicidio era stato commesso dal fidanzato 19enne: le aveva detto di assumersi la colpa, perché essendo minorenne non sarebbe stata condannata a morte. Ma l’Iran, pur avendo ratificato la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia, punisce come adulti i bambini a partire dai 15 anni e le bambine dai 9. Sia Delara sia Amir Hossein sono stati puniti con 3 anni di carcere e 50 frustate per tentata rapina, più 20 frustate per la loro «relazione illecita». Lei è stata condannata a morte per omicidio nel 2005, verdetto confermato dalla Corte Suprema nel 2007. Fu il padre a consegnarla alla polizia. «Pensavo di farlo nell’interesse della giustizia», ha detto in lacrime, in un recente documentario.

Quella fredda notte del 28 dicembre 2003, era nel suo negozio di materiale edile quando gli dissero che sua figlia aveva ucciso la cugina. Non volle parlarle. Fu portata nella prigione di Rasht, dove secondo i familiari non c’è nemmeno un ventilatore contro il caldo umido, c’è un bagno per 100 persone, visite limitatissime. Delara si è tagliata le vene nel 2007. L’hanno salvata. Un mese fa è stata trasferita in un altro carcere di Rasht. Intanto, ha continuato a dipingere. «Non penso che sarebbe sopravvissuta un solo giorno altrimenti », ha detto una ex compagna di cella. Lily Mazahery, attivista iraniana, le invia l’occorrente dagli Usa. Le opere sono state esibite a Teheran e a Stoccolma. L’avvocato Abdolsamad Khorramshahi ha cercato di difenderla puntando sull’autopsia, che dimostra che a pugnalare Mahin fu un destrorso, mentre Delara è mancina.

Ma i giudici non hanno accettato le prove. «Il sistema giudiziario iraniano non è basato sulle prove. I giudici possono condannare qualcuno sulla sola base della propria cosiddetta intuizione», dice al Corriere Mahmood Amiry- Moghaddam, un medico iraniano che vive a Oslo, portavoce della rete di attivisti Iran Human Rights. Ma in ogni caso, le associazioni per i diritti umani sottolineano che la condanna a morte di una minorenne in sé viola le leggi internazionali. Ci sono 150 bambini iraniani nel braccio della morte. L’anno scorso è stato l’unico Paese a mandare a morte dei minorenni: almeno 8; quest’anno un ragazzo 17enne. La pena capitale può essere revocata se i parenti della vittima accettano del denaro in cambio della vita del condannato: nel caso di Delara si tratta della sua famiglia allargata, ma hanno rifiutato. «Ma i veri responsabili sono le autorità dice Amiry-Moghaddam. L’Iran è il secondo Paese dopo la Cina per numero di esecuzioni: il regime le usa per diffondere la paura. Penso sia importante che l’Italia, che ha legami economici con Teheran, li usi per impedirlo». Per un periodo, a Delara sono stati sequestrati pennelli e colori. Lei ha continuato a disegnare usando le dita delle mani e il carboncino. «Spero che i colori— ha scritto—mi restituiscano alla vita».

giovedì 16 aprile 2009

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AAA Pitone baby cercasi


E' accaduto su un aereo passeggeri della Qantas, al momento dello sbarco a Melbourne mancavano all'appello 4 cuccioletti di pitone

quotidiano.net
Un aereo passeggeri della Qantas è stato bloccato dopo la scomparsa di quattro cuccioli di pitone dalla stiva. All’arrivo a Melbourne del Boeing 737-800 decollato da Alice Springs, gli addetti ai bagagli si sono accorti che dei dodici piccoli serpenti spediti in involucri speciali con buchi per l’aria ne mancavano quattro.

Per la compagnia di bandiera australiana la loro sparizione è un mistero: si è pensato che potessero esser stati mangiati dagli altri otto rettili, come talvolta avviene tra i piccoli del pitone, ma un controllo del loro peso ha escluso questa eventualità.

Se ne è concluso che i pitoni sono fuggiti, e, non trattandosi di una specie a rischio, è stato deciso di fermare l’aereo e di sottoporlo a una disinfestazione completa.

La Qantas ha comunque tenuto a rimarcare che questi cuccioli di pitoni di Stimson non sono velenosi e dagli attuali 15 centimetri possono crescere al massimo fino a un metro.

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Dal 2018 immobili ad impatto zero


Il nuovo criterio per la costruzione di abitazioni sarà basato sul consumo energetico, cioè ogni casa dovrà essere in grado di produrre la stessa quantità di energia che consuma.
Questo dal 31\12\2018.

Ansa
- BRUXELLES - Tutti gli immobili costruiti dopo il 31 dicembre 2018 dovranno essere autonomi per il consumo energetico. Dovranno cioe' produrre tanta energia quanta ne consumano sul posto. L'orientamento e' stato votato dal Comitato Industria, Ricerca, Energia,(ITRE) del Parlamento europeo, impegnato a rivedere la direttiva comunitaria del 2002 sul rendimento energetico degli immobili. Gli europarlamentari hanno anche sollecitato un maggior investimento pubblico per promuovere l'efficienza energetica degli edifici. Secondo la decisione adottata dal Comitato, che verra' votata alla plenaria del 4/7 maggio, entro la data limite del 31 dicembre 2018 gli stati membri dell'Unione europea dovranno assicurarsi che tutti i nuovi edifici consumino tanta energia quanta ne producono, per esempio sfruttando i pannelli solari o le pompe di calore Al provvedimento non sfugge il patrimonio immobiliare esistente. Il Comitato ha votato, infatti, anche a favore di obiettivi nazioanli intermedi per gli stabili esistenti. Cosi', per esempio, si dovranno fissare percentuali minime di edifici ad energia zero rispettivamente nel 2015 e nel 2020. Ma come viene definito un immobile a zero energia. Per il momento gli europarlamentari lo definiscono tale ''dove, come risultato di un livello molto alto di rendimento energetico dell'immobile, il consumo totale annuale di energia primaria e' uguale o inferiore alla produzione energetica ottenuta in loco con le energie rinnovabili''. Sara', pero' la Commissione europea a dover studiare nel dettaglio, entro il 2010, una definizione comune per '' gli immobili a energia netta zero''.

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WWF, giornata delle oasi


Vi segnalo il sito dedicato alla giornata delle oasi 2009 che ci mostra la cartina interattiva con tute le oasi che è possibile visitare.
Sul sito troverete i programmi che si affiancano a questa iniziativa ed il modo di partecipare e sostenere un appuntamento annuo così importante.

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1600 panda in piazza


1600 panda scendono in piazza a Roma dopo aver visitato piazze di altri paesi a testimoniare l'impegno del WWF per salvaguardare la natura.

le loro parole
1600 panda di cartapesta: sono un simbolo di impegno, lanciano un messaggio globale. Hanno già invaso alcune città del mondo. Ora approdano in Italia, proprio in un momento di grande dolore per la tragica ondata di terremoti che ha colpito l’Abruzzo. Il 18 aprile “invaderanno” Piazza del Popolo, a Roma: racconteranno l’impegno del WWF al fianco delle popolazioni abruzzesi e il lavoro quotidiano per custodire la natura nel nostro Paese.
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Niente sesso per le formiche in Amazzonia


Si tratta di formiche che venivano studiate per la loro abilità di coltivatrici fino a quando i ricercatori si sono accorti che c'era qualcosa di strano, e analizzando il DNA hanno realizzato che erano tutte femmine.

Ansa
Niente sesso, siamo formiche. E per riprodurci preferiamo la clonazione. E' lo strano mondo della 'Mycocepurus smithii', una specie di formiche che vive nella foresta amazzonica. Che a un certo punto della sua evoluzione ha deciso di lasciar perdere la riproduzione di tipo sessuato e soprattutto di poter fare a meno dei maschi: ogni esemplare è infatti un'esatta replica della Regina - vera madre-padrona dell'intera colonia.

La scoperta è stata effettuata da un team di ricercatori dell'università dell'Arizona. Che, come nella migliore tradizione della ricerca scientifica, sono incappati per caso nel fenomeno. Gli studiosi, infatti, si sono in principio interessati alle 'Mycocepurus smithii' a causa della loro straordinaria abilità 'agricole'. Le smithii sono infatti in grado di coltivare un maggior numero di raccolti rispetto a ogni altra specie di formica sino ad oggi conosciuta.

Ben presto però i ricercatori si sono accorti che c'era qualcosa di strano nella composizione sociale di queste formiche amazzoniche: nelle colonie erano presenti solo esemplari di sesso femminile. Così hanno deciso di dare un'occhiata al loro DNA. E ogni esemplare è risultato essere un'esatta copia della Regina.

"Tra gli insetti sociali - spiega la dottoressa Anna Himler, responsabile dello studio - ci sono diversi tipi tipi di riproduzione. Ma questa specie ha sviluppato un sistema del tutto originale e molto inusuale". I ricercatori hanno quindi pensato di trovare conferme organiche ai test genetici e hanno analizzato più da vicino il sistema riproduttivo delle 'Mycocepurus smithii'.

Risultato: l'organo di solito responsabile per la riproduzione sessuale delle formiche è apparso in questo caso "deteriorato" a tal punto da rendere fisicamente impossibile l'accoppiamento. Lo studio - pubblicato sul Proceedings of the Royal Society B. con un titolo molto esplicito: World Without Sex - non è per ora riuscito a scoprire perché e quando una mutazione tanto radicale ha avuto luogo. Ma, secondo la Himler, ci sono dei vantaggi nella vita senza sesso. "Si risparmia l'energia necessaria a produrre esemplari maschi e raddoppia il numero di femmine fertili di ogni generazione del 100%", dice la Himler. Però ci sono anche degli svantaggi.

"A maggior diversità corrisponde una maggior resistenza ai parassiti e alle malattie", sottolinea Laurent Keller, esperto in insetti sociali dell'università di Losanna. "In una colonia di cloni - prosegue - se una formica è esposta a un parassita lo saranno tutte. Gli asessuati di norma non durano molto a lungo". Ecco perché ora l'attenzione è tutta posta sulla longevità di tale mutazione. "Siamo molto emozionati riguardo alla direzione che questa ricerca potrebbe prendere e alle sue implicazioni", conclude la Himler.

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