Ho letto con interesse questo articolo, anche se io non mi collego alla rete usando il telefonino, sono riportati alcuni consigli utili ed anche avvertenze per non ritrovare stangate inaspettate.
Articolo di Repubblica.it
ROMA - Navigare in Internet dovunque mi trovi, grazie al mio super cellulare. Un'esperienza divertente, ma a volte molto costosa. Della nuova e insidiosa frontiera della telefonia si occupa l'associazione Altroconsumo, che invia una serie di avvisi ai naviganti. Attenti a quando configurate lo smartphone prima di navigare per la prima volta (non fatelo mai da soli); e puntate sulle tariffe legate al tempo di navigazione rispetto a quelle legate al volume dei dati scaricati. Attenzione: siete davvero in pericolo quando superate la soglia di dati consentita dalla vostra tariffa. Ultimo consiglio, quindi: mentre scaricare le e-mail brucia pochi dati, musica o video ne bruciano tanti. Moderazione.
La porta d'ingresso. Prima di iniziare la navigazione, molti smartphone vanno "configurati". Dentro il cellulare, va inserito un codice di accesso (Apn) che identifica l'operatore e poi il tipo di navigazione: Wap (che scarica pagine leggere) oppure Internet (che ne scarica di pesanti). Primo problema: se io ho una tariffa Wap ma poi configuro il cellulare per Internet, pagherò tanto.
L'iPhone in automatico. Risulta a Repubblica che Tim tenti sempre di vendere smartphone già configurati. Ma la Apple, ad esempio, non vuole che alcuni operatori determinino da soli la configurazione dell'iPhone. E questo è un problema. L'iPhone ha il "vizietto" di connettersi al web in modo automatico per aggiornare così alcune sue funzioni. Se l'iPhone si connette da solo e se io ho una tariffa a consumo (legata cioè alla quantità di dati scaricati), allora rischio la stangata. Gli antidoti. Quando navigo con un Tim, conviene allora tenermi dentro il recinto del portale di Tim (perché resto al 100% in un ambiente Wap più economico). Se voglio navigare in Internet, ci sono offerte (della categoria Maxxi) che offrono 50 mega al giorno e costano 10 euro al mese, prepagati. Ma occhio a sforare quei tetti. Quando invece navigo con Vodafone, devo tenere d'occhio gli Sms in arrivo. Vodafone avverte con un messaggino ogni volta che la connessione lascia l'ambiente Wap per addentrarsi in Internet. Sarà efficace?
Il roaming. Se siete clienti Tre, conviene vigilare che la connessione stia avvenendo sulla rete di questo operatore. Se problemi di copertura vi portano in roaming su una rete di altri operatori - denuncia Altroconsumo - i costi salgono.
Meglio a tempo. Nella sua inchiesta, Altroconsumo suggerisce tariffe a tempo invece di quelle legate ai dati scaricati. Giusto. Ma anche la tariffa a tempo può avere una sua iniquità. Wind, ad esempio, chiede ai clienti (abbonati o ricaricabili) 50 centesimi ogni 15 minuti per le navigazioni in ambiente Internet. Ma questi 50 centesimi si pagano tutti sia che la navigazione duri un solo secondo sia che prosegua per tutti e 15 minuti (stesso amaro trattamento fanno gli altri operatori per tariffe analoghe).
Come controllare. A fine giornata, in generale, è utile controllare sempre quanto abbiamo speso. Vodafone, ad esempio, ha i numeri di servizio 404 o 414; Wind il 4155 (scrivere la parola "saldo") oppure il sito www.155.it cui bisogna registrarsi.
La bellissima fotogallery di mamma tigre e deli suoi cuccioli, il lieto evento al parco zoologico di Indore, Madhya, particolarmente lieto in quanto si tratta di animali in via d'estinzione
Le tigri bianche sono conosciute da molto tempo. Il primo di questi felini bianchi fu scoperto verso il 1820. Una tigre bianca fu uccisa nell'Assam nel 1899; un'altra, femmina, fu uccisa nel 1909 a Orissa mentre divorava un bufalo. Dal 1909 al 1933 in India furono abbattute diciassette tigri bianche. La prima tigre bianca di Rewa fu catturata viva, nel dicembre1915, nella giungla di Sohagpur. In quel tempo si sapeva dell'esistenza di altre due di queste fiere bianche nella zona a sud di Rewa. La famosa razza attuale di tigri bianche, di cui trentatre esemplari vivevano nel 1970, discende da un maschio bianco, catturato a Rewa il 27 maggio1951. Questo specimen fu accoppiato ad una tigre normale, catturata nello stesso luogo il 28 novembre1952. La prima figliata, composta di 4 piccoli, di colore normale, si ebbe il 10 aprile1955. Una tigre femmina di questa figliata, accoppiata al padre, dette alla luce 4 piccoli di colore bianco, il 30 ottobre1958. Ebbe così inizio la generazione delle tigri bianche. Queste tigri non sono vere albine, perché hanno strisce nere ed occhi azzurri. Esse sono affette da leucismo. Attualmente, si conoscono alcune tigri bianche che vivono in India. Si tratta di tigri incrociate con le tigri bianche degli zoo, per non perdere il gene e conservare la tigre bianca. wikipedia
Questo un nuovo appello dell'Oipa per contrastare la vivisezione dei macachi per la ricerca scientifica non può essere ignorato, oltretutto questi animali sono già minacciati di estinzione a causa della perdita dei loro spazi naturali e del disboscamento.
Un recente studio ha evidenziato che geneticamente i caribùsono unici, si tratterebbe quindi di un ibrido nato alla fine dell’ultima era glaciale dalla fusione di due sottospecie, e questo li candida con tutti gli onori a specie protetta.
L'articolo di Panorama
Saranno tempi più facili per i caribù che vivono nelle Montagne Rocciose del Canada. E a dare loro una mano stavolta è la genetica. Uno studio condotto da Byron Weckworth dell’Università di Calgary ha scoperto che l’animale è geneticamente unico al mondo. I ricercatori guidati da Weckworth sostengono che si tratti, infatti, di un ibrido nato alla fine dell’ultima era glaciale dalla fusione di due sottospecie. Proprio questa unicità ha spinto gli studiosi a lanciare un allarme. Se il caribù di montagna non diventerà specie protetta il rischio di estinzione è alto. I dati, del resto, sono dalla loro parte. Nella regione canadese della British Columbia si ritiene ne esistano al momento solo 1900 esemplari. Troppo poco per non sbrigarsi a fare qualcosa. E’ nato così in suolo canadese il Mountain Caribou Project, un’associazione a favore di quest’animale a rischio d’estinzione, che riunisce una decina di organizzazioni ambientaliste. Il caribù di montagna di suo presenta caratteristiche tali da renderlo ben corazzato per esempio a sconvolgimenti come quelli causati dai cambiamenti climatici. Ha, infatti, un istinto migratorio che gli permette una certa flessibilità, è capace di cambiare zone e adattarsi con facilità a diversi ambienti geografici. Ma tutto questo diventa inutile se la presenza umana continuerà ad invadere il suo territorio danneggiandolo. E per presenza umana si intende soprattutto la crescita smisurata di piste da sci con conseguente passaggio di mezzi per la neve. Per non parlare poi di un aumento di lavori edilizi per la costruzione di nuove strade, ritenuto per la specie un fattore veramente destabilizzante.Il lavoro ancora da fare per il Mountain Caribou Project è tanto. Come per esempio un nuovo censimento dell’area da proteggere visto che, a causa di un vecchio errore di rilevamento, il governo canadese ha considerato protetta un’area di 25 mila ettari invece che di 48 mila. Ma una grande vittoria l’associazione l’ha già ottenuta. Il ministro canadese dell’ambiente Barry Penner ha, infatti, recentemente annunciate che il governo limiterà gli elementi considerati di disturbo alla specie, cioè le aree in cui possono transitare i mezzi per la neve e quelle in cui si costruiscono strade. Una speranza perché il caribù di montagna torni finalmente a popolare i territori che gli appartengono
Facciamo sentire il più grande "no" che orecchio umano abbia mai udito....non è ammissibile quanto ancora sta accadendo in Canada...e purtroppo non solo in Canada
Questo è il più grande macello di mammiferi marini sulla Terra. Unitevi a noi per porre fine a questa atrocità.
Quotidiano.net L'Europarlamento si accinge a votare il bando all'importazione di tutti i derivati delle foche, definita 'inumana'. Le autorità canadesi:'Danno economico enorme' (da zoomin)
Google sempre più utile e versatile, infatti, come riporta l'articolo del Corrirere.it, alcuni scienziati stanno sfruttando la visione 3D dei fondali oceanici forniti da Google Earthper prevedere cataclismi naturali come lo tzumani
l'articolo
Grazie ai dettagli 3D dei fondali oceanici forniti da Google Earth nella sua versione Ocean gli scienziati sono in grado di individuare i luoghi in cui potrebbero verificarsi futuri tsunami, per esempio distinguendo le formazioni rocciose sottomarine che rischiano di collassare, provocando onde anomale. Uno di questi è stato individuato nel Mar dei Caraibi dal Geohazard Research Centre dell'Università di Portsmouth, Inghilterra.
SCOPERTA INCIDENTALE - I ricercatori del centro di ricerca di rischio geologico dell'Università di Portsmouth, in Gran Bretagna, stavano compiendo degli studi nell'isola Dominica, delle Piccole Antille, utilizzando la funzione tridimensionale di Google Earth. Nel corso dei loro rilevamenti hanno notato una zona della costa che avrebbe potuto presto franare, soprattutto a causa della frequenza dei terremoti nell'area, e causare uno tsunami. In particolare Richard Teeuw, a capo dell’équipe, ha riscontrato la preoccupante precarietà di un cono vulcanico che, secondo i calcoli dei ricercatori, in concomitanza con un terremoto riverserebbe in acqua una quantità di rocce tale da originare uno tsunami di tre metri
ORIGINE DI UNO TSUNAMI – Le cause di questo fenomeno, che consiste in onde marine di eccezionali dimensioni (più per la lunghezza che per l’altezza d’onda), sono solitamente riconducibili a uno spostamento notevole e repentino di una placca del fondale marino, ma chiaramente l’origine può derivare anche da un’instabilità dei fondali o della costa. Quest’ultima origine può essere individuata e osservata attraverso la tecnologia esplorativa utilizzata dal colosso di Mountain View e nota come Light Detection and Ranging, che permette appunto la misurazione dell’orografia sottomarina. In generale va precisato che l’uso del software della grande G è consigliato per le analisi preliminari, quando altri strumenti risulterebbero troppo costosi. Nel caso in cui vengano individuati spot ad alto rischio, si può poi procedere a un’analisi più dettagliata.
Non a caso quando di una persona diciamo "è un orso" intendiamo un solitario un pò scontroso, infatti l'indole degli orsi è proprio così, vivono in comunità solo da cuccioli e durante l'accoppiamento e sono anche un pò fifoni
l'articolo di Focus
È un simbolo, un premio e un'effigie. Stiamo parlando dell’orso. È il simbolo, infatti, di Berlino, il cui nome deriverebbe dal termine bär (orso in tedesco). Anche il premio del festival cinematografico che si tiene in questa città ha le sembianze di un orso. E la sua immagine si trova sulla moneta da due dollari canadesi. Senza contare peluche e cartoni animati dedicati a questo animale. Non si può certo dire che non sia popolare. Eppure lui, amante della solitudine, potrebbe non essere contento di tutto questo clamore. La frase “sei un orso!” rivolta a qualche immusonito parente o amico, ha un suo fondo di verità. Gli orsi non cercano compagnia e non fanno “comunella” tra loro. Insomma non sono animali sociali e conducono una vita solitaria. Schivi e diffidenti con i propri simili lo sono a maggior ragione con altri di altre specie, soprattutto con gli uomini. Tanto che in alcune zone si sono adattati a vivere di notte o al crepuscolo per evitarli. E, contrariamente a quello che si pensa comunemente, non sono nemmeno aggressivi. Però attaccano se si sentono minacciati o sono impauriti. Di solito corrono verso il “nemico” emettendo un vocalizzo tipico, detto ruglio, ma quasi sempre a pochi passi dal pericolo si fermano e fanno marcia indietro.
Sono stati liberati nell'oceano i pinguini che erano stati rinvenuti bloccati tra le alghe sulla costa del New South Wales, e così ancheper loro inizia la vita vera, quella che vale la pena di essere vissuta libera...buona vita dolci creature!
Un rarissimo rettile, il tuatara - un vero e proprio "fossile vivente"- è nato allo stato brado in un'area della Nuova Zelanda dove si riteneva fosse estinto da 200 anni. I tuatara sono i rettili viventi più antichi: simili a una grossa lucertola, percorrevano la terra con i dinosauri 225 milioni di anni fa. Sono in via di estinzione e si trovano solo in alcune isole dell'arcipelago della Nuova Zelanda; ma dal 2005, circa 200 esemplari sono stati reintrodotti in un'area protetta, il KaroriSanctuary, nella capitale Wellington, dove il piccolo -che misura circa 8 centimetri- è stato trovato.
Ma perchè io sono qua anzichè a rotolarmi da qualche parte con un leone, o scambiare intensi sguardi con il drago di comodo, oppure a nuotare con un'orca, o cercar pulci addosso ad una scimmia.......mah!
Kevin Richardson si occupa di 38 leoni da quando erano cuccioli e gioca con loro come se fossero degli animali domestici nel suo parco naturale privato nei pressi di Johannesburg quotidiano.net
Tramite simulazioni di fiori in laboratorio il biologo Nigel Raine, studia i percorsi che seguono i bombi e su tali percorsi, o meglio sulla geometria che li induce, la polizia si sta ispirando per trovare i criminali seriali, o meglio i loro nascondigli.
Nell'intervista che riporto di seguito il dott Raine spiega questo meccanismo.
Articolo della rivista Geo
"I bombi hanno un comportamento simile a quello dei criminali, per lo meno quando si tratta di nascondere il luogo della propria abitazione. I bombi non volano mai sui fiori che si trovano nelle immediate vicinanze del loro nido. Vanno invece in aere che si trovano al di là della "zona cuscinetto", in modo da non condurre eventuali nemici sulle traccie di "casa".
Allo stesso modo si comporta la maggior parte dei criminali. La polizia naturalmente lo sa, studiando la distribuzione spaziale dei vari luoghi del delitto cerca di individuarne un centro approssimativo, per scoprire il nascondiglio del colpevole.
I criminologi utilizzano questo metodo ormai da anni. Finora, però, non era stato possibile dimostrarne scientificamente la validità. Qui entrano in gioco i bombi: in laboratorio possiamo creare una disposizione di falsi fiori, e possiamo registrare i percorsi di volo di questi insetti. Grazie a questi dati, con il modello della polizia siamo effettivamente riusciti a risalire alle posizioni dei nidi.
Altri crimilogi sono interessati a questa ricerca. Allo studio ha già collaborato Kim Rossmo, un pioniere del metodo (definito Geographic profiling). Dopo aver messo alla prova il modello, ci proponiamo di capire, attraverso ulteriori esperimenti, in che modo il metodo possa essere ulteriormente affinato dal punto di vista matematico.
I nostri risultati sono molto interessanti anche dal punto di vista dei biologi che studiano il comportamento animale"
Stagione (astronomia) Ognuno dei quattro periodi (primavera, estate, autunno e inverno) in cui si suole suddividere l’anno solare, in base alla posizione della Terra lungo l’orbita di rivoluzione intorno al Sole. I giorni che segnano il passaggio da una stagione all’altra sono quelli di equinozio (il 21 marzo e il 23 settembre) e di solstizio (il 21 giugno e il 21 dicembre). Quando la Terra transita agli equinozi, la durata del dì uguaglia quella della notte in tutti i punti della sua superficie; quando transita al solstizio, è massima la differenza tra la durata del dì e quella della notte; nei giorni compresi tra un solstizio e un equinozio, la durata del dì e quella della notte in generale differiscono l’una dall’altra in misura dipendente dalla latitudine.
Ogni stagione è caratterizzata da condizioni meteorologiche diverse, dovute essenzialmente alla variazione nel corso dell’anno della durata dell’illuminazione diurna e dell’inclinazione dei raggi solari.
L’esistenza delle stagioni è una conseguenza del fatto che l’asse di rotazione terrestre non è perpendicolare al piano dell’orbita, ma è inclinato di 23°27’ rispetto alla verticale. Tale inclinazione rimane costante lungo tutto il cammino di rivoluzione della Terra intorno al Sole e fa sì che nel corso dell’anno, il circolo d’illuminazione si sposti rispetto ai paralleli e ai meridiani; ne segue che la quantità e l’inclinazione della radiazione solare che raggiunge una data zona della superficie terrestre cambi nel corso dell’anno, determinando importanti variazioni climatiche.
La differenza tra le quattro stagioni è molto più evidente alle medie e alle alte latitudini della Terra, dove la durata del dì e della notte variano apprezzabilmente. Ai tropici, invece, si evidenziano solo due stagioni principali: quella umida e quella secca. Quando i raggi solari sono perpendicolari su uno dei due tropici, la convezione atmosferica dà vita a forti piogge e temporali che via via diminuiscono, sino a raggiungere un minimo d’insolazione che corrisponde alla stagione secca.
Nell’emisfero settentrionale (boreale) della Terra, il 21 marzo segna l’inizio della primavera, il 21 giugno quello dell’estate, il 23 settembre quello dell’autunno e il 21 dicembre quello dell’inverno; nell’emisfero meridionale (australe), le stagioni sono ribaltate: il 23 settembre prende avvio la primavera, il 21 dicembre l’estate, il 21 marzo l’autunno e il 21 giugno l’inverno.
Le stagioni contano un numero diverso di giorni a causa del fatto che l’orbita della Terra è leggermente ellittica e che il Sole non si trova al centro, ma in uno dei due fuochi dell’ellisse, vale a dire, in una posizione leggermente decentrata. La Terra si muove un po’ più rapidamente quando si trova vicino al Sole, e un po’ più lentamente quando è lontana, il che implica che le stagioni in cui la Terra si trova più vicino al Sole passano più in fretta. Poiché la Terra transita al perielio in gennaio e all’afelio in luglio, nell’emisfero settentrionale l’estate è più lunga dell’inverno, mentre in quello meridionale vale il viceversa.
Donne e uomini sono alti neanche un metro e mezzo e si differenziano da qualsiasi altro gruppo africano, tali peculiarità si sono sviluppate nel corso degli ultimi 70 mila anni come ha recentemente appurato un gruppo di ricercatori del Centre national de la recherche scientifique e dell'Institut Pasteur, grazie a un confronto del DNA dei pigmei con quello delle popolazioni bantu dell'Africa Occidentale. I pigmei odierni sembrano provenire da un gruppo molto ristretto di antenati e le differenze si sono mantenute grazie all'isolamento in cui i pigmei hanno vissuto per 30 mila anni, solo a partire da 40 mila anni fa le donne pigmee sono diventate spose degli uomini bantu, il contrario invece non si è mai verificato. Il motivo della scarsa crescita è presumibilmente da ravvisare nell'adattamento dei pigmei alla vita nella foresta pluviale, gli alberi lasciano filtrare poca luce solare e quindi poca sentitizzazione della vitamina D, necessaria alla crescita del tessuto osseo. Adesso i genisti cercano di capire come saranno i pigmei del futuro, adesso che i pigmei hanno abbandonato il loro stile di vita.
Pedalare con più sicurezza, proteggendoci di più proprio mentre cala la sera e la notte crea insidie a chi ama la bici, come me...ecco un'idea che speriamo tutti noi ciclisti di trovare presto in commercio lightlane, praticamente un segnale luminoso mostrerà la nostra presenza sull'asfalto, sul seguente file pdf tutte le spiegazioni del caso
I rotiferi sono microrganismi che si riproducono senza accoppiamento e senza la presenza del maschio, si riproducono attraverso uova non fecondate. Questa specie di animale conta 360 specie, vivono nell' acqua, sia dolce che salata, non sono visibili ad occhio nudo, e sono in grado di integrare nel proprio genoma materiale genetico di altri organismi, cosa questa molto particolare, in quanto il Dna assunto tramite alimenti solitamente non arriva alle cellule sessuali, proteggendo il patrimonio genetico da contaminazioni. I rotiferi assumono il Dna alimentandosi, e durante i periodi di siccità, quando loro stessi sono quasi del tutto essiccati, la membrana delle cellule sessuali ed il Dna sono danneggiati da questa essicazione, il Dna estraneo può penetrare nelle cellule. Al momento della reidratazione i geni estranei iniziano a funzionare come propri.
Tipica della Australia si divide in due razze ben diverse tra loro. Pur visitando molti fiori si nutre sulle lantane. Sono attive nelle ore più soleggiate, e presentano un caratteristico volo rapido e ballonzolante. Si riposano sulle foglie ad ali distese. Un'insolita particolarità del maschio è il meccanismo è il meccanismo di aggancio delle ali, simile a quello di molte falene.
Stadi giovanili. Il tozzo bruco è in gran parte grigio-verdastro, ma dietro al capo è giallo con due fasce nere con sfumature rossastre.
Distribuzione Australia, dal Queensland al Nuovo Galles del Sud
Accade in Argentina, periodicamente un'orca che gli abitanti del luogo chiamano Mel, si avvicina alle acque della penisola di Valdes a caccia leoni marini che poi divide con un compagno che non è molto abile nella caccia
l'articolo di lazampa.it
BUENOS AIRESL’orca "Mel" è ritornata nei giorni scorsi sulle coste argentine della penisola di Valdes per cacciare leoni marini e condividerli con un compagno inesperto: a riferirlo sono gli abitanti del luogo, che da anni seguono il comportamento del tutto particolare dell’animale. Cinquant’anni sono più o meno l’aspettativa di vita di un orca, ma "Mel", avvistata per la prima volta nel 1975 e battezzata Melanie perchè creduta erroneamente femmina, non sembra soffrire troppo l’età. Nei giorni scorsi, è infatti apparsa nuovamente nei dintorni di Punta Norte, (costa sud-orientale argentina), luogo - ricordano gli esperti - che ha frequentato con regolarità per tutta la vita, attirata dalla ricchezza di leoni marini che lo caratterizza. La tecnica di caccia di un’orca consiste nell’arenarsi sul bagnasciuga roccioso, facendo uscire dal pelo dell’acqua solo la metà anteriore del corpo. Poi, con un rapido movimento, il predatore azzanna il leone marino a portata, nella maggior parte dei casi un esemplare giovane e leggero, facili da trascinare in acqua. Ieri, davanti alle macchine fotografiche di alcuni reporter argentini, ’Mel’ ha messo la sua tecnica esperta al servizio di un amico che la accompagnava. Azzannato il leone marino, si è avvicinata all’altro esemplare per permettergli di mangiarne un pò.
Ne è vittima prevalentemente l'individuo maschio tra i 25 ed i 35 anni, le donne over 40 sono al terzo posto, di cosa si tratta? La vigoressia, è un'ossessione per il proprio corpo, il desiderio di vedere i propri muscoli sempre più tonici, una vero e proprio "complesso di Adone".
E' un disturbo sicuramente abbinabile ai disturbi comportamentale legati all'alimentazione, infatti negli addetti ai lavori questa nuova patologia viene anche chiamata "anoressia inversa", quindi là dove l'anoresso desidera e fa di tutto per avere un corpo sempre più magro, il vigoressico anela al preciso contrario, e per raggiungere il suo scopo si sottopone a stressanti allenamenti, diete iperproteiche e integratori e anabolizzanti - che sono un vero veleno per la salute -
Le farfalle propriamente dette sono un gruppo di lapidotteri diurni altamente specializzati.
Generalmente possono riconoscersi pe ri loro colori vivaci e le loro antenne tipicamente clavate, ma anche per il modo in cui rimangono posate, con le ali reciprocamente accostate al disopra del dorso. Nelle farfalle la base delle ali posteriori è espansa e rinforzata in modo d ppIrsi all'ala anteriore e sostenerla durante il volo. Anche gli esperidi, farfalle simili a falene, presentono le ali strutturate in questo modo. Le falene sono così varie che è difficile fornirne una descrizione coplessiva. Sebbene molte di loro siano notturne e presentino quindi colori smorti, vi sono non poche specie diurne, alcune delle quali rivaleggiano in eleganza con le più belle farfalle.
Le falene, comunque, possono spesso distinguersi per le antenne filiformi o pennate, prive di apici clavati.
Presentano un interessante meccanismo di aggangio delle ali, consistente in setole presenti sulla base delle ali posteriori che s'incastrano in una piega o in un'apposita struttura "di cattura" delle ali anteriori. I maschi posseggono singole setole robuste, mentre le femmine presentano numerose setole esili.
Un'altra storia ci arriva dal nord della Cina, e parliamo di allevamenti di visoni destinati a divenire pellicce per le il cosiddetto "gentil sesso". Continua quindi questa galleria degli orrori che va al di là di ogni mia comprensione.
l'articolo e la galleria foto di LaZampa
Un reportage fotografico racconta l'orrore degli allevamenti di visoni in Cina, primo Paese esportatore di pellicce al mondo. Le «fattorie» dove gli animali vengono cresciuti, in piccolissime gabbie, fino a sette mesi per essere uccisi nei mesi invernali quando il pelo è più folto soprattutto nel Nord, al confine con la Russia, dove sono state scattate queste immagini
Inghilterra, contea dell’Hampshire, un delizioso e pittoresco paese immerso nella campagna è acquistabile per la modica cifra di 25 milioni di sterline. Il villaggio in questione è Linkenholt, ed a metterlo in vendita è l'associazione Herbert and Peter Blagrave Charitable Trust, per scopi benefici.
Linkenholt è una piccola, remota comunità, poco più di un insieme di fabbricati agricoli, ricca di bellezza paesaggistica. È un bel campo da cricket, e un bel po 'di chiesa (S. Pietro), che viene spesso utilizzata per i matrimoni.
Si tratta di una istruzione alla buona condotta per salvare l'ambiente, o quanto meno a rispettarlo, un enorme piattaforma che è indirizzata ai cittadini statunitensi, per raccogliere dati sull'impatto ambientale
Già soprannominato "Hubble dell'ecologia", questo strumento si propone di aumentare l'alfabetizzazione scientifica dei cittadini, offrendo la possibilità di imparare a utilizzare gli stessi protocolli di raccolta dati utilizzati dai ricercatori per immettere dati nel database del progetto. Insomma, qualsiasi cittadino potrà contribuire al monitoraggio ambientale, fornendo dati e informazioni.
Il rapporto di Medici senza Frontiere riguardo alla violenza sessuale con oggetto le donne di Liberia, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Sud Africa, Colombia e in altri paesi....non finirà mai questa tragedia, non finirà, inizio a pensare chemai finirà!
Finalmente sembra che ci siamo arrivati! Non testeremo più cosmetici sugli animali, niente più stupida sperimentazione in questo senso su animali vivi.
la notizia ansa
- Stop ai test sugli animali per i cosmetici. Da oggi, infatti, entra in vigore il 2/o bando europeo che porta alla quasi totale esclusione dell'uso degli animali vivi per fini sperimentali sulla cosmesi. Il primo divieto risale al 2004 e proibiva di testare prodotti cosmetici finiti su animali. Rimangono invece in vigore tre test fortemente invasivi, quali: tossicita' per uso ripetuto, tossicita' riproduttiva e tossicocinetica (assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione della sostanza in esame). ''Una storica vittoria'' secondo la Lav che ''salvera' milioni di animali''. ''Una vittoria sofferta - dichiara Michela Kuan, biologa, responsabile Lav settore vivisezione - perche' il bando Europeo purtroppo e' stato piu' volte rimandato, ma l' impegno e la perseveranza della Lav e delle altre Associazioni animaliste europee sta offrendo la salvezza a milioni di animali crudelmente e inutilmente sfigurati da test invasivi''. Negli ultimi anni, ricorda l'associazione, ''sono stati molti gli sforzi economici, politici e scientifici per lo sviluppo di test sostitutivi all'uso di animali, i quali oltre al vantaggio etico, sono anche migliori sotto il profilo scientifico e quindi di sicurezza per i consumatori''. Sono, infatti, gia' disponibili sul mercato piu' di 20.000 ingredienti cruelty-free. ''In attesa che nel 2013 entri in vigore il bando totale di test su animali in campo cosmetico - conclude la Lav - per evitare di contribuire alla sperimentazione animale si consiglia di attenersi alle aziende che hanno sottoscritto lo Standard Internazionale ''Non Testato su Animali'', la cui lista e' disponibile sul sito dell'associazione.
Un posto specialissimo per questi esemplari di orango del Borneo settentrionale, adesso sono 23 sono sfuggiti ai cacciatori, agli incendi, ai vari cataclismi naturali.
Vulcani spenti, grotte, fiumi, montagne: tutta la vegetazione del Monte Bosavi, in Nuova Guinea, viene al momento scandagliata da un’equipe internazionale di scienziati alla ricerca degli animali più strani e sconosciuti del pianeta. Una troupe della BBC li ha seguiti nella prima tappa della loro avventura alla scoperta di una giungla fittissima, quella formatasi negli anni nel cratere spento del Bosavi, in cui nessuno si è mai addentrato sino ad oggi.
La foresta che circonda il vulcano è solcata da fiumi in cui scorre acqua cristallina, la presenza umana è inesistente, e anche gli animali interagiscono con l’uomo come se se lo fossero trovato di fronte per la prima volta. In una caverna gigantesca, lo scienziato George McGavin ha fotografato un insetto dal corpo lungo e trasparente, di cui si è soffermato ad osservare con curiosità la digestione di mosche appena inghiottite. Nel frattempo, dopo aver avvistato canguri, scimmie, opossum, pipistrelli, coccodrilli e serpenti, si è accorto che in una rete posizionata nel fiume si era incagliato uno strano pesce gatto di grossa taglia con spine sulle pinne e un pungiglione simile a quello di una razza.
Se i quattro chilometri del cratere del Bosavi sono sovrappopolati da sanguisughe, nella foresta circostante non si contano le lucertole predatrici, rettili di un colore verde molto acceso che possono crescere fino a tre metri di lunghezza. In Nuova Guinea è necessario fare molta attenzione ai pesci gatto velenosi o alle piume tossiche di alcuni uccelli, ma allo stesso gli appassionati di natura possono godersi le immagini curiose di canguri che si arrampicano sugli alberi, gatti carnivori e topi giganti, nella maggior parte dei casi più grandi dei gatti domestici. Ma l’equipe internazionale che la prossima settimana scenderà nel Bosavi è rimasta incantata di fronte al fascino irresistibile di un pappagallino rosso non più grande di un pollice.
Se il mondo virtuale si arricchisse di sensazioni olfattive, tattili, di suoni , insomma se quello che viviamo virtualmente si avvicinasse maggiormente all realtà, potremmo vivere esperienze che neanche possiamo immaginare. Tutto questo potrebbe diventare realizzabile grazie alle nuove tecnologie, signore e signori vi presento il
E' o non è un tipo fascinoso e simpatico? Certo che lo è! Un magnifico primo piano di un orso polare mentre ha appena effettuato la sua pulizia mattutina.., come evidenziato nelle didascalie sotto alle foto, il Canada ospita circa 15000 orsi rispetto ai 20000-25000 presenti in tutto il mondo. Ed adesso ecco le bellissimi immagini
Sono come giganti buoni, non credo di essere l'unica che ogni tanto si abbraccia un albero, si percepisce che è vivo e sono sicura che gli fa anche piacere. Ci sono alberi famosi, uno di questi è uno splendido esemplare di platano le cui misure sono 25 m di altezza, 15 di circonferenza e 300 la superficie della chioma, è il più grande d'Italia. Svetta nel cielo dalla cittadina di Caprino Veronese ed un cartello lo indica come Monumento Nazionale, ha anche un nome "Platano dei 100 bersaglieri" perchè si racconta che tra le sue fronde si siano nascosti ben 100 bersaglieri nel 1937.
Questo platano fa parte di una lista stilata dal Corpo Forestale dello Stato, un vero e proprio censimento iniziato nel 1982 e aggiornato con il passare del tempo.
E' utile ogni tanto un ripassino di quelle che sono le normali precauzioni quando un cucciolo di uomo ed un cane diventano inseparabili amici, questo articolo di lazampa.it è un valido memorandum a tale riguardo, è stato rilasciato dal Ministero della Salute
Il cane comunica con la coda, le orecchie, lo sguardo, la postura e i vocalizzi. Con ogni suo gesto esprime qualcosa. Non conosce il significato delle parole e può interpretare i gesti e il comportamento dei bambini in modo diverso. Il ministero del Welfare fornisce alcuni semplici consigli rivolti ai bambini per imparare a comunicare con il cane e per diventare amici.
Ecco le regole, dettate come se fosse l’animale a parlare al piccolo padrone: 1 . Rispettami, parlami in modo calmo, lasciati annusare, accarezzami dolcemente. Non tirarmi la coda o le orecchie. 2. Non disturbarmi mentre sto mangiando, quando sono legato o quando sono con i miei cuccioli. Ricorda che quando sono nella macchina del mio proprietario, non voglio che nessuno si avvicini. 3. Evita di guardarmi dritto negli occhi se non mi conosci perché potrei sentirmi minacciato e reagire in modo scortese. 4. Se mi sto azzuffando con altri cani non provare a separarci, ce la sbrighiamo da soli. 5. Chiedi il permesso al mio proprietario prima di accarezzarmi. 6. Se voglio un oggetto che hai in mano (gioco, biscotti), lascialo. Resta immobile e attendi che mi allontani. 7. Prima di accarezzarmi, chiamami con il mio nome; se non mi avvicino lasciami in pace, ho altro per la testa. 8. Quando ringhio o mostro i denti nel momento in cui mi accarezzi, sarà meglio per te che avverti un adulto. Ma soprattutto non disturbarmi e allontanati con calma senza correre. 9. Infine, quando corro verso di te fermati anche se sei spaventato, porta le braccia lungo il corpo e guarda per aria rimanendo in silenzio, altrimenti mi verrà voglia di rincorrerti.
Anche per gli adulti le indicazioni per prevenire aggressioni Anche gli adulti, se non sanno come approcciarsi correttamente a un cane, possono rischiare un morso. E sono comunque i soli a poter prevenire aggressioni nei confronti dei bambini. Ecco dunque le regole che valgono per i più grandi: 1. Un adulto deve sempre vigilare in modo attivo sull’interazione tra cani e bambini. 2. Gli adulti devono considerare con serietà ogni segno di disagio o aggressività e chiedere aiuto a un medico veterinario comportamentalista. 3. Non sottovalutare mai i segnali di minaccia: il ringhio è il primo e il più frequente di questi segnali. In caso, chiedere aiuto allo specialista. 4. Quando invitiamo persone ospiti in casa nostra, assicuriamoci di controllare adeguatamente il nostro cane. 5. Se il nostro cane è di temperamento territoriale o "guardiano" non lasciare mai le porte socchiuse né per uscire sul pianerottolo né per uscire dal giardino. 6. Se sulla strada si sta avvicinando un cane minaccioso, fermarsi e restare immobili senza guardarlo né parlargli. 7. Non mettere le mani nei cancelli o nelle auto se dentro c’è un cane, anche se sembra dormire o guardarci con scarso interesse.
La proposta di divieto d'importare prodotti derivanti dalla foche è stata approvata del Parlamento Europeo, perchè posso diventare legge deve essere approvata dal consiglio dell'Unione Europea
l'articolo di lazampa.it BRUXELLES Una commissione del Parlamento europeo ha approvato una proposta per impedire ai paesi europei di importare prodotti derivanti dalla caccia alle foche. La proposta di messa al bando, approvata ieri, non colpirebbe le importazioni dalle comunità Inuit del Canada e della Groenlandia.
Il voto riflette la diffusa opposizione dell’Europa alla caccia alla foca, che molti ritengono crudele. Per diventare legge, la messa a bando dei prodotti deve ora passare attraverso il consiglio Ue. I paesi nordici come Danimarca, Svezia e Finlandia, si sono opposti a questo bando, che secondo alcuni esperti legali europei potrebbe violare le regole mondiali sul commercio. Il Canada e la Groenlandia hanno minacciato di presentare un ricorso al WTO.
Australia, nuovo spiaggiamento questa volta in massa, sono circa 200 le balene che sono purtroppo approdate sulla riva di un'isola australiana e di queste molte sono già morte
Per questo curioso primate il Carnevale non finisce mai.....sembra proprio indossare una maschera bianca. Tale caratteristica è una pecularietà maschile, la femmina infatti non sfoggia nessuna maschera. Altra caratteristica della scimmia saki è la sua ricerca del cibo, infatti non si accontenta di un frutto qualsiasi ma è disposta a percorrere molta strada per tornare là dove ricorda di averne trovati di qualità migliore.