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CASTELSANTANGELO SUL NERA - Tre lupi, due femmine e un maschio, sono stati trovati morti avvelenati nel Parco dei Sibillini da agenti del Corpo forestale dello Stato (Cfs) di Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Per ucciderli è stata utilizzata come esca la carcassa di una pecora imbottita di veleno: i resti della pecora sono stati trovati accanto a quelli di due lupi, insieme ad una volpe morta. Poco lontano, un collaboratore del parco ha rinvenuto il terzo lupo morto.
Nessuno degli animali presentava segni esterni di traumi o ferite. I lupi sono stati consegnati all'Istituto zooprofilattico dell'Umbria e delle Marche per gli esami necroscopici e tossicologici, che serviranno per identificare il tipo di veleno impiegato, mentre il Cfs cerca di identificare i responsabili del gesto.
In Italia il lupo è protetto dal 1977 ed è inserito tra le specie di interesse comunitario prioritario nell'ambito della direttiva Habitat. "Oltre ad essere punito come un grave reato, l'avvelenamento è un'azione insensata", sottolinea la direzione del Parco dei Sibillini. "Il lupo infatti, carnivoro al vertice della catena ecologica, svolge un ruolo fondamentale per l'ecosistema regolando le popolazioni di erbivori, come i cinghiali, che producono gravi danni all'agricoltura. Specie simbolo dell'Appennino, dove vive da sempre, non attacca mai l'uomo, dal quale normalmente si nasconde. E' dunque molto meno pericoloso dei cani randagi".


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Ne ha dato notizia l'agenzia spaziale americana. Swift ha rilevato quella che Neil Gehrels, del Goddard Space Flight Center della Nasa, ha definito "una vera e propria esplosione che viene dal passato": una deflagrazione di raggi gamma avvenuta per la morte di una stella quando l'universo aveva solo 630 milioni di anni, meno del 5% della sua età attuale.
Il flash di raggi gamma è stato rilevato il 23 aprile e la Nasa ha subito attivato una rete di astronomi internazionali, che hanno puntato i telescopi verso l'area dell'evento, battezzato in codice GRB 090423. A misurare per primi il 'redshift', lo spostamento verso il rosso nello spettro, che serve a determinare tra l'altro la distanza di un evento cosmico del genere, sono stati gli italiani del team del Telescopio Galileo, che lo hanno indicato in 8.2. Il record precedente era legato a un evento simile rilevato nel settembre scorso, che aveva un 'redshift' di 6.7, un indice che lo collocava più vicino di 190 milioni di anni luce rispetto alla nuova esplosione. "E' una scoperta incredibile", ha commentato Guido Chincarini, astronomo dell'Università di Milano-Bicocca, che fa parte del team che opera alle Canarie. "E ciò che la rende ancora più significativa - ha aggiunto - è che un telescopio che porta il nome di Galileo abbia fatto questa misurazione nell'anno in cui celebriamo il 400mo anniversario del primo uso astronomico del telescopio da parte di Galileo".

ansa
Un esemplare di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) di circa 15 chili è stata sequestrata dagli agenti del Corpo forestale dello Stato in forza al servizio Cites territoriale di Pescara, presso un'abitazione privata di Roseto degli Abruzzi (Teramo). La tartaruga, dell'età circa 20-25 anni e considerata pericolosa per la salute e la pubblica incolumità, era detenuta all'interno di una grossa vasca, senza gli opportuni accorgimenti. Sono ora in corso indagini per verificare se c'é un canale di importazione di questa specie, che è ampiamente diffusa nei bacini idrici del Sud America. Il comandante provinciale del Cfs di Pescara, Guido Conti, ha spiegato che dal 1996, proprio a causa della pericolosità di questo esemplare, è stato imposto il divieto assoluto di detenzione in cattività. "Il suo nome - ha aggiunto Luca Brugnola (Cites) - deriva infatti dalle sue abitudine alimentari e dalla sua voracità. Deve essere, inoltre, maneggiata con estrema cautela perché i suoi morsi possono avere serie conseguenze anche per l'uomo, soprattutto quando si allevano esemplari adulti come quello oggetto del sequestro".
kataweb
Una macchina “del tempo” in grado di rispondere a domande fondamentali sull’origine dell’Universo grazie a un cuore tecnologico (Lfi) progettato e realizzato a Bologna dall’equipe del professor Reno Mandolesi, che ha coordinato il lavoro internazionale di più di 400 scienziati. Il nome in codice è Planck.
articolo kataweb
Le soluzioni biologiche sviluppate dalla Natura in milioni di anni sono le migliori in quanto a compatibilità e adattamento con l'ambiente peculiare in cui sono inserite. Da questo presupposto parte la robotica biomimetica o biorobotica, la quale, grazie all'osservazione degli animali, sta escogitando nuovi meccanismi per il funzionamento degli automi life-like (del tutto simili alle specie biologiche) del futuro prossimo venturo.
Il risultato di tali studi stanno così portando all'elaborazione di robot a basso impatto ambientale, facilmente introducibili in habitat specifici, senza disturbo o danno per gli animali biologici che li popolano. Ecco due degli ultimi prototipi realizzati, entrambi dall'azienda tedesca Festo.
Utili e divertenti: i pinguini-robot Aquapenguin un domani potranno mescolarsi ai pinguini veri ed eseguire il monitoraggio dello stato di salute dell'ambiente in cui vivono. Oltre a fornire informazioni agli etologi sul comportamento di questi animali. Eccone uno che nuota in una vasca artificiale. Un androide da fantascienza, con tanto di occhio luminoso e movimento di palpebra.



articolo Corriere.it
Sei anni per fare compagnia a 5 mila bambini. Domenica mattina i Labrador delle Unità Cinofile della Croce Bianca hanno festeggiato i primi 72 mesi della loro attività nel reparto pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Como diretto dal professor Riccardo Longhi.
Luca, cintura verde di karatè, fermato dalla frattura a un braccio proprio durante un torneo, si è consolato con mamma Rosanna e papà Luciano, ma anche con Igor, il «veterano» del gruppo dei cinofili, sempre a disposizione della Protezione Civile anche per la ricerca di persone scomparse. Insieme a Igor, ieri, anche Tosca e Sissi. Anche il direttore generale dell’azienda sanitaria, Andrea Mentasti, è contento dei quattrozampe: «La pet therapy ha un effetto positivo in tante situazioni: e specialmente qui, con i piccoli ricoverati. È anche molto bello che in uno spazio clinico, dove ci sono da seguire le prescrizioni della scienza, ci sia un angolo per il calore degli affetti e della tenerezza».
articoli lazampa.it
-> La loro popolazione si sta riducendo con percentuali da sicura estinzione. Meno 95%, secondo la ricerca del centro studi di Nairobi «International livestock research institute». E tra gli Anni 90 e oggi anche moltissime antilopi, impala, gnu e zebre sono svanite: da -50% a -90%. La savana festosa dei quadri «vintage» che decorano i lodge, intasata di branchi, è una pianura semivuota. Gli animali sono diventati il tesoro da cercare a bordo di scassati pulmini bianchi senza filtro antiparticolato.
->Danilo Mainardi, lei è uno dei più celebri etologi italiani: i parchi naturali sono sotto assedio non solo in Kenya, ma in tutta l’Africa. Che cosa significa questa involuzione per gli animali?
«E’ un processo che fa molto male alla fauna selvatica e soprattutto ai grandi mammiferi. Per loro è intollerabile, perché non rispettare i tragitti migratori significa alterare gli equilibri vitali. Quei percorsi sono scritti nei loro geni, che li conducono in aree diverse nei differenti momenti dell’anno. E non solo».
Quali sono gli altri problemi?
«Quelli degli incroci: se sono costretti in zone che diventano progressivamente isole, devono accoppiarsi sempre tra le stesse popolazioni. Inoltre si aggrava il problema dei parassiti, di cui non riescono più a sbarazzarsi, ma che, anzi, esplodono. E’ un fenomeno che avviene anche nei parchi sulle Alpi, dove si verificano improvvise morìe. Ecco perché la strategie ecologiche suggeriscono di creare dei corridoi tra una riserva e l’altra, ma è possibile solo se dietro c’è una politica globale, capace di superare le iniziative locali e i loro egoismi».
In Africa il malessere degli animali e quello degli umani è sempre più connesso: è così?
«La correlazione è strettissima e nasce dalla pressione demografica. Che è sempre più forte».


articolo di PanoramaLe conseguenze del riscaldamento globale si fanno sentire anche nel mondo marino, e i coralli risultano tra le specie più colpite, tanto da rischiare l’estinzione. L’aumento delle temperature dei mari e l’inquinamento non sono gli unici fattori di distruzione. A impedire la corretta cementificazione dei coralli contribuiscono anche gli effetti degli uragani e di una pesca a dir poco esagerata.
Ed ecco che, per evitare il peggio, il governo giapponese ha inviato delle squadre speciali di sommozzatori a soccorrere le barriere della zona di Okinawa, l’arcipelago che si estende oltre la punta settentrionale del Paese. Dopo aver raggiunto i coralli, i sub nipponici operano divisi in due gruppi, incaricati di creare dei piccoli fori nella barriera servendosi di trapani ad aria compressa per poi riempirli con minuscoli dischi di ceramica contenenti coralli giovanissimi.
Il Governo di Tokyo ha deciso di impegnarsi nel recupero delle barriere coralline messo sotto pressione da un’opinione pubblica rimasta turbata dalla notizia della morte, in meno di dieci anni, del 90 per cento dei coralli dell’arcipelago di Okinawa. I biologi marini giapponesi lavorano dal 2005 alla messa a punto di questo sistema di recupero delle barriere coralline, e ora sperano che, se il trapianto di coralli avrà il successo sperato, questo metodo possa essere esportato all’estero per salvare altre scogliere in pericolo. Secondo Mineo Okamoto, il biologo dell’Università di Tokyo che ha guidato il team di ricercatori impegnato nello studio del disco di ceramica per contenere i coralli da impiantare, grazie a questa nuova tecnologia rianimare le scogliere diventerà semplice come riforestare le montagne.
Tuttavia, c’è già chi giudica la strategia giapponese come inefficace. In effetti, non è sbagliato ritenere che se non verranno eliminate le cause del deterioramento e della morte dei coralli, il trapianto degli stessi non porterà a una soluzione definitiva. Un funzionario del Ministero dell’Ambiente di Tokyo ha rivelato che fino ad oggi il trapianto di 13.000 coralli è costato due milioni di dollari, spesa destinata a salire vertiginosamente se si considera che nella barriera di Okinawa sarebbero decine di milioni i coralli da ripristinare. Nonostante questo, il funzionario resta ottimista, annunciando che un bilancio realistico dell’operazione potrà essere fatto solo tra qualche decennio, un periodo sufficiente per valutare la resistenza dei coralli giovani e per sperare in una riduzione dei costi a fronte di un ulteriore miglioramento delle tecnologie utilizzate.

articolo di focus
I testi di astronomia sono soliti presentarci le galassie come "isole", solitarie e maestose, ricche di stelle scintillanti e nebulose multicolori. Ma anche le galassie hanno una vita per così dire “sociale”: incontri e unioni, che alla fine portano alla fusione di due o più di questi magnifici oggetti celesti, sono tutt’altro che eventi rari. Nella nostra immaginazione tali avvenimenti hanno un sapore catastrofico: "incidenti" di una potenza devastante e distruttiva. In realtà le intense forze mareali, che si sviluppano in virtù delle reciproche interazioni gravitazionali, portano fertilità più che distruzione. Sotto il loro influsso, infatti, le nebulose, formate da gas e polveri, si addensano e collassano, dando vita a nuove stelle.
Lenta, ma inesorabile. Qualcuno storcerà il naso, ma la bava di lumaca è meno viscida di quello che sembra. I suoi enzimi hanno un alto potere cicatrizzante, curano piaghe ed ustioni. Sono inoltre un toccasana per lo stomaco: grazie alle proprietà gastroprotettive si elaborano molecole contro le ulcere.
ilsole24ore

È diffuso nelle regioni più fredde e più umide dell'Australia meridionale e orientale, ma vive anche nelle regioni montuose, spingendosi verso nord fino al Queensland meridionale; malgrado sia molto diffuso, nel Victoria occidentale e nell'Australia Meridionale si sta facendo raro.
Ogni due anni le femmine di vombato comune danno alla luce un unico piccolo; questo lascerà il marsupio rivolto all'indietro tipico della specie dopo nove-undici mesi, quando avrà raggiunto un peso di 3,5-6,5 chili. Sarà svezzato intorno ai 12-15 mesi, ma fino ai 18 mesi dipenderà sempre dalla madre.
wikipedia

articolo panorama.it
I due orsi polari, Bill e Lara, si incontrano per la prima volta allo zoo di Gelsenkirchen, in Germania. L'orso Bill proviene da uno zoo della Repubblica Ceca ed è giunto in Germania per conoscere la sua nuova compagna, Lara




aricolo kataweb.it
Dopo essere stato nel team dei fotografi vincitori del premio Pulitzer 1993, Patrick Farrel, fotoreporter del Miami Herald, si aggiudica il premio 2009 nella categoria fotogiornalismo per il reportage realizzato ad Haiti durante il devastante uragano del 2008. Farrel, che ha lavorato in paesi come la Turchia, Cuba, Ameirca centrale e del sud, ha testimoniato il passaggio dell'uragano Ike la notte in cui morirono oltre ottocento cittadini haitiaini. Da segnalare che al New York Times sono stati assegnati 5 premi Pulitzer.

articolo di Repubblica.it
L'esopianeta, pianeta extrasolare, più leggero mai osservato finora è stato scoperto nella costellazione della Bilancia da un gruppo di astronomi europei e ginevrini. La massa di "Gliese 581 e" corrisponde a circa il doppio di quella della Terra, indica l'Università di Ginevra in un comunicato. Il pianeta, di tipo probabilmente roccioso, è situato a 20,5 anni luce. Nel medesimo sistema di "Gliese 581" sono stati osservati altri tre pianeti, uno dei quali assomiglia a Nettuno. Gli altri due sono considerati come delle "super Terre", con una massa 5 e 7 volte superiore alla massa del pianeta blu. "Gliese 581 d", il pianeta più lontano rispetto alla stella del sistema, si trova all'interno di una zona che gli scientifici definiscono "abitabile", nella quale l'acqua può esistere allo stato liquido
"Gliese 581 d" potrebbe essere un pianeta-oceano: sarebbe cioè ricoperto di acqua e ghiaccio.

articolo forza-Roma.com
Oggi è la Giornata della Terra e la Nasa in occasione di questo evento trasmetterà delle immagini straordinarie di tutto il pianeta da bordo della ISS, la stazione spaziale internazionale che orbita intorno alla terra. Le foto saranno tutte ad alta definizione e si potranno sfogliare direttamente sul sito ufficiale della NASA all’indirizzo www.nasa.gov/ntv o vedere direttamente sulla TV di loro appartenenza dalle 12 alle 15 (ora per l’Italia), dalle 18 alle 20 e dalle 22 all’1 di notte di giovedì. La Iss ha un’orbita situata a 354 chilometri dalla superficie della Terra ed ha a bordo un equipaggio permanente di tre astronauti. Ogni 90 minuti, la stazione effettua un giro completo attorno alla Terra e dalla Iss, ogni giorno, si possono vedere 16 albe e 16 tramonti. Per la Giornata della Terra questa è la 39esima edizione dalla sua esistenza. E Google per celebrare questo giorno cambio il proprio logotipo.

lazampa.it
32 specie di anfibi sono a rischio di estinzione per la contaminazione del loro ambiente e per il fungo "Chytrid" che ne ha uccise una grande percentuale in tutto il mondo
L'El Nispero Zoo di Panama sta cercando di proteggere la specie facendo vivere le rane in condizione di cattività..
articolo di libero-news.it
Dicono gli indigeni della Cordigliera di Talamanca, quella che attraversa l’America Latina e giunge fino a Panama, che esiste una rana d'oro, e chi la trova ha l'eterna fortuna. E' la rana della felicità. Lei, la rana, rarissima, esisteva sul serio, ed era stata dichiarata estinta alla fine degli anni ottanta, a causa degli scempi ambientali e del fungo killer Batrachochytrium dendrobatidis. Ma forse ora si scopre che sopravvive nelle foreste costaricane. Gli scienziati del Manchester Museum hanno infatti ingaggiato una caccia pacifica all'ultimo rospo, per trovarla. La ricerca è stata scatenata da un precedente fortunoso: l'anno scorso Andrew Gray, erpetologo presso il Manchester Museum, ha identificato alcuni esemplari di Isthmohyla rivularis, altra specie considerata estinta da vent'anni, nella foresta pluviale di Monteverde, in Costa Rica. La scoperta ha spinto il gruppo di ricercatori, guidati da Gray, a ritrovare anche il Rospo Dorato, avventurandosi nella stessa zona. Secondo quanto riporta la Bbc, gli scienziati hanno scoperto l'anfibio solo nel 1966 e l'hanno dichiarato estinto nel 1989. «Stiamo perlustrando la zona in cui le rane d'oro vivevano. Sarà difficile trovarne una, ma la scoperta dell'anno scorso ha dimostrato che non bisogna mai dire mai», ha dichiarato Gray a Bbc news. Oltre ad accertare quali specie sono realmente sparite dalla faccia della terra, la ricerca consentirà anche di comprendere quali sono i fattori che portano alla scomparsa di alcune rane e quali consentono la sopravvivenza di altre






articolo di Panorama.it
Una storia, quella di Riana van Nieuwenhuizen, sudafricana di 46 anni, che ricorda i romanzi d’avventura. Con la differenza che in questo caso non ci sono esplorazioni all’orizzonte ma solo una sconfinata passione per i felini che la accompagna da quando era ragazzina. Poi finalmente il sogno che si realizza. Riana lascia il suo lavoro presso il Ministero di Giustizia e si dedica esclusivamente ai suoi adorati animali fino a creare nel 2007 il Fiela Funds Cheetah Breeding Project , una Ong ormai diventata famosa non solo in Sudafrica ma in tutto il mondo. Il suo obiettivo è quello di proteggere e sostenere i ghepardi minacciati di estinzione in tutto il continente africano. Uno degli obiettivi principali di questa associazione è l’educazione. “Vogliamo sensibilizzare il maggior numero di persone possibili - racconta Riana a Panorama.it -su questi animali così in pericolo insieme all’ecosistema che li circonda. Per questo organizziamo incontri con le scuole e campi sull’argomento”.
Proprio lo scorso dicembre il ghepardo, considerato l’animale più veloce del mondo, era stata l’ultima specie ad essere aggiunta alla triste lista dell’Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, di quelle non solo a rischio d’estinzione ma in parte già estinte, in questo caso in ben 18 paesi.
“Da anni ero impegnata con una Ong che si occupava di animali ma poi mi sono fatta avanti per ospitare nella mia fattoria cuccioli di felini. Da lì l’idea della mia associazione. Oggi a casa mia ospito nove ghepardi, tre leopardi, un leone e la porta è sempre aperta per qualsiasi cucciolo che abbia bisogno”. La convivenza di Riana con questi animali sembra essere delle più pacifiche. A loro del resto dedica energie e soldi, tutta la sua pensione “Sono felice che in Italia possiate raccontare la mia storia, afferma a cuore aperto a Panorama.it “Ho bisogna dell’affetto e dell’aiuto di tutti gli appassionati della natura per continuare il mio sogno”. Per scrivere a Riana l’email è info@cheetahexperience.com.Guarda la GALLERY.

ansa
Le prime immagini mostrano un immenso spazio cosmico nelle costellazioni del Cigno e della Lira. Delle circa 4 milioni e 500 mila stelle ritratte, più di 100 mila sono state selezionate come candidate per la ricerca di Keplero. Oltre a cercare e osservare nuove Terre, che ruotano attorno ad altri soli, il telescopio, di 95 centimetri di diametro, catalogherà i vari tipi di pianeti, in gassosi, rocciosi, grandi e piccoli, registrandone l'orbita e la posizione rispetto alla loro stella. Gli scienziati hanno finora scoperto più di 340 pianeti orbitanti al di fuori del nostro sistema solare, ma nessuno è piccolo come la Terra e nessuno è ad una distanza dalla propria stella tale da rendere possibile la presenza di acqua e quindi, eventualmente, di vita.
La missione di Keplero, cominciata il 7 marzo, durerà tre anni. Al termine, gli studiosi contano di poter affermare se pianeti simili alla Terra sono rari o meno.

l'articolo di parks.it
Il racconto di una giornata eccezionale
Al mattino di ieri 16 aprile, dalle ore 7,00 circa, una pattuglia del CTA/Corpo Forestale dello Stato guidata dall'ispettore capo Andrea Ferroni e composta dall'assistente Alberto Dal Farra e dall'agente Francesca Vilena, su segnalazione degli operatori di Veneto Strade si è recata nella zona dei Bitti in valle del Mis, per verificare la presenza dell'orso. Riuscendo ad avvistarlo.
Nel pomeriggio, verso le 13,00, la pattuglia del CTA-CFS del Parco, composta dall'assistente capo Maurizio Guardiano e dall'assistente Marco Barbaresi, ha raggiunto l'area di casera Renzin (comune di Gosaldo), nel cuore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Da casera Renzin i forestali si sono appostati per poter osservare l'area di casera Bitti e la Crocetta. Quindi verso le ore 17,30 la loro pazienza è stata premiata: l'orso si è sollevato in piedi da dietro una pianta di pino nero nei cui pressi era sdraiato a riposare.
Le foto testimoniano l'eccezionale avvistamento che ci conferma il lungo lavoro svolto in questi giorni per accertare gli spostamenti del plantigrado. La Polizia Provinciale ed il CTA-CFS raccoglieranno peli e feci dell'espemplare per poterne indagare il DNA.
Questa procedura serve a verificare se si tratti, come si pensa, dello stesso esemplare segnalato nei giorni scorsi nell'area di Zoldo.
I Forestali ritengono che si tratti di un animale sub-adulto e maschio. La tal cosa è probabile in quanto gli orsi maschi girovagano spesso alla ricerca delle femmine e di nuovi territori.
L'Ente Parco e il CTA-CFS continueranno, nei prossimi giorni, a monitorare l'area sperando di poter seguire gli spostamenti dell'orso.




museoscienzelovere.itC´è una grotta nel deserto di Chihuahua, in Messico, dove esiste una delle meraviglie della Terra: la Cueva de los Cristales. Un nome che come pochi altri riflette la realtà che si trova a 300 metri sotto terra: un mondo che alcuni anni or sono un gruppo di minatori scoprì casualmente. La caverna è tappezzata da giganteschi cristalli di purissimo gesso, alcuni dei quali raggiungono anche i 14 metri di lunghezza.
Quando venne scoperta si pensò di esplorarla nel minor tempo possibile, ma presto gli speleologi si trovarono di fronte ad un problema enorme: il calore e l´umidità. Là sotto infatti, la temperatura si aggira attorno ai 50 gradi e l´umidità sfiora il 100%, una condizione che porta l´uomo alla morte nel giro di pochi minuti. In quelle condizioni infatti, il corpo umano percepisce una temperatura di ben 102 gradi.
In questi anni è stato fatto un primo rilevamento, presentato ieri dai ricercatori, ma soprattutto si sono messi a punto gli strumenti che permetteranno all´uomo di rimanere a lungo là sotto durante le esplorazioni programmate per i prossimi anni.
Dai primi rilevamenti sembrerebbe che i macrocristalli di gesso si sono sviluppati sott´acqua, quando i fluidi termali profondi, caldi e ricchi di solfuri venivano a contatto con acque esterne più fredde. Paolo Forti, dell' università di Bologna è coordinatore del progetto che La Venta (un gruppo internazionale di ricercatori) ha programmato per studiare la grotta: «Le domande a cui dobbiamo ancora dare una risposta, tuttavia, sono molte: come si sono formati esattamente questi cristalli giganti? Quanto tempo fa? E poi: c´è vita in questo ambiente che sembra extraterrestre?».
Aggiunge Tullio Bernabei, direttore del Progetto: «L´obiettivo è la realizzazione di un complesso di ricerche multidisciplinari, dalla geologia alla biologia, che indaghi i campi di interesse di questa grotta e, attraverso le nuove conoscenze, ne permetta la conservazione».
Al momento la cavità non è stata esplorata del tutto, ma c´è una spada di Damocle sul suo futuro. Tra meno di 6 anni l´argento della miniera in prossimità della grotta si esaurirà e le idrovore che la tengono libera dall´acqua si spegneranno, sommergendo anche la Cueva de los Cristales sotto 200 metri d´acqua. Se ciò succederà la grotta sarà perduta per sempre dall´uomo.
Il team de La Venta, che ha progettato la tecnologia per esplorare la grotta, vuole ora metterla a disposizione dei maggiori scienziati del mondo nei rispettivi campi di ricerca. Spiega Antonio De Vivo, presidente de La Venta: «Per entrare nella Cueva de los Cristales abbiamo messo a punto una serie di tute refrigerate accoppiate a respiratori, che permettono all´uomo di rimanere nella grotta per circa un´ora. Tuttavia i rischi rimangono molto alti e per questo un team medico controllerà in tempo reale, il personale all´interno della grotta. La campagna di ricerca durerà 3 anni e si svilupperà in fasi successive, con almeno 4 missioni l´anno, in collaborazione con enti di ricerca italiani, messicani, spagnoli, statunitensi. Nel progetto sono coinvolte 8 tra le maggiori università del mondo».

Il divieto di caccia agli elefanti, che in Sudafrica è stato imposto per oltre 13 anni per cercare di salvare questi animali dall'estinzione, è stato recentemente sospeso. I grandi pachidermi dunque potranno essere di nuovo abbattuti, anche se solo da cacciatori autorizzati e che devono rispettare uno stretto protocollo. Il numero di elefanti, che dagli anni sessanta agli ottanta si era drasticamente ridotto in tutto il continente soprattutto a causa del commercio di avorio, è progressivamente aumentato, e grazie alla protezione che è stata imposta, il numero di capi è raddoppiato dal 1995 a oggi. Ma anche avere una popolazione consistente può essere un problema.
Gli elefanti infatti sono animali "ingombranti". Spendono la maggior parte della loro giornata (16 ore) a mangiare, e poiché assimilano solo una parte di quello che ingeriscono, consumano notevoli quantità di cibo: circa 200 chili a testa al giorno. Alla ricerca di cibo, distruggono la vegetazione spontanea, ma anche quella dei campi coltivati. Se si avvicinano ai villaggi possono essere un pericolo anche per l'uomo. Circa 300 persone vengono uccise ogni anno dagli elefanti. E la competizione tra uomo ed elefante per le stesse risorse alimentari è considerata in tutto il mondo il fattore che più limita la protezione dell'animale.
L'abbattimento legalizzato dunque, è stato adottato come misura di contenimento dei danni. Molti conservazionisti però non sono d'accordo, perché ritengono possa incoraggiare anche il bracconaggio. L'unica alternativa potrebbe essere quella della contraccezione ormonale, ovvero la pillola.

Corriere.it
Delara Darabi (a sinistra nella foto) è una iraniana di 23 anni con la passione per la pittura. Fra tre giorni sarà impiccata: nel 2003 aiutò il fidanzato in una rapina, Delara si dichiarò poi colpevole per difenderlo. Anche Roxana Saberi è in carcere: giornalista americana-iraniana, è accusata di spionaggio. «Sai cosa significa essere prigioniero dei colori? Significa me. La mia vita dai 4 anni in poi è stata fatta di colori. Compiuti i 17 anni, li ho persi... Ora la sola immagine che appare ogni giorno davanti ai miei occhi è quella di un muro. Io Delara Darabi, incarcerata per omicidio, condannata a morte... mi sono difesa con i colori, le forme e le espressioni».Delara Darabi è una ragazza iraniana di 23 anni, con la passione per la pittura. Ha scritto queste parole due anni fa. Fra tre giorni, il 20 aprile, sarà impiccata, ha detto il suo avvocato al quotidiano iraniano Etemad. Delara è nata a Rasht, una cittadina sul Mar Caspio. Nel 2003, a 17 anni, si introdusse insieme al fidanzato Amir Hossain in casa di una cugina del padre, per derubarla. La cugina, Mahin, 58 anni, fu pugnalata a morte. Delara si dichiarò colpevole. Più tardi rivelò che l’omicidio era stato commesso dal fidanzato 19enne: le aveva detto di assumersi la colpa, perché essendo minorenne non sarebbe stata condannata a morte. Ma l’Iran, pur avendo ratificato la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia, punisce come adulti i bambini a partire dai 15 anni e le bambine dai 9. Sia Delara sia Amir Hossein sono stati puniti con 3 anni di carcere e 50 frustate per tentata rapina, più 20 frustate per la loro «relazione illecita». Lei è stata condannata a morte per omicidio nel 2005, verdetto confermato dalla Corte Suprema nel 2007. Fu il padre a consegnarla alla polizia. «Pensavo di farlo nell’interesse della giustizia», ha detto in lacrime, in un recente documentario.
Quella fredda notte del 28 dicembre 2003, era nel suo negozio di materiale edile quando gli dissero che sua figlia aveva ucciso la cugina. Non volle parlarle. Fu portata nella prigione di Rasht, dove secondo i familiari non c’è nemmeno un ventilatore contro il caldo umido, c’è un bagno per 100 persone, visite limitatissime. Delara si è tagliata le vene nel 2007. L’hanno salvata. Un mese fa è stata trasferita in un altro carcere di Rasht. Intanto, ha continuato a dipingere. «Non penso che sarebbe sopravvissuta un solo giorno altrimenti », ha detto una ex compagna di cella. Lily Mazahery, attivista iraniana, le invia l’occorrente dagli Usa. Le opere sono state esibite a Teheran e a Stoccolma. L’avvocato Abdolsamad Khorramshahi ha cercato di difenderla puntando sull’autopsia, che dimostra che a pugnalare Mahin fu un destrorso, mentre Delara è mancina.
Ma i giudici non hanno accettato le prove. «Il sistema giudiziario iraniano non è basato sulle prove. I giudici possono condannare qualcuno sulla sola base della propria cosiddetta intuizione», dice al Corriere Mahmood Amiry- Moghaddam, un medico iraniano che vive a Oslo, portavoce della rete di attivisti Iran Human Rights. Ma in ogni caso, le associazioni per i diritti umani sottolineano che la condanna a morte di una minorenne in sé viola le leggi internazionali. Ci sono 150 bambini iraniani nel braccio della morte. L’anno scorso è stato l’unico Paese a mandare a morte dei minorenni: almeno 8; quest’anno un ragazzo 17enne. La pena capitale può essere revocata se i parenti della vittima accettano del denaro in cambio della vita del condannato: nel caso di Delara si tratta della sua famiglia allargata, ma hanno rifiutato. «Ma i veri responsabili sono le autorità dice Amiry-Moghaddam. L’Iran è il secondo Paese dopo la Cina per numero di esecuzioni: il regime le usa per diffondere la paura. Penso sia importante che l’Italia, che ha legami economici con Teheran, li usi per impedirlo». Per un periodo, a Delara sono stati sequestrati pennelli e colori. Lei ha continuato a disegnare usando le dita delle mani e il carboncino. «Spero che i colori— ha scritto—mi restituiscano alla vita».

quotidiano.net
Un aereo passeggeri della Qantas è stato bloccato dopo la scomparsa di quattro cuccioli di pitone dalla stiva. All’arrivo a Melbourne del Boeing 737-800 decollato da Alice Springs, gli addetti ai bagagli si sono accorti che dei dodici piccoli serpenti spediti in involucri speciali con buchi per l’aria ne mancavano quattro.Per la compagnia di bandiera australiana la loro sparizione è un mistero: si è pensato che potessero esser stati mangiati dagli altri otto rettili, come talvolta avviene tra i piccoli del pitone, ma un controllo del loro peso ha escluso questa eventualità.
Se ne è concluso che i pitoni sono fuggiti, e, non trattandosi di una specie a rischio, è stato deciso di fermare l’aereo e di sottoporlo a una disinfestazione completa.
La Qantas ha comunque tenuto a rimarcare che questi cuccioli di pitoni di Stimson non sono velenosi e dagli attuali 15 centimetri possono crescere al massimo fino a un metro.

Ansa
- BRUXELLES - Tutti gli immobili costruiti dopo il 31 dicembre 2018 dovranno essere autonomi per il consumo energetico. Dovranno cioe' produrre tanta energia quanta ne consumano sul posto. L'orientamento e' stato votato dal Comitato Industria, Ricerca, Energia,(ITRE) del Parlamento europeo, impegnato a rivedere la direttiva comunitaria del 2002 sul rendimento energetico degli immobili. Gli europarlamentari hanno anche sollecitato un maggior investimento pubblico per promuovere l'efficienza energetica degli edifici. Secondo la decisione adottata dal Comitato, che verra' votata alla plenaria del 4/7 maggio, entro la data limite del 31 dicembre 2018 gli stati membri dell'Unione europea dovranno assicurarsi che tutti i nuovi edifici consumino tanta energia quanta ne producono, per esempio sfruttando i pannelli solari o le pompe di calore Al provvedimento non sfugge il patrimonio immobiliare esistente. Il Comitato ha votato, infatti, anche a favore di obiettivi nazioanli intermedi per gli stabili esistenti. Cosi', per esempio, si dovranno fissare percentuali minime di edifici ad energia zero rispettivamente nel 2015 e nel 2020. Ma come viene definito un immobile a zero energia. Per il momento gli europarlamentari lo definiscono tale ''dove, come risultato di un livello molto alto di rendimento energetico dell'immobile, il consumo totale annuale di energia primaria e' uguale o inferiore alla produzione energetica ottenuta in loco con le energie rinnovabili''. Sara', pero' la Commissione europea a dover studiare nel dettaglio, entro il 2010, una definizione comune per '' gli immobili a energia netta zero''.


le loro parole
1600 panda di cartapesta: sono un simbolo di impegno, lanciano un messaggio globale. Hanno già invaso alcune città del mondo. Ora approdano in Italia, proprio in un momento di grande dolore per la tragica ondata di terremoti che ha colpito l’Abruzzo. Il 18 aprile “invaderanno” Piazza del Popolo, a Roma: racconteranno l’impegno del WWF al fianco delle popolazioni abruzzesi e il lavoro quotidiano per custodire la natura nel nostro Paese.

Ansa
Niente sesso, siamo formiche. E per riprodurci preferiamo la clonazione. E' lo strano mondo della 'Mycocepurus smithii', una specie di formiche che vive nella foresta amazzonica. Che a un certo punto della sua evoluzione ha deciso di lasciar perdere la riproduzione di tipo sessuato e soprattutto di poter fare a meno dei maschi: ogni esemplare è infatti un'esatta replica della Regina - vera madre-padrona dell'intera colonia.
La scoperta è stata effettuata da un team di ricercatori dell'università dell'Arizona. Che, come nella migliore tradizione della ricerca scientifica, sono incappati per caso nel fenomeno. Gli studiosi, infatti, si sono in principio interessati alle 'Mycocepurus smithii' a causa della loro straordinaria abilità 'agricole'. Le smithii sono infatti in grado di coltivare un maggior numero di raccolti rispetto a ogni altra specie di formica sino ad oggi conosciuta.
Ben presto però i ricercatori si sono accorti che c'era qualcosa di strano nella composizione sociale di queste formiche amazzoniche: nelle colonie erano presenti solo esemplari di sesso femminile. Così hanno deciso di dare un'occhiata al loro DNA. E ogni esemplare è risultato essere un'esatta copia della Regina.
"Tra gli insetti sociali - spiega la dottoressa Anna Himler, responsabile dello studio - ci sono diversi tipi tipi di riproduzione. Ma questa specie ha sviluppato un sistema del tutto originale e molto inusuale". I ricercatori hanno quindi pensato di trovare conferme organiche ai test genetici e hanno analizzato più da vicino il sistema riproduttivo delle 'Mycocepurus smithii'.
Risultato: l'organo di solito responsabile per la riproduzione sessuale delle formiche è apparso in questo caso "deteriorato" a tal punto da rendere fisicamente impossibile l'accoppiamento. Lo studio - pubblicato sul Proceedings of the Royal Society B. con un titolo molto esplicito: World Without Sex - non è per ora riuscito a scoprire perché e quando una mutazione tanto radicale ha avuto luogo. Ma, secondo la Himler, ci sono dei vantaggi nella vita senza sesso. "Si risparmia l'energia necessaria a produrre esemplari maschi e raddoppia il numero di femmine fertili di ogni generazione del 100%", dice la Himler. Però ci sono anche degli svantaggi.
"A maggior diversità corrisponde una maggior resistenza ai parassiti e alle malattie", sottolinea Laurent Keller, esperto in insetti sociali dell'università di Losanna. "In una colonia di cloni - prosegue - se una formica è esposta a un parassita lo saranno tutte. Gli asessuati di norma non durano molto a lungo". Ecco perché ora l'attenzione è tutta posta sulla longevità di tale mutazione. "Siamo molto emozionati riguardo alla direzione che questa ricerca potrebbe prendere e alle sue implicazioni", conclude la Himler.